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Vittoria del No al referendum, Crosetto: “Magistrati siano imparziali, senza schierarsi con una parte politica”. Conte: “Sconfitta è di Meloni”. Schlein: “C’è maggioranza alternativa”

Il presidente M5s: "Se si dimette il Guardasigilli, via anche la premier". Fratoianni: "Chigi non può far fìinta di nulla". Boccia (Pd): "Maggioranza si fermi su legge elettorale e premierato"
Vittoria del No al referendum, Crosetto: “Magistrati siano imparziali, senza schierarsi con una parte politica”. Conte: “Sconfitta è di Meloni”. Schlein: “C’è maggioranza alternativa”
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Nordio: “La riforma bocciata al referendum porta il mio nome e me ne assumo la responsabilità politica”

“Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica. Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione sono stati anche i miei”. Così i ministro della Giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24 in merito al risultato del referendum.

  • 13:43

    Salis (Pd): “Le primarie sono sbagliate, non parteciperò e non sosterrò alcun candidato”

    “Io non ho cambiato idea, le primarie sono sbagliate perché ti obbligano a mettere in contrapposizione due o più soggetti politici che in realtà sono nella stessa alleanza”. Così la sindaca di Genova Silvia Salis, a margine della presentazione del torneo internazionale Aia AeQuilibrium Cup Women Elite, parlando dell’ipotesi primarie all’interno del campo largo, dopo l’apertura dei leader ieri, in seguito al risultato del referendum costituzionale.
    “C’è un periodo di tempo – prosegue – nel quale tu dovresti fare in pratica campagna elettorale contro le persone che poi dovrebbero sostenere il tuo governo, una cosa che trovo tecnicamente sbagliata, è un messaggio di divisione che non sostengo, l’ho sempre detto e il fatto che ci avviciniamo alle elezioni non cambierà la mia posizione, è uno sbaglio fare le primarie, bisognerebbe fare una discussione interna e trovare un leader in grado di guidare il campo progressista”. Salis risponde anche a chi le chiede se quel leader possa essere lei, “Io sono sicuramente lusingata da questa attenzione, è sicuramente un attestato di stima che ricevo – spiega -. Detto questo, come ho sempre detto, sono la sindaca di Genova e non voglio partecipare”. Poi, premette, “lo dico fin da subito, se ci saranno le primarie non mi esprimerò per nessun candidato, perché tutti i partiti del campo progressista sostengono la mia esperienza amministrativa a Genova e credo che qualunque cosa si dica in fase di campagna elettorale delle primarie sia qualcosa di divisivo che la destra userà contro il campo progressista durante la campagna elettorale nazionale. Sono tutti elementi negativi dai quali dovremmo stare molto alla larga”.
    Per quanto riguarda l’individuazione del prossimo leader del centrosinistra, “come sapete bene ci sono due livelli di discussione – spiega Salis -, ci può essere una discussione interna, cioè i leader di partito tra di loro decidono chi è la persona più indicata per guidare la coalizione, che non è detto che sia un leader di partito, ma che potrebbe esserlo. E poi c’è invece la discussione dopo il voto, cioè una coalizione che però scrive un programma chiaro, lo presenta alla nazione, ogni partito prende i voti e poi dalla somma di questi voti si capirà chi deve esprimere la leadership. Comunque sono discussioni che vanno fatte senza generare divisione all’interno del campo progressista, almeno questa è la mia idea da elettrice di sinistra”.

  • 13:39

    Zinzi (Lega): “Rammarico per i festeggiamenti scomposti dei magistrati”

    “Al netto del risultato del referendum, resta il rammarico per i festeggiamenti, in alcuni casi scomposti, di numerosi magistrati, una caduta di stile evitabile. Un conto è rallegrarsi per l’esito della consultazione popolare, altro è intonare cori e stappare bottiglie all’interno di un Tribunale, che per definizione è luogo di rigore e imparzialità. Le istituzioni rappresentano tutti e vanno tutelate con comportamenti sobri e rispettosi verso tutti i cittadini”. Lo dichiara il deputato e coordinatore della Lega in Campania Gianpiero Zinzi, commentando il video e le immagini dei magistrati che hanno festeggiato cantando ‘Bella Ciaò e brindando.

