Pietro Diodato, ex consigliere regionale del Pdl

E alla fine arrivò il premio di consolazione per Pietro Diodato, ex consigliere regionale del Pdl costretto a dicembre a lasciare il parlamentino campano per le conseguenze di una vecchia condanna a un anno e sei mesi per disordini elettorali. Un premio niente male: la nomina a presidente dell’Astir Spa, società al 100% della Regione Campania, che si occupa dei servizi di pulizia, bonifica e ripristino ambientale di una delle regioni più inquinate d’Italia. L’incarico arriva su disposizione dell’ente guidato dal governatore azzurro Stefano Caldoro. L’Astir, che una volta si chiamava Recam, ha un capitale sociale di 1 milione di euro e secondo quanto si legge sul suo sito ha in corso questi interventi: “Recupero, pulizia e ripristino ambientale di siti territoriali da recuperare su disposizione del Commissario di Governo per le Bonifiche e la Tutela delle Acque nella Regione Campania ai sensi della Convenzione tra Regione Campania, Commissario di Governo per le Bonifiche e la Tutela delle Acque nella Regione Campania e Astir S.p.A. (già Recam S.p.A.) del 18/06/2008 del SIN Litorale Domitio Flegreo Agro Aversano SIN Litorale Vesuviano; Intervento di recupero ambientale di tratti del Litorale Domitio; Lavori di Somma Urgenza di bonifica e di messa in sicurezza della bretella perimetrale all’agglomerato industriale di Pomigliano d’Arco e di Acerra”.

Progetti importanti e costosi. Affidati all’ex consigliere regionale e comunale di Napoli, che nel 2010 fece la campagna elettorale per le regionali a braccetto col ministro Mara Carfagna, ottenendo circa 28.000 preferenze. Prima che riemergesse dall’oblio una sentenza di condanna passata in giudicato per fatti relativi ai disordini delle elezioni comunali del 2001 nel seggio di Pianura. Una notizia accompagnata dalla cancellazione delle liste elettorali di Minturno (Latina), il suo comune di residenza. In seguito a questo provvedimento, Diodato è ‘decaduto’ dal consiglio regionale su delibera della giunta per le elezioni e successiva presa d’atto dell’aula. Una decisione che l’esponente del Pdl, ex An, ritiene ingiusta, infondata, e che ha impugnato in tutte le sedi. Secondo Diodato, la sospensione condizionale della pena di cui ha goduto in sentenza si estenderebbe alle sanzioni accessorie della condanna, e quindi anche alla sospensione dei diritti elettorali che gli è costata la dichiarazione di ineleggibilità e la conseguente decadenza. In questi mesi di ‘pausa’, Diodato ha fondato e animato l’associazione NapoliViva, alla quale hanno aderito diversi pezzi da 90 del centrodestra della città di Napoli. Nelle scorse settimane Diodato ha emanato un comunicato stampa in cui annunciava l’accoglimento di un ricorso e l’imminente reintegro nell’assemblea legislativa campana. Che finora non è avvenuto e non è detto che avverrà, perché la battaglia legale è ancora lunga e complicata. Ma ora c’è l’Astir da guidare. Il consiglio regionale può attendere.