Il Fatto Quotidiano Emilia Romagna

aggiornato alle 8:21 di Giovedì 23 Febbraio 2012

FQ Emilia Romagna Cronaca Università Ristoranti Cultura & Spettacoli Interviste & Ritratti Contattaci

di Redazione Il Fatto Quotidiano | Bologna | 10 giugno 2011

Commenta

Aldrovandi: confermate le condanne. Ma l’indulto cancella 3 anni di pena

Emozione in aula alla lettura della sentenza che inchioda i poliziotti. Anche se la pena reale che sconteranno gli agenti è di soli 6 mesi. La madre di Federico piange quando l'avvocato di uno degli imputati chiede l'assoluzione del suo cliente. Una maledetta storia iniziata il 25 settembre 2005. Il padre: "Cosa aveva fatto di male mio figlio per morire così non me lo spiegherà mai nessuno"

La corte di appello di Bologna si è pronunciata alle 15: le condanne per l’uccisione di Federico Aldrovandi sono state confermate. 3 anni e mezzo a tutti e quattro i poliziotti condannati in primo grado. L’unica amarezza, da parte dei familiari, è sapere che la condanna si risolverà in soli sei mesi. I tre anni – ma questo si sapeva in anticipo – vengono condonati per effetto dell’indulto.

C’erano tutti, oggi, nell’aula della corte d’appello di Bologna intitolata a Vittorio Occorsio, il magistrato ucciso nel 1976 da estremisti neri. C’erano i genitori di Federico Aldrovandi, Lino e Patrizia Moretti, il fratello minore Stefano e lo zio Franco. Colui a che fu costretto a effettuare il riconoscimento del diciotenne di Ferrara e che disse subito dopo: “Credevo che gli fosse passato sopra un camion”. E poi c’erano i suoi amici, quelli che hanno dato vita all’associazione “Verità per Aldro”.

La sentenza pronunciata oggi è stata il secondo ciclo importante che si è chiuso nella vicenda di Federico Aldrovandi, per la cui morte sono stati imputati i quattro agenti della questura di Ferrara che intervennero in via dell’Ippodromo la mattina del 25 settembre 2005. Sono Paolo Forlani, Enzo Pontani (entrambi in aula stamattina), Luca Pollastri (assente oggi, ma presente nelle udienze precedenti) e Monica Segatto (contumace per tutto il secondo grado), già condannati in primo grado a tre anni e mezzo di carcere.

Un processo che diventa un paradigma per casi analoghi. La commozione, in attesa del pronunciamento della corte, presieduta dal giudice Daniela Magagnoli (Luca Ghedini e Franca Oliva i magistrati che con lei hanno composto il collegio giudicante), era palpabile. Era palpabile per i familiari e gli amici di Federico, che si sono lasciati andare quando l’ultimo degli avvocati della difesa dei poliziotti, Gabriele Bordoni, ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Ed era palpabile anche per un altro motivo.

La vicenda processuale per l’omicidio del diciottenne è sembrata infatti un paradigma a cui guardano anche altre famiglie che sono passate per eventi analoghi. Lo ha dimostrato la presenza in aula di due donne, Ilaria Cucchi e Lucia Uva. La prima è la sorella di Stefano, 31 anni, morto in carcere a Roma nell’ottobre 2009 dopo essere stato arrestato per detenzione di una modica quantità di sostanze stupefacenti. Anche la seconda è una sorella, in questo caso di Giuseppe, 43 anni, deceduto dopo essere stato fermato dai carabinieri di Varese e portato in caserma. Era il 14 giugno 2008 e in entrambi i casi il sospetto è che a provocarne la morte siano stato il “trattamento” subito mentre si trovavano nelle “mani dello Stato”.

Le due donne sono state anche le prime a commentare l’ultima udienza del processo d’appello per la morte di Aldrovandi. Ha spiegato Ilaria Cucchi: “Quello che è successo a Federico è importante perché ci ha dato il coraggio di chiedere verità e giustizia per mio fratello Stefano. Credo nella giustizia e nello Stato, ma proprio dallo Stato attendo risposte”.

