Media & regime | di Alessandro Verani | 26 giugno 2010
Per il web Reporters sans frontières
lancia il “kit anticensura”
L'iniziativa pensata per i dissidenti cinesi perseguitati per la loro attività online. Permette di mandare mail e di consultare siti in maniera anonima
L’organizzazione internazionale, nata a Parigi per difendere la libertà di informazione, ha messo a punto il kit, dal nome «rifugio anticensura», assieme a una società, Xerobank, specializzata in sicurezza informatica, che ha sede a Panama. Questa assiste già banche, imprese e ambasciate per fornire loro connessioni a prova di interferenze e di attacchi informatici. Il nuovo servizio sarà fornito gratuitamente, in collaborazione con Reporters sans frontières. «Operiamo nel campo commerciale, ma possiamo permetterci anche qualche attività filantropica – ha sottolineato Bruno Delpeuc’h, responsabile per l’Europa di Xerobank -. Molti di noi hanno un passato da militanti in qualche associazione. Abbiamo conservato uno spirito libertario».
Il kit, basato su tecnologie sperimentate da Xerobank, permette di mandare mail e di consultare siti in maniera del tutto anonima. I dati inviati sono criptati. E, prima di raggiungere la destinazione finale, vengono fatti transitare attraverso vari routers negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Bassi, per confondere le piste. Se il dissidente o il giornalista si trova a Parigi, potrà utilizzare direttamente alcuni computer «sicuri» nella sede di Reporters sans frontières (Rsf). Quando rientrerà a casa, potrà portare con sé una chiave Usb con il kit e un software speciale per la navigazione su Internet, che avviene attraverso la rete di Xerobank. Oppure sarà Reporters sans frontières a mandare il kit a chi ne avrà bisogno, «nella discrezione più assoluta», fanno sapere a Parigi, alla sede dell’organizzazione. Il sistema puo’ essere installato facilmente su uno smartphone. Xerobank e Rsf assicureranno pure un servizio di «refugee hosting», che permette a giornalisti e bloggers di creare siti al riparo dalla censura dei loro Paesi.
Queste persone aprono in generale un blog presso un server straniero, ma la loro situazione resta sempre precaria. Paesi come la Cina o l’Iran ingaggiano hackers che lanciano attacchi contro i server. E cosi’ questi decidono spesso di sbarazzarsi di tali clienti, troppo ingombranti, chiudendo il loro conto. Reporters sans frontières e Xerobank potranno ora aiutarli, assicurando loro rifugio in un server. Sempre in maniera molto discreta. Che è la chiave del successo di tutto il progetto.





