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La rivolta contro la nuova tangenziale a Montecchio Emilia: “Saranno abbattuti 52 tigli e quella strada è superflua”

“Un patrimonio fragile rischia di pagare il prezzo di scelte destinate a lasciare il segno per decenni”, scrive il gruppo Montecchio Bene Comune che, insieme al Comitato locale, ha organizzato presidi e una raccolta firme presentando osservazioni e richieste di tutela paesaggistica e identitaria alla Regione
La rivolta contro la nuova tangenziale a Montecchio Emilia: “Saranno abbattuti 52 tigli e quella strada è superflua”
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A Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, il Comune ha in progetto il completamento della tangenziale sud-ovest, la bretella che dalla strada provinciale 12 per San Polo arriva fino al ponte sull’Enza della sp 28. Opera che comporterà l’abbattimento di almeno 52 dei circa 500 tigli disposti sui lati di via Curiel. Tigli piantati nel primo dopoguerra. Insomma “storici”. Anche per questo motivo sono in molti in città, riuniti in un Comitato, a contrastare il progetto. Che va ad aggiungersi a quello di un’altra tangenziale, la cosiddetta Variante Nord che prevede il collegamento della sp 12 alla sp 67 e all’espansione su circa 43 ettari di una cava per inerti. Il 3 ottobre una manifestazione, di fronte al Municipio, con persone da tutta la provincia per chiedere che non venga consumato altro territorio. Che non si perdano, oltre ai tigli, prati stabili, vigneti, aziende agricole, aree di valore ambientale.

“Un patrimonio fragile, che rischia di pagare ancora una volta il prezzo di scelte destinate a lasciare il segno per decenni”, scrive il gruppo Montecchio Bene Comune. Che, insieme al Comitato locale, dopo una assemblea pubblica indetta dal Comune a giugno scorso, ha organizzato dei presidi e una raccolta firme presentando osservazioni e richieste di tutela paesaggistica e identitaria alla Regione, attraverso l’inserimento dei tigli nell’Elenco degli Alberi Monumentali Regionali.

Le contrarietà sono di natura differente. “L’abbattimento dei 52 tigli di via Curiel è contrario allo spirito e alla lettera del Regolamento comunale per la tutela del verde pubblico e privato, approvato recentemente”, sostiene Filippo Borghi di Viviamo, una forza politica locale. “Nella documentazione non si cita l’abbattimento degli alberi”, ha detto a luglio in un video su facebook Davide Gianasi del Comitato locale. “Questo progetto è passato in Consiglio comunale l’anno scorso, ma se n’è parlato soltanto quest’anno”, spiega Marco Rondani, del Comitato, nello stesso video. “La bretella appare superflua oltre ad essere disgraziatamente impattante a livello ambientale, dal momento che verranno abbattuti almeno 52 dei tigli dello splendido viale alberato, oltre ai boschi sottostanti, a sud”, spiega a ilfattoquotidiano.it Cristian Carbognani, uno degli organizzatori della manifestazione del 3 ottobre.

Il progetto del Comune e della Provincia di Reggio Emilia, avviato nel 2019 con la dichiarazione congiunta di impegno reciproco, proseguito con l’Accordo di Programma del 2022 e quindi con l’avvio e la conclusione positiva del procedimento unico nel 2025 quando il Comune ratifica la Variante. Infine ad agosto 2026 l’addendum finanziario.

Un’opera che per il Comune rispetta l’ambiente naturale. “Stiamo lavorando per valutare, dove tecnicamente possibile, il trapianto e lo spostamento degli alberi anziché la loro rimozione definitiva. L’obiettivo è che il numero di piante effettivamente rimosse sia il minimo indispensabile”, scrive il Comune sulla sua pagina facebook. Spiegando che “Il progetto della tangenziale prevede la piantumazione di decine di nuovi alberi e centinaia di arbusti anche per ridurre l’impatto dell’intervento”. Sugli effetti positivi che concretamente porterà la tangenziale la anche la Provincia non ha dubbi. “La bretella decongestionerà dal traffico le zone edificate, portando benefici in termini di riduzione di inquinamento e rumore in particolare nel tratto caratterizzato da insediamenti residenziali”, scrive la Provincia sul suo portale.

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