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Vittoria del No al referendum, Crosetto: “Magistrati siano imparziali, senza schierarsi con una parte politica”. Conte: “Sconfitta è di Meloni”. Schlein: “C’è maggioranza alternativa”

Il presidente M5s: "Se si dimette il Guardasigilli, via anche la premier". Fratoianni: "Chigi non può far fìinta di nulla". Boccia (Pd): "Maggioranza si fermi su legge elettorale e premierato"
Vittoria del No al referendum, Crosetto: “Magistrati siano imparziali, senza schierarsi con una parte politica”. Conte: “Sconfitta è di Meloni”. Schlein: “C’è maggioranza alternativa”
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Nordio: “La riforma bocciata al referendum porta il mio nome e me ne assumo la responsabilità politica”

“Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica. Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione sono stati anche i miei”. Così i ministro della Giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24 in merito al risultato del referendum.

  • 12:34

    Bergamini (Forza Italia): “13 milioni di Sì al referendum, manteniamo impegno garantista”

    “Il responso popolare sulla riforma della giustizia è stato esplicito. E’ un risultato che va rispettato nella certezza che l’esercizio del voto, con questo livello di affluenza, certifica l’ottimo stato di salute per la nostra democrazia. L’accettazione dell’esito, però, non esaurisce lo sforzo per promuovere e tutelare l’istanza di quei 13 milioni di elettori che hanno detto sì a una giustizia più giusta e che ringraziamo per questo. Siamo chiamati perciò a mantenere con convinzione il nostro impegno garantista. L’andamento della campagna elettorale suggerisce che, probabilmente, certi toni provenienti da una parte del blocco del sì non sono stati percepiti come adeguati dall’elettorato moderato. Questo può essere uno stimolo per la coalizione nel lavoro che serve compiere da qui a fine legislatura. In questo scenario, il ruolo di Forza Italia, con una propria postura rassicurante, e propositiva, può essere un importante elemento di stabilizzazione. L’analisi statistica delle motivazioni alla base della scelta referendaria, inoltre, suggerisce che una quota non indifferente ha utilizzato il voto referendario come strumento per esprimersi sulle politiche del governo. Questo ci chiama a rilanciare su un percorso di obiettivi immediati che guardino al tratto finale della legislatura, che abbraccino le materie percepite dai cittadini come più urgenti, dalla questione energetica al caro vita sino al nodo, ancora non risolto, della sicurezza urbana”. Lo scrive sui suoi profili social Deborah Bergamini, vice segretario nazionale di Forza Italia. 

  • 12:32

    Pietrella (FdI) a Conte: “Avviso di sfratto al governo? Loro difendono occupazioni abusive. Noi pienamente legittimi”

    “Sentir parlare di ‘avvisi di sfrattò dai paladini dell’ambiguità sulle occupazioni abusive è già di per sé la miglior carica per affrontare questo martedì”. Lo dichiara in una nota il deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Pietrella, commentando le parole di Giuseppe Conte all’indomani del referendum.” Il voto popolare è e resta sovrano, e come sempre va rispettato. Ma chi oggi parla di ‘sfrattì dimentica che questo governo è pienamente legittimato dal consenso degli italiani e continuerà a lavorare con serietà e responsabilità per il bene delle famiglie e delle imprese. C’è una differenza sostanziale che non può essere ignorata: noi siamo qui per diritto, non per occupazione degli spazi di potere, come troppo spesso è accaduto in passato con governi nati nei palazzi e non nelle urne. Il nostro impegno non cambia – conclude Pietrella – anzi si rafforza: avanti con determinazione, concentrati sulle priorità del Paese, per sostenere chi produce, creare lavoro e garantire stabilità. Gli italiani chiedono concretezza, e noi continueremo a dare risposte”.

  • 12:28

    Boccia (Pd): “Benissimo primarie di coalizione, campo progressista esiste già”

    “Il campo progressista esiste già ed è stato costruito giorno dopo giorno in Parlamento, con una larghissima convergenza sui voti tra le forze di opposizione”. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, a “Ping Pong” su Rai Radio 1. “La coalizione nasce su temi condivisi, dai salari all’Europa, dalla sanità pubblica alla scuola”, ha spiegato, sottolineando che “nell’ultimo anno si lavorerà a un percorso comune sui programmi”. Sulla leadership, “il Pd ha nel suo Dna le primarie, quindi benissimo se si sceglierà quella come strada per individuare chi guiderà la coalizione”, ha concluso.
    Quanto al voto sul referendum, che nel Pd avrebbe registrato alcuni distinguo, Boccia ha precisato: “sui cosiddetti riformisti si sta facendo molta confusione: non è chiaro neanche a chi ci si riferisca. Deputati e senatori del Partito democratico hanno votato in maniera compatta e unitaria. Si tratta al massimo di posizioni di alcuni intellettuali o ex parlamentari, in molti casi nemmeno più iscritti al Pd, ai quali è stata attribuita questa etichetta. Nel partito è giusto che ci sia pluralismo, ma quando si assume una decisione si va avanti insieme”, ha concluso.