  • 13:37

    Parodi (ex Anm): “Referendum? Un voto sulla Costituzione. Toghe non si oppongono a buone riforme “

    “Ci hanno accusati spesso in campagna elettorale di opporci a tutte le riforme. Guardate, non ci opporremo sicuramente a quelle riforme che pensiamo che siano concretamente utili alla giustizia”. Lo ha assicurato il presidente dimissionario dell’Anm, intervistato da Rtl 102.5. “Sono per me tutte le riforme strutturali, quelle legate al personale amministrativo, all’informatica che funzioni, alla geografia giudiziaria, ai problemi carcerari, ma soprattutto, siccome c’è un problema di spesa che non è che ignori, tutti conosciamo che i fondi a disposizione della giustizia non sono illimitati, credo che anche una revisione della normativa civile come penale che riesca a coniugare, e mi rendo conto che non è facile, efficienza e garantita ai cittadini ad un costo praticamente zero potrebbe essere una buona strada”
    Quanto all’esito del referendum, “io non penso che sia stato un voto proprio contro il governo o contro la magistratura, almeno in parte. In gran parte è stato un voto davvero sui valori della Costituzione che erano in gioco. Io credo che molti cittadini informati, magari anche quelli che di solito non votano alle elezioni, abbiano deciso di difendere la Costituzione per come la riconosciamo”.

  • 13:31

    Calderone (Forza Italia): “Ripartiamo dalle intercettazioni, altro che rave party e maternità surrogata”

    “Archiviata la separazione delle carriere pensiamo a portare avanti le numerose proposte di legge ferme in Parlamento. Mi riferisco a esempio alla valutazione e alla disciplina delle ” intercettazioni indirette”. Non è accettabile che a chi non partecipa a una conversazione tra terzi non venga offerta alcuna garanzia tecnico-probatoria. Penso anche alle intercettazioni “non rilevanti”. Oggi si attribuisce potete di vita e di morte a chi ascolta senza garanzie per il cittadino indagato nella fase delle indagini. Potremmo cominciare da queste proposte “impantanate” che potrebbero approvarsi con legge ordinaria. In questi anni si è pensato poco o niente alle garanzie del cittadino. In compenso abbiamo approvato rave party, maternità surrogata, etc.”. Così in una nota Tommaso Calderone, deputato di FI, membro della Commissione Giustizia.

  • 13:18

    Stampa internazionale: “Sconfitta schiacciante infrange aura invincibilità di Meloni”

    Quasi tutti gli osservatori sono allineati nel leggere il risultato come una sconfitta personale della premier. Der Spiegel ricorda che “una chiara maggioranza della popolazione e quasi tutte le regioni del paese hanno votato contro la riforma costituzionale di Giorgia Meloni” e aggiunge che “sa che questo voto riguardava anche lei”. Politico sintetizza così l’impatto del referendum: “La schiacciante sconfitta di Giorgia Meloni ha infranto la sua aura di invincibilità politica. I suoi avversari ora pensano che possa essere battuta alle elezioni del prossimo anno. È il primo grande passo falso della suo premierato, proprio quando sembrava avere il controllo totale a Roma e a Bruxelles”.

  • 13:04

    Poniz (Pm di Milano): “Travolti dirigenti avvocatura, impegnati in una campagna violenta per il Sì”

    “Cittadine e cittadini hanno detto No ad un chiaro disegno politico che mirava all’indebolimento della magistratura, ridisegnando ed alterando l’equilibrio del rapporto tra i poteri dello Stato. Il risultato è straordinario ed è il frutto di una caparbia, seria, rigorosa informazione che la magistratura è riuscita a fare, in condizioni impossibili”. Inizia così il post del magistrato milanese Luca Poniz, ex presidente dell’Anm, sull’esito del referendum della giustizia.
    “Esce, invece, travolta un’intera classe dirigente dell’avvocatura, impegnata in una irresponsabile campagna di violenta delegittimazione della magistratura , in ciò spesso alleata con le posizioni più estreme e non di rado volgari. Quale sia il destino dei dirigenti delle camere penali – ancora una volta battute su un tema che è diventato una ossessione e agitato come slogan, come esattamente compreso da chi ha detto No – è problema che riguarda loro” aggiunge. “In fondo si tratta di ulteriore conferma di una scarsa rappresentatività, con la clamorosa sconfitta di oggi ad aggiungersi alla già nota modesta rappresentatività numerica ( 4% dell’avvocatura). In fondo si tratta di associazioni che si sono mostrate per almeno 25 anni fortemente collaterali a posizioni politiche chiare, ed in questa campagna elettorale ciò è emerso con evidenza”.
    Per Poniz “è invece problema di tutti cosa sarà dell’avvocatura istituzionale, rappresentata a livello nazionale e locale da dirigenti che non hanno esitato a trascinare l’intero ceto forense da loro ‘rappresentatò in una campagna faziosa e non di rado violenta, anche in nome di avvocati che certo quel mandato non hanno mai conferito, come raccontano i tanti coraggiosi avvocati che si sono sottratti a un’operazione davvero sconcertante per l’insensibilità istituzionale che dimostrava”. Per l’ex presidente dell’Anm “Se esistesse anche un minimo di sensibilità istituzionale, domani stesso ci si attenderebbe dimissioni da parte di chi ha speso impropriamente ruoli di rappresentanza”.