Di giustizia e Stato ha parlato anche Lucia Uva, che ha detto: “Mi devono spiegare perché mio fratello Giuseppe è entrato in caserma vivo e ne è uscito morto disteso sopra una barella. Ci sono responsabilità che devono essere accertate. Allo Stato chiedo giustizia perché questo è il valore che voglio trasmettere ai miei figli”.

Le fasi del processo di secondo grado. Il processo d’appello è stato più lungo di quello che all’inizio si era pensato. Il padre di Federico, Lino, aveva chiesto in avvio – era il 15 maggio 2010 – che gli spiegassero “cosa aveva fatto di male mio figlio per meritare di finire così”. E la convinzione condivisa era che, una volta esaurita la lettura della relazione iniziale che ricostruiva le fasi del primo grado, si sarebbe passati ad ascoltare le parti e a concludere.

Invece il presidente della corte aveva accolto alcune delle richieste delle difese dei poliziotti. Tra queste l’acquisizione di un articolo di una rivista scientifica americana che parla degli effetti della ketamina e aveva disposto un nuovo confronto tra i periti Gustavo Thiene, che rilevò le prove della compressione toracica a cui era stato sottoposto il ragazzo, e Claudio Rapezzi, il consulente della difesa che parlò già nel precedente grado di giudizio di danni al cuore provocati dall’assunzione di sostanze stupefacenti.

Questo confronto, che rispetto al primo grado non aveva portato novità (entrambi i periti erano rimasti sulle proprie posizioni), aveva fatto temere che un’altra evenienza: la disposizione di nuove perizie medico-legali sui tessuti cardiaci del ragazzo. Ma esaurita questa fase, la corte aveva deciso di procedere con le requisitorie finali.

Per il procuratore generale Miranda Bambace, non c’è alcun dubbio su ciò che accadde quella mattina di quasi sei anni fa: i quattro, intervenuti su due volanti e in due momenti consecutivi, si accanirono sul giovane provocandone la morte. “Uccisero in ragazzo indifeso”, ha detto nell’udienza del 6 giugno scorso e per questo ha chiesto la conferma della condanna a tre anni e mezzo di carcere senza concedere attenuanti generiche né riduzioni di pena perché non avrebbe ravvisato nel comportamento degli imputati “elementi che le giustificassero”.

Di avviso totalmente diverso invece le difese che, nel corso degli interventi degli avvocati, si sono basate su tre elementi sostanziali: la sindrome da delirio (mai dimostrata finora) che avrebbe colto Federico quella mattina, una sua presunta tossicodipendenza (mentre le indagini tossicologiche dimostrarono livelli esigui di sostanze psicotrope) e una condotta rispondente ai regolamenti da parte degli agenti. “Anzi”, aveva affermato il legale Giovanni Trombini, “i manuali operativi descrivono pratiche più violente di quelle che usate dagli imputati”. Di qui la richiesta di assoluzione perché non ci sarebbe stato alcun eccesso colposo.

I genitori: “Basta con le menzogne su nostro figlio”. “A questo punto diamo loro in encomio”, aveva commentato il padre nel corso dell’udienza del 6 giugno, che aveva aggiunto: “Dopo tutto questo tempo, vorrei che si giungesse a una parola definitiva e che mio figlio fosse lasciato riposare in pace, senza che ogni volta venga coperto di infamie. Non era un tossicodipendente né un violento”.

Antonella Beccaria e Marco Zavagli

Condividi:

