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Enti di ricerca, ultima possibilità per non scomparire

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Se il governo chiederà la fiducia, oggi potrebbe essere l’ultimo giorno per modificare la manovra. E quindi l’ultimo giorno di vita per gli enti di ricerca che il governo ritiene inutili. In testa c’è l’Isae, istituto di studi e analisi economica, composto da 100 economisti indipendenti, che monitora il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese, oltre a valutare ogni anno la Finanziaria, come richiesto dalla Commissione europea. Nella manovra in discussione al Senato è prevista la soppressione dell’ente, che finirà sotto il Ministero dell’Economia. Sostanzialmente il controllore sarà sottoposto al controllato. All’interno dell’istituto, i ricercatori non possono non pensare di essere diventati “scomodi”, proprio perché indipendenti.

Poi c’è l’Ispesl, l’istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro. L’ente studia le conseguenze dei tumori da amianto, delle esalazioni di zolfo, delle macchine difettose. Per prevenire incidenti futuri. Ma per il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, chi indaga sulle morti bianche è “inutile e da sopprimere”. Per effetto della manovra, infatti, le funzioni dell’Ispesl, legato al Servizio sanitario nazionale, saranno attribuite all’Inail, “per evitare duplicazioni”. Ma l’Ispesl non è un gemello dell’ente di assicurazione contro gli infortuni. Perché un istituto di ricerca è un organo tecnico scientifico che si basa proprio sull’autonomia per lavorare e raccogliere fondi internazionali.

Stessa sorte per l’Insean, istituto di ricerca idronavale e marittima e per l’Ense, ente nazionale delle sementi elette. Il primo rappresenta la ricerca navale italiana, e vanta 3 milioni e 500 mila euro di entrate per progetti di ricerca. Il governo stima il risparmio dell’ente in 127 mila euro. Ciò significa un enorme perdita di risorse a discapito di una ricerca già fortemente provata. L’Ense, invece, non percepisce alcun contributo pubblico. Non è chiara quindi la ratio della decisione di Tremonti.

Per questi motivi i ricercatori degli istituti “da sopprimere”, ma anche i precari di molti altri enti di ricerca, si sono riuniti nella “rete ricerca pubblica”, che promuoverà a Roma una notte di “echi cosmici”, ovvero una veglia per la ricerca, con spettacoli e concerti, che inizierà a mezzanotte di sabato 17 luglio nella zona antistante le terme di Caracalla. Maggiori informazioni sul sito http://retericercapubblica.blogspot.com





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