  • 12:54

    Crosetto: “Magistratura deve essere e apparire supert partes”

    “Voglio però ribadire un concetto che è un pilastro di qualunque democrazia ed è insindacabile: la Magistratura deve essere terza, sopra tutte le parti. Esserlo ed essere percepita come tale. L’ordine giudiziario non può e non deve essere a fianco di una parte politica o contro una parte politica né diventare attore del confronto politico perché altrimenti viene meno le sua altissima funzione di equilibrio ed i poteri delegati ai magistrati possono diventare uno strumento di altro che non ha a che fare con la Giustizia”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X. “É un concetto che ho usato spesso in questi anni, anche scontentano alcuni della mia parte, quando ho ribadito la necessità dei rappresentanti delle Forze Armate di dover essere e di dover essere percepite come terze. Vale per la Magistratura ciò che vale per le Forze Armate e le Forze di Polizia: i loro poteri sono quelli su cui si basa la forza di uno Stato e la difesa della democrazia e quindi devono essere apolitici, apartitici e terzi perché altrimenti mettono a rischio ciò che sono nati per difendere. E la loro terzietà, la loro libertà deve essere sempre, come dice la Costituzione, preservata attraverso l’indipendenza. In questo equilibrio di poteri, indipendenza, responsabilità e terzietà si gioca un equilibrio più grande quello tra tutti i poteri della Stato, che è il fondamento di una democrazia sana, libera e salda. Questi sono convinzioni e concetti che non scrivo oggi ma che troverete in ogni mia parola pubblica e privata negli ultimi 40 anni. Perché ci credo”, conclude.

  • 12:49

    Parrini (Pd): “Nordio e Delmastro devono dimettersi”

    “A proposito di separazione delle carriere. Dopo il referendum sarebbe un atto di decenza separare subito le carriere di Nordio e Delmastro dal Ministero della Giustizia. Non possono rimanere al loro posto. Devono dimettersi. Delmastro per quello che ha combinato: cose non degne di un rappresentante del governo. Nordio anche per come lo ha difeso stamattina in tv: ‘non è che al ristorante puoi chiedere la carta d’identità al proprietario’. Ha detto così. Lo ha detto davvero. Ma per chi ci ha preso? Evidentemente nonostante la batosta subita nelle urne continua ad essere così arrogante da considerare gli italiani degli allocchi. Devono andare a casa. Immediatamente. Entrambi”. Così il senatore Pd Dario Parrini.

  • 12:42

    D’Attis (Forza Italia): “Avvocati per il Sì preoccupati per eventuali ripercussioni”

    “Noi accettiamo con rammarico, ma anche con serenità la volontà dei cittadini e ci auguriamo che, in un Paese democratico come il nostro, nessuno paghi il prezzo delle posizioni e delle idee che legittimamente ha portato avanti. Mi auguro, in particolare, che il post referendum sia gestito con equilibrio non solo nel rapporto tra politica e magistratura, ma soprattutto all’interno del sistema giustizia: tanti avvocati che hanno partecipato attivamente alla campagna per il Sì, sono molto preoccupati per eventuali ripercussioni”. Lo afferma il segretario regionale pugliese e deputato di Forza Italia, Mauro D’Attis, vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia. “Un clima di timore – aggiunge – che affonda le radici anche nell’aggressività verbale con cui alcuni magistrati hanno irrorato il dibattito. E questo non è possibile: nessuno deve aver paura di difendere le proprie idee civilmente. L’auspicio, dunque – conclude D’Attis – è che questi timori non trovino riscontri e che ci sia il pieno rispetto delle libertà e dei diritti di tutti”.