Blog

‘A67 , Fulvio Abbate, Mario Agostinelli, Giorgio Airaudo, Sonia Alfano, Francesco Aliberti, Fabio Amato, Dino Amenduni, Ludovica Amici, Sandra Amurri, Manuel Anselmi, Andrea Aparo, Andrea Arata, Gianluca Arcopinto, Antonio Armano, Evy Arnesano, Cecilia Attanasio Ghezzi, Giovanni Avena, Natalino Balasso, Bruno Ballardini, Alessandra Ballerini, Fabio Balocco, Gianni Barbacetto, Mauro Barberis, Ivana Bartoletti, Francesca Barzini, Franco Bassi, Elisa Battistini, Oliviero Beha, Andrea Bellelli, Luca Bellucci, Enrico Beltramini, Paolo Berdini, Emiliano Bernardini, Vladimiro Bibolotti, Debora Billi, Michele Boldrin, Paolo Bolognesi, Maria Bonafede, Stefano Bonaga & Giancarlo Vitali Ambrogio, Beatrice Borromeo, Salvatore Borsellino, Matteo Bosco Bortolaso, Marina Boscaino, Marco Boschini, Dario Bressanini, Vanna Brocca, Giampiero Calapà, Manuela Campitelli, Salvatore Cannavò, Cecilia Canziani, Anna Caragnano, Nicolò Carnimeo, Michele Carugi, Casa della Poesia, Lisa Casali, Sergio Caserta, Luciano Casolari, Francesco Cataluccio e Andrea Di Stefano , Giulio Cavalli, Massimo Cavallini, Matteo Cavezzali, Caterina Cavina, Maurizio Cecconi, Maurizio Cevenini, Riccardo Chiaberge, Adele Chiagano, Pinuccio Chiama, Marco Chiani, Maurizio Chierici, Giulietto Chiesa, Ivan Cicconi, Fabio Ciconte, Mariano Cirino, Stefano Citati, Francesca Coin, Giampaolo Colletti, Furio Colombo, Federica Colonna, Alex Corlazzoli, Carlo Cornaglia, Stefano Corradino, Pino Corrias, Giovanna Cosenza, Giancarlo Costa, Mario Cotelli, Roberta Covelli, Franca D'Agostini, Nando dalla Chiesa, Andrea D'Ambra, Paolo Flores d'Arcais, Pietro De Angelis, Luca De Carolis, Vincenzo De Cecco & Riccardo Cremona, Lorenzo De Cicco, Domenico De Felice, Luigi De Franco, Michele de Gennaro, Luigi De Magistris, Titti De Simone, Tana de Zulueta, Eduardo Di Blasi, Donato Didonna, Enzo Di Frenna, Barbara Di Fresco, Silvio Di Giorgio, Rita Di Giovacchino, Fabio Di Iorio, Oliviero Diliberto, Massimo Donadi, Silvia D’Onghia, Michele Dotti, Michele Emiliano, Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice , Luca Faccio, Alessandra Faiella, Federico Faloppa, Paolo Farinella, Claudio Fava, Giovanni Favia, Ali Baba Faye, Lorenzo Fazio, Stefano Feltri, Silvia Ferrara, Andrea Ferrari, Paolo Ferrero, Alessandro Ferretti, Alessandro Ferrucci, Enrico Fierro, Marco Filoni, Diego Finelli, Massimo Fini, Domenico Finiguerra, Luca Fiorini, Paolo Flores d'Arcais, Jacopo Fo, Gianluca Foglia, Corrado Formigli, Emanuele Fucecchi, Luigi Furini, FQ Londra, FQParigi , FQ Zurigo, Giovanna Gabrielli, Vania Lucia Gaito, Valeria Gandus, Enrica Garzilli, Sciltian Gastaldi, Daniela Gaudenzi, PierGiorgio Gawronski, Gioacchino Genchi, Vladimiro Giacché, Valentina Giannella, Fabiana Gianni, Giuliano Girlando, Beppe Giulietti, Iside Gjergji, Peter Gomez, Giampiero Gramaglia, Fabio Granata, Giancarlo Granero, Greenpeace , Gabriella Greison, Teresa Guccini, Rita Guma, Shady Hamadi, Guido Harari, Paolo Hutter, Domenico Iannacone, Marco Imperato, Giulia Innocenzi, Italiadallestero , Vincenzo Iurillo, Valerio Jalongo, Anna Jannello, Kerry Kennedy, Elena Kokkinomagoulos, Peter Kruger, Fulvia Lakovic, Angela Lamboglia, David Lane, Luciano