Milano si conferma capitale della cocaina, ma i consumi sono notevolmente diminuiti. I dati del rapporto triennale dell’Asl del capoluogo lombardo, parlano chiaro: la percentuale di coloro che dichiara di aver consumato almeno una sostanza negli ultimi 12 mesi scende infatti dal 20,6% del 2007 al 14,9% (circa 125mila persone) del 2010. Il calo, dopo anni di continua crescita, è in linea con la diminuzione registrata a livello nazionale. In particolare si è dimezzato il numero dei milanesi che ammettono di aver fatto uso della polvere bianca (passati dai 40mila del 2007 ai 18mila del 2010), mentre sono un terzo in meno i consumatori di cannabis e derivati (da 135mila a 94mila).

Le droghe hanno perso appeal. “La grande diffusione di sostanze trasformate in bene di consumo di massa – spiega Riccardo Gatti, direttore del dipartimento Dipendenze dell’Asl milanese – ne ha diminuito il fascino, appannando anche l’immagine di chi ne fa uso”. Tra gli altri fattori che hanno avuto un’influenza, secondo lo studio, ci sono anche la crisi economica, il potenziamento nei controlli, la prevenzione e “l’aumento delle possibilità aggregative, di divertimento e di relazione che possono prescindere dall’uso di droghe. Come quelle offerte dalla Rete”, conclude Gatti.

Eppure Milano si conferma a livello europeo una delle metropoli con il più alto numero di consumatori di sostanze stupefacenti. I tassi di consumo sono ancora molto elevati: circa il doppio della media nazionale per cannabinoidi e cocaina, oltre il triplo per anfetamine e allucinogeni. Per questo le campagne di sensibilizzazione rimangono uno strumento importante di prevenzione, secondo il sottosegretario responsabile delle politiche antidroga Carlo Giovanardi, che durante la presentazione del report ha mostrato lo spot ‘Non ti fare. Fatti la tua vita’. Giovanardi propone di rendere i test antidroga obbligatori per chi lavora nella pubblica amministrazione: ”Penso che prevenire la diffusione della droga significhi insistere sulla responsabilità dei dipendenti pubblici – ha detto – quindi bisognerebbe estendere i controlli proposti per insegnanti e medici anche a politici e perchè no, ai giornalisti e dipendenti Rai”.

A Milano sono 300mila le persone che nei questionari dell’Asl hanno ammesso di aver provato sostanze stupefacenti almeno una volta nella vita. Persone “comuni” in età compresa tra i 15 e i 64 anni. Gli uomini consumano più delle donne. Se il 15% dei maschi dichiara di essersi fatto una canna e il 3,4% di avere sniffato cocaina, le percentuali diminuiscono per le femmine: il 7% per la marijuana e lo 0,8% per la polvere bianca.

Sono soprattutto i giovani milanesi a consumare droga. Il 28% degli under 24 dichiara infatti di aver consumato nell’ultimo anno cannabinoidi (era il 40% nel 2007), e il 5,2% cocaina (era l’11,4% nel 2007). Il primo approccio con le sostanze stupefacenti è poi molto precoce, visto che in media si fuma il primo spinello a 17 anni e si prova per la prima volta la cocaina a 22 anni. I ragazzi sono anche i più creativi nel procurarsi le droghe: alcuni degli under 24 lo fanno su internet (2%), oppure negli smart shops (2,9%). Il 4,2% invece dichiara di aver coltivato marijuana in casa.