La "sceriffa" vicentina Franca Equizi

“In tema di incompatibilità fra toghe e politica, Vicenza vanta senz’altro un record nazionale. Non si può avere un babbo pm e due figli avvocati nello stesso distretto giudiziario”. Non usa mezze parole Franca Equizi per commentare il nuovo esposto indirizzato il 13 gennaio al Csm per lamentare “una situazione pazzesca di conflitto di interessi” presso la procura della repubblica della città veneta.

Equizi, ex consigliera comunale nel capoluogo berico, prima con la Lega poi come indipendente, è conosciuta per le sue battaglie contro i “costruttori senza scrupoli e contro la cementificazione selvaggia, compresa la nuova base americana”.

Nel 2008 pur non riconfermando il suo seggio a Palazzo Trissino, l’attivista continua comunque per la sua strada animando due comitati di difesa civica: “Salviamo l’aeroporto” e “Sos Giustizia”. Il 18 novembre 2010 “la sceriffa” (come la chiamano a Vicenza), scuote i palazzi del potere locale con una singolare iniziativa: si presenta sola sotto palazzo Negri, sede della procura locale, armata di un lumino da cimitero acceso per denunciare “la morte della giustizia e una situazione di grave incompatibilità in capo al procuratore reggente”.

L’obiettivo della pasionaria vicentina è Paolo Pecori, procuratore ad interim da quando il vecchio Pg, Ivano Nelson Salvarani, ha lasciato la magistratura per andare in pensione. L’ex consigliera comunale, in un esposto al Csm ha reso noto che Pecori ha due figli che esercitano la professione di avvocato nel distretto di Vicenza. “Credo ci sia una incompatibilità palese – recita il documento – Per di più il figlio Massimo è anche assessore agli affari legali nel capoluogo. Sarà tra i membri dell’esecutivo municipale che vaglierà la regolarità del piano regolatore che è tutt’ora in itinere. Che cosa succederebbe se per ipotesi la magistratura si trovasse ad indagare sulla giunta? Quello vicentino è un vero record nazionale. Per molto meno i media del Paese hanno dedicato pagine su pagine alle vicende torinesi dei giudici Sandra Casacci e Fabrizia Pironti. Situazioni rispetto alle quali il Csm del quale Michele Vietti è vicepresidente, ha già aperto due pratiche. Nella fattispecie vicentina – aggiunge ancora Equizi – mi auguro lo stesso zelo, visto che l’assessore Massimo Pecori è in quota all’Udc, lo stesso partito di Vietti”.

La querelle però va avanti. Ai primi di gennaio i media della cittadini hanno riferito che lo stesso Massimo Pecori, il cui padre a Vicenza ricopre la carica di pm da vent’anni, è il difensore di un imprenditore indagato dalla procura, imprenditore che è pure sotto indagine amministrativa per presunti illeciti ambientali. Tant’è che la Equizi, il 13 gennaio 2011, ha ripreso carta e penna. In una missiva indirizzata al Csm e contemporaneamente all’Associazione Nazionale Magistrati, al Ministero della Giustizia e all’Ordine degli Avvocati di Vicenza ha scritto: “Visto e considerato il ruolo di controllo e coordinamento che la legge affida ai capi delle procure della repubblica, a giudizio della scrivente, risulta urgente l’apertura di una pratica da parte del Csm rispetto alla situazione segnalata. La presente peraltro è stata inviata in copia ad altri soggetti, istituzionali e non, affinché ognuno secondo le sue competenze possa attivarsi per valutare eventuali incongruità”.

In un’altra lettera indirizzata al sindaco della città Achille Variati, in forza al Pd la sceriffa ha messo nero su bianco il suo disappunto: “Trovo agghiacciante la coltre di silenzio che la città di Vicenza ha fatto calare sul caso… tutti preferiscono tacere. Tace la procura di Vicenza, tace la giunta del capoluogo, tace l’ordine vicentino degli avvocati. Tace la politica, oppure la politica stessa minimizza come fanno autorevoli esponti del Pd e del Pdl. E si arriva all’assurdo poi che l’Italia dei Valori, partito per antonomasia votato al rigore nella giustizia, benedica de facto il conflitto d’interessi tra padre procuratore reggente e figlio avvocato, proprio per bocca del coordinatore provinciale dell’Idv, il signor Alessandro Pesavento che stranamente di mestiere fa l’avvocato. In più tacciono i parlamentari vicentini del Pd, (vero onorevole Daniela Sbrollini?). Tace la Lega Nord che è all’opposizione in consiglio comunale a Vicenza e che lì ha pure un senatore (Alberto Filippi) nonché un deputato (Manuela Dal Lago) i quali sul conflitto di interessi potrebbero attaccare la giunta a suon di interrogazioni parlamentari e non lo fanno. Tace Fli che ha nell’onorevole Giorgio Conte un altro esponente vicentino di spicco. Tacciono i vertici e i parlamentari veneti dell’Idv, che conoscono questa storiaccia. Tace ovviamente l’Udc visto che Massimo Pecori oltre a essere assessore agli affari legali in una giunta di centrosinistra, è pure uno dei pezzi da novanta proprio dell’Udc locale”

Poi, il riferimento ad una possibile decisione che il Csm potrebbe prendere a breve: “Pare che alla fine di gennaio il Csm nominerà procuratore capo a Vicenza proprio Paolo Pecori. Un bel sigillo per una città devota più al silenzio che alla Madonna di Monte Berico… Il primo cittadino, il democratico Variati, ha vinto le ultime comunali del 2008 parlando di una idea etica della sua politica. Poi, due anni dopo la sua affermazione, ha imbarcato nella sua giunta una lista civica di destra e l’Udc, formazioni che avevano corso e perso con le opposizioni di centrodestra. Se il sindaco all’etica ci tiene davvero dovrebbe chiedere all’assessore Pecori di farsi da parte”.

Parole pesanti come pietre. Che al momento nessuno si è preso la briga di replicare.

di Marco Milioni