Il Mezzogiorno al centro dei lavori della politica. Da un lato l’emergenza rifiuti. Dal’altro il Piano per il sud approvato questa mattina dal governo. Il capo dello Stato, intanto, ha emanato il decreto legge sui rifiuti in Campania varato dall’esecutivo. “Nel testo definitivo trasmesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – si legge nella nota del Colle – si tiene significativamente conto delle osservazioni e delle richieste di chiarimento formulate dal Capo dello Stato”. Proprio ieri il Quirinale ha aveva fatto pesanti rilievi al documento bocciando in prima istanza. Tra i rilievi mossi da Quirinale sul decreto rifiuti approvato dal governo, c’erano la mancanza di alternative idonee alla cancellazione delle discariche inserite nella legge 123 e l’impossibilità di assegnare le funzioni. Oltre ai poteri di sottosegretario ai commissari che dovranno occuparsi della realizzazione dei termovalorizzatori. Il Colle aveva anche sottolineato che il provvedimento andrebbe a danneggiare le provincia di Napoli consentendo ai comuni di continuare a gestire il ciclo di raccolta e trasporto dei rifiuti.

Sempre oggi, il premier ha annunciato l’approvazione del Piano per il sud. Lo ha fatto durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto e quello dell’Economia Giulio Tremonti.

Tra le principali misure che verranno adottate c’è il potenziamento della rete dei trasporti, i fondi per l’edilizia scolastica e per l’università, il rafforzamento degli interventi in materia di giustizia e sicurezza. E’ stata anche annunciata l’istituzione della Banca del Sud. L’obiettivo è quello di agevolare il credito agli imprenditori per i quali saranno attivati meccanismi di incentivazione. Nel documento si parla anche di nominare commissari straordinari se gli interventi non avranno tempi certi.

I fondi messi a disposizione dal governo contano 24 miliardi, ai quali vanno sommate “le risorse europee, che sono aggiuntive”. In totale ammontano a cento miliardi le risorse complessive che andranno al Sud, di cui “20 miliardi sono in programmazione e altri 80 o non sono stati spesi o sono bloccati da mille rivoli”, ha precisato il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto. Quindi il premier ha precisato che solo il 38% dei fondi europei per le aree deboli viene utilizzato.

Il ministro dell’Economia ha affrontato il tema degli appalti pubblici. Inoltre, ha proseguito Giulio Tremonti saranno sostituiti gli attuali incentivi a pioggia con “meccanismi di sostegno per il credito di imposta fiscale”. Si è anche parlato di “una fiscalità di vantaggio sul risparmio”. In sostanza “i capitali, ovunque raccolti, se servono per il Mezzogiorno avranno mezza aliquota”. La Banca del Sud avrà poi “il sostegno della Confcooperative e della Lega delle Cooperative”.

“In poco tempo abbiamo realizzato i cinque punti – ha annunciato il premier Silvio Berlusconi -. Abbiamo fatto un consiglio dei ministri e un Cipe e abbiamo dato il via a quello che è il terzo punto dei cinque su cui abbiamo ottenuto una vasta maggioranza alla Camera”.  Dopodiché il Cavaliere ha fatto l’elenco: “Il primo è stato il federalismo fiscale, il secondo il piano sulla sicurezza, il terzo è appunto il piano per il Sud”. Quindi è passato alla programmazione: ” La prossima settimana approveremo la riforma giustizia e stiamo lavorando con tutti i tavoli tecnici alla riforma tributaria”. Insomma “il governo ha in poco tempo realizzato tutto quando garantito di fronte al Parlamento”.

Sul Piano del sud alcuni esponenti del mondo economico trovano degli elementi positivi. “La Banca – sostiene Unioncamere, l’organismo che raccoglie le Camere del commercio – potrà favorire la nascita e la crescita delle piccole e medie imprese”. Per Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra e Libertà, il Piano è “un pezzo di propaganda che torna ciclicamente sulla scena politica” e “assomiglia molto alle mucche di Mussolini”. Per Vendola il punto è chiaro: ” Mentre si parla di piano per il sud, il sud viene spogliato sistematicamente di risorse”. Le regioni meridionali hanno bisogno “non solo di risorse ma di tempestività nelle procedure amministrative”. Tra queste ci sono alcuni obiettivi strategici, come “la cura del territorio che vive una condizione di dissesto idrogeologico, di erosione della costa, di devastazione ambientale”, al posto del ponte sullo Stretto.