Lanza, Lavoce.info , Riccardo Lenzi, Alessio Liberati, Orazio Licandro, Marco Lillo, Felice Lima, Emiliano Liuzzi, Beppe Lopez, Cosimo Loré, Margherita Loy, Daria Lucca, Andrea Luciano, Eva Macali, Vittorio Malagutti, Olivier Manchion, Sergio Mancinelli, Debora Mancini, Diego Marani, Fabio Marcelli, Ivano Marescotti, Ignazio Marino, Wanda Marra, Edoardo Marraffa, Giuliano Marrucci, Gianni Marsilli, Leonardo Martinelli, Maurizio Martucci, Antonella Mascali, Gianfranco Mascia, Danilo Masotti, Antonio Massari, Eleonora Massari, Federico Mastrogiovanni, Trarco Mavaglio, Gian Luca Mazzella, Loris Mazzetti, Marcello Adriano Mazzola, Lorenzo Mazzoni, Mauro Meggiolaro, Giorgio Meletti, Melissa P., Federico Mello, Massimo Merighi & Tony Troja, Valeria Merola, Claudio Messora, Matteo Mingazzini, Minzoparade , Francesca Moccia, Paolo Mondani, Tomaso Montanari, Angela Napoli, Mario Natangelo, Antonio Nicita, Sara Nicoli, Noisefromamerika, Giuseppe Notarbartolo di Sciara, Paolo Nori, Fabio Novembre, Felice Occhigrossi, Paolo Ojetti, Marco Onado, Filippo Ongaro, Alessandro Oppes, Flavio Oreglio, Gloria Origgi, Riccardo Orioles, Antonio Padellaro, Daniela Padoan, Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio , Riccardo Pangallo, Chiara Paolin, Vittorio Pasteris, Layla Pavone, Pierfranco Pellizzetti, John Perkins, David Perluigi, Caterina Perniconi, Simone Perotti, Pino Petruzzelli, Fabio Picchi, Giuseppe Pipitone, Marco Pipitone, Januaria Piromallo & Marika Borrelli, Marco Politi, Andrea Pomella, Marco Ponti, Federico Pontiggia, Giorgio Porrà, Mario Portanova, Augusto Pozzoli, Alberto Puliafito, Puntarella Rossa, Saverio Raimondo, Franca Rame, Lidia Ravera, Ranieri Razzante, Elisabetta Reguitti, Rete 29 Aprile, Piero Ricca, Aldo Ricci, Donata Righetti, Valentina Rinaldi, Pasquale Rinaldis, Riccardo Rita, Domenico Valter Rizzo, Filippo Rossi, Raphael Rossi, Lele Rozza, Gisella Ruccia, Sandro Ruotolo, Pippo Russo, Amer Al Sabaileh, Achille Saletti, Ernesto Salvi, Mauro Sandrini, San Precario, Ferruccio Sansa, Francesca Sanzo, Fabio Scacciavillani, Luciano Scalettari, Andrea Scanzi, Giovanni Scardovi, Barbara Schiavulli, Beppe Scienza, Guido Scorza, Segnalati dalla Rete, Roberto Serra, Debora Serracchiani, Alessandra Sestito, Shooter Hates You, Leo Sisti, Cristina Sivieri Tagliabue, Tommaso Sodano, Caterina Soffici, Stefano Soranna, Mario Staderini, Bebo Storti, Strozzateci Tutti, Simone Strozzi, Suq Genova , Francesco Sylos Labini, Ines Tabusso, Antonio Tanza, Carlo Tecce, Luca Telese, Tommaso Tessarolo, Bruno Tinti, Roberta Torre, Maurizio Torrealta, Flavio Tranquillo, Marco Travaglio, Sandro Trento, Silvia Truzzi, Davide Turrini, Tv Popolare , Andrea Valdambrini, Elena Valdini, Piero Valesio, Francesco Vatalaro, Gianni Vattimo, Davide Vecchi, Eleonora Voltolina, Franco Vespignani & Eleonora Farneti, Marco Vicari, Maurizio Viroli, Ascanio Vitale, Angela Vitaliano, Matteo Winkler, Benedetto Zacchiroli, Lorella Zanardo, Paola Zanca, Giovanni Ziccardi, Damiano Zito, Massimo Zucchetti

Pubblicità

Per la pubblicità sul sito contattare

www.ilfattoquotidiano.it | Server Dedicato Level iP | Editoriale il Fatto S.p.A. C.F. e P.IVA 10460121006 | Termini e condizioni di utilizzo