  • 12:24

    Istituto Cattaneo: se tutti i No andassero al Campo Largo maggioranza comunque risicata

    “E’ dubbio che si possa interpretare il risultato come un predittore del voto in occasione di future elezioni politiche. In ogni caso, se questo fosse vero, se cioè il Sì al referendum fosse un buon indicatore del consenso verso la linea politica del governo e il No un indicatore del consenso verso la linea politica delle opposizioni, le elezioni politiche porterebbero con larga probabilità alla coalizione vincente una maggioranza parlamentare piuttosto risicata, se non solo ad una maggioranza relativa dei seggi”. Lo si legge nell’analisi dell’Istituto Cattaneo sul referendum.
    “Se si volessero usare i risultati del referendum come un ‘predittore del voto’ dovrebbero essere almeno corretti tenendo conto del diverso grado di partecipazione al voto dei vari elettorati”, si spiega. L’istituto, quindi, illustra una mappa in cui “riporta i risultati del referendum nei collegi uninominali della Camera, mostrando il distacco in punti percentuali tra il Sì (inteso come predittore del voto al centrodestra, dunque corretto assumendo una ripresa della partecipazione tra gli elettori di Centrodestra del 10%) e il No (come predittore del voto al Campo largo). I collegi che, sulla base di questo esercizio puramente illustrativo, vedrebbero prevalere il Campo largo con almeno 5 punti percentuali di distacco sarebbero 69; quelli in cui prevarrebbe il centrodestra con lo stesso margine sarebbero 49. Negli altri 29 il margine è così ridotto che, se anche il voto per il Sì e per il No fossero degli ottimi predittori, dovremmo considerarli contendibili. Con la confluenza degli elettorati di centrosinistra e M5s, la geografia del voto assumerebbe caratteristiche già intraviste nelle elezioni regionali, con la destra che prevale al Centro e al Nord e la sinistra che prevale al Sud, nella ex Zona Rossa e in generale nei grandi centri urbani”, conclude.

  • 12:16

    Romeo (Lega): “Governo va avanti con il tentativo di riformare la giustizia”

    “Conseguenze per il Governo e per la maggioranza non ce ne saranno. Abbiamo detto sin dall’inizio che saremmo andati avanti e ripartiremo con la volontà di cercare di riformare la giustizia, dai tre sì delle tre Regioni fondamentali per il nostro Paese che sono Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia”. Così il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo intervenendo a ‘L’Aria che tirà su La7. “Sono tre regioni, guarda caso, governate dalla Lega”, aggiunge.

  • 12:13

    Giani (presidente Regione Toscana): “Ci saranno effetti politici, ha pesato il servilismo di Meloni con Trump”

    Visto l’esito del voto “credo che dei riflessi politici ci saranno, perché questo ha messo in evidenza la debolezza del governo Meloni. E sono convinto che” nel risultato del voto ha pesato “l’eccessivo servilismo che la Meloni e gli esponenti del suo governo in questi anni hanno avuto nei confronti di Trump, oggi che ci si rende conto del pericolo della deriva verso la guerra che il presidente degli Stati Uniti, non gli Stati Uniti, hanno portato in questo mondo”. Lo ha detto Eugenio Giani, presidente della Toscana, a margine di un evento a Firenze, tornando sull’esito del referendum sulla riforma della giustizia.
    Per il governatore è stato “un grande successo per la democrazia in Italia, per il rispetto della Costituzione, per una scelta che ha portato a tutelare l’indipendenza e l’autonomia della magistratura”. Perché, spiega, “la controriforma del governo non era tanto e solo sul concetto di separazione delle carriere” che di fatto “ormai è una percentuale irrisoria con le modifiche legislative che già erano avvenute in questi anni. Si tendeva sostanzialmente al ritorno al clima del codice Rocco, dove il ministro della Giustizia controlla la magistratura nel suo complesso, attraverso l’indebolimento del Csm attraverso il fatto che i rappresentanti politici fossero eletti dal Parlamento, mentre quelli dei magistrati semplicemente sorteggiati”.

