Offensiva la proposta di rivolgersi a Impregilo.

Il decreto approvato, dopo lunga e anomala procedura, non risponde al bisogno di uscire definitivamente dalla emergenza rifiuti. In realtà si ripropone una ricetta che ha già fallito in questi lunghissimi diciassette anni di commissariamento, fatta di inceneritori e di discariche senza investire adeguatatamente sul futuro nel rispetto delle indicazioni che vengono dalle direttive comunitarie.

Lo scontro di potere di questi giorni era esclusivamente legato a chi doveva gestire la partita di un miliardo di euro per costruire gli inceneritori e non già su quali soluzioni immediate e di prospettiva offrire ai cittadini della Campania.

Questa volta il presidente Berlusconi riuscirà a rispettare i quindici giorni per ripulire le strade di Napoli grazie alla disponibilità mostrata dalle altre Istituzioni locali, ma ancora una volta, come due anni fa, sarà solo una operazione di facciata, tornando a mettere la polvere sotto il tappeto.

Per costruire gli inceneritori occorreranno almeno quattro anni e le discariche in Campania si esauriranno tra la primavera e l’autunno del 2011: senza predisporre le soluzioni, che incidono radicalmente sulla quantità di rifiuti prodotti , ci troveremo da qui a pochi mesi di nuovo con i rifiuti per strada.

Questa è stata l’ennesima emergenza utilizzata per forzare la mano sulle deroghe normative e sulla volontà delle popolazioni: è stata la classica emergenza che alimenta l’emergenza che favorisce solo chi sui rifiuti ha sempre lucrato.

La Campania ha bisogno di avviare da subito la riduzione dei rifiuti da trattare con interventi radicali per ridurre gli imballaggi, raccolta differenziata porta a porta, trattamento di selezione utilizzando le tecniche del centro di riciclo di Vedelago (modello che verrà già realizzato nella Provincia di Benevento) , impianti per il compostaggio della frazione umida.
Erano queste le norme necessarie in un decreto che volesse affrontare seriamente il problema dei rifiuti trasformandolo in una straordinaria opportunità di civiltà e di opportunità di lavoro e di ricchezza..

Ma di questo non c’è traccia e soprattutto le risorse sono del tutto inadeguate rispetto alle difficoltà che sta vivendo il territorio campano.

E poi è gravissima la dichiarazione di Berlusconi che auspica addirittura di affidare la costruzione degli inceneritori direttamente alla Impregilo, i cui uomini già definì eroi durante la cerimonia di apertura dell’inceneritore di Acerra, benché siano tra i maggiori responsabili del disastro in Campania e sotto processo per questo. Un presidente del Consiglio serio avrebbe dovuto chiedere i danni alla Impregilo, a cominciare dalle ecoballe di Giugliano lasciate in eredità con il loro carico di inquinamento.