Campagna acquisti aperta. Lo dice Silvio Berlusconi. Obiettivo: mantenere i numeri in Parlamento ora messi a rischio dalla fuoriuscita di 33 finiani. Ma il premier fa di più e indica la preferenza del mercato d’estate. In cima a i suoi pensieri c’è l’Udc. Una conferma di quanto anticipato ieri sera da ilfattoquotidiano.it. “I deputati pronti a sostenerci vanno intercettati”, ha annunciato il premier. L’intenzione del Cavaliere è quella di rafforzare (soprattutto alla Camera) la sua maggioranza.  Ieri l’incontro con i vertici del partito a Palazzo Grazioli, poi la cena con con alcune deputate del Popolo  della Libertà. Le parlamentari riferiscono alle agenzie alcune affermazioni di Berlusconi: “Ci sono deputati dell’Udc e dell’Api di Francesco Rutelli ma anche del gruppo misto pronti a  sostenerci, vanno intercettati”. Chi era con lui, racconta poi di un premier abbastanza rilassato che si è concesso anche qualche barzelletta. “Sono stufo di questi contrasti ora voglio pensare solo a riorganizzare il partito”.

Le grandi manovre sono inziate. Al centro dell’ attenzione il plurcondannato senatore  Totò Cuffaro e la sua compagnia di giro. A conferma di questa manovra oggi sono arrivate le parole dl leader dell’Udc Pierferdinando Casini. “Io sono politicamente gia’ coniugato e non mi interessano fidanzamenti. Il problema, casomai, e’ di Silvio”. E ancora: “Noi siamo tutti blindati. Nel caso, sono gli altri che vengono a farsi vivi da noi”. Meno scherzoso il commento di Antonio De Poli, portavoce dell’Unione di centro. Per lui la campagna acquisti “è un’indecenza, ai nostri consiglio di mantenere un comportamento responsabile”. Intanto, i rumors romani danno quasi per certo la nomina a sottosegretario della, a questo punto, ex finiana, Daniela Melchiorre.

Ad oggi, sono 33 i deputati che hanno seguito Fini alla Camera nel neonato gruppo “Futuro e Libertà per l’Italia”. “Abbiamo i numeri per fare gruppo anche al Senato” assicura oggi Benedetto Della Vedova, deputato finiano. E già parte la guerra delle cifreper fare pressione psicologica. Ieri, ai vertici del partito riuniti a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi aveva illustrato i suoi sondaggi: “Se si andasse a votare in questo momento l’eventuale formazione politica con cui il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, scenderebbe in campo otterrebbe al massimo il 3%”. I finiani, contestano i numeri fatti filtrare dai berlusconiani e, in un comunicato di Gianmario Mariniello, direttore del sito di ‘Generazione Italia’, appare l’ipotesi di una possibile”lista Generazione Italia-Fini”:  “Dopo aver detto che alla Camera non sarebbero stati più di dieci, i deputati che avrebbero seguito Gianfranco Fini, adesso Silvio Berlusconi rischia un’altra delusione” Perché, prosegue ” gli ultimi sondaggi attribuiscono alla lista ‘Generazione Italia-Fini’ il 9,5% dei consensi. Un dato molto diverso da quello del premier”.

Altra questione spinosa sono gli eventuali provvedimenti da assumere nei confronti dei finiani e altri parlamentari Pdl che hanno attuali incarichi e aderiscono al nuovo gruppo. Si pensa soprattutto a rivedere la composizione delle commissioni. In particolare la fondamentale commissione Giustizia che non solo è presieduta da una finiana doc come Giulia Bongiorno, ma ha al suo interno ben 5 esponenti vicini a Fini. Al massimo, è il ragionamento, al nuovo gruppo ne spetterebbero due.