“Ho sentito Berlusconi alla tv parlare di grandi riforme e numeri in eccesso: non è proprio così, perché i numeri scarseggiano. Siamo nella palude romana, non è facile venirne fuori, ma siamo ancora vivi e stiamo combattendo. Alla fine chi la dura la vince”. Lo ha detto Umberto Bossi a una festa della Lega Nord. “Mancano un po’ di numeri e speriamo che Berlusconi li abbia trovati”, ha aggiunto il ministro delle Riforme.

”Ci sono milioni di persone al di sopra del Po che ne hanno piene le scatole e sono pronte a battersi per ottenere la libertà”, ha continuato il leader del Carroccio riferendosi al federalismo fiscale. Bossi, affiancato dal ministro Roberto Calderoli, ha così raccolto l’applauso dei militanti, ma ha anche aggiunto che ora bisogna seguire con pazienza il cammino della riforma nelle sedi istituzionali. E, guardando ai numeri del governo in Parlamento, ha spiegato che “se andassimo oggi a forzare in certe commissioni, magari il federalismo verrebbe bocciato. Dobbiamo dunque far passar del tempo, perchè ci sia il tacito assenso fino all’ultimo passaggio in consiglio dei ministri: non muoriamo anche se si ritarda un pò”.

Bossi ha fatto anche un commento sugli articoli pubblicati da Libero e Il Giornale in merito all’organizzazione di un presunto attentato e a una storia di escort che riguarderebbe il presidente della Camera Gianfranco Fini: ”Bisognerebbe che i giornali sparassero meno. Secondo me – ha detto – i giornali farebbero bene a vendere un po’ meno copie e non fare troppo casino, perché poi i problemi che fanno contro Fini ce li sorbiamo in commissione: se uno viene attaccato tutti i giorni, non è favorevole a quello che noi proponiamo, anche se non c’entriamo assolutamente niente”.