  • 11:55

    Fontana (presidente Lombardia): “Al referendum ha vinto l’Anm, ma è diventato un partito”

    Al referendum è stata “sicuramente una vittoria delle toghe” e “penso che l’Anm, in questa campagna elettorale e con le ultime immagini che abbiamo visto, si sia comportata come un partito”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Telenova.
    “Gli italiani sono rimasti anche un pò confusi, con una campagna elettorale portata avanti in un modo abbastanza ai limiti dell’essere quasi truffaldino. Sono state dette delle cose che non rispondono alla verità, come che si volesse attaccare la Costituzione” ha aggiunto Fontana, sottolineando che “un pò di confusione è stata fatta, da tutte e due le parti”.
    Fontana ha parlato anche dell’esultanza dei magistrati nei tribunali che hanno cantato ‘Bella ciaò e altri cori: “Poi parlavamo di un giudice terzo, super partes… qualche dubbio mi può venire. Spero – ha ironizzato il governatore – di non essere mai sottoposto in giudizio da uno di questi signori…”.

  • 11:49

    Comitato dei 15 per il No: “Giovani al voto dimostrano di amare il Paese”

    “Il risultato di questo referendum premia l’impegno e la partecipazione dei cittadini italiani che,
    prima hanno contribuito alla raccolta delle firme per consentire la riformulazione del quesito referendario e poi, votando No, sono stati protagonisti della difesa della Costituzione. Il risultato raggiunto è la straordinaria dimostrazione che la presenza attiva nella società civile è fondamentale per difendere l’assetto democratico esistente, e per creare il senso di comunità che deve caratterizzare ogni società civile fondata sul diritto, sulla eguaglianza, sulla solidarietà e sulla separazione dei poteri, rispetto ai quali l’indipendenza della magistratura rappresenta un valore irrinunciabile. Dedichiamo un pensiero speciale ai giovani che hanno votato, molti per la prima volta, e che hanno dimostrato di amare il proprio Paese. Ora l’impegno è quello di proseguire il dibattito culturale e politico per una completa attuazione della Costituzione e per il recupero incondizionato della fiducia dei cittadini nella magistratura”. Così in una nota il ‘Comitato promotore dei 15 per il Nò.

  • 11:46

    Fratoianni (Sinistra italiana): “Opposizioni ripartano dal salario minimo, non dalle primarie”

    “Io non credo che l’onda generazionale che ha travolto la controriforma di Nordio abbia come prima esigenza sapere come il centrosinistra discute di sé stesso, ma di sapere se siamo pronti a depositare una legge sul salario minimo, magari a 11 euro. Partiamo da qui”. Lo ha detto Nicola Fratoianni analizzando il voto al referendum e parlando delle primarie del centrosinistra.

  • 11:38

    Rampelli: “Sul referendum ha pesato pesato sentimento anti-Usa e aggressività alcuni pm”

    “Abbiamo utilizzato un linguaggio tecnico giuridico incomprensibile alle persone semplici. La Sora Lella, non essendo una giurista, nel clima esasperato che c’è stato si è spaventata, anche per gli attacchi ai giudici, e ha preferito non fare salti nel buio. Stavolta la sinistra, pur facendo demagogia, è scesa dal piedistallo dell’armocromismo, noi ci siamo saliti”. Lo ha dichiatato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, in un’intervista a Repubblica. “Il referendum, per la Costituzione, – ha aggiunto – è lo strumento con cui il cittadino è chiamato a una responsabilità in più, rendendosi autonomo dal partito per cui simpatizza. L’abbiamo detto da subito, il governo Meloni sarà giudicato per il suo operato alla fine della legislatura. Le guerre poi hanno scatenato una paura mista a un sentimento anti-americano, che ha certamente attecchito tra i giovani. Il governo ha mantenuto una postura corretta, che non attrae le simpatie dei ragazzi. E poi restano gli altri ‘buchi neri’ del centrodestra: le grandi città e le regioni rosse”.
    “Non siamo riusciti – ha osservato Rampelli – a far capire che la riforma era a favore dei magistrati, per liberarli dal ricatto delle correnti minoritarie e politicizzate, quindi per diventare più efficienti e ricostruire la fiducia perduta. La gente vuole che si occupino più dei reati sociali che di quelli mediatici. Se la riforma avesse voluto sottomettere la magistratura alla politica avrei votato contro anch’io. Gli elettori hanno scelto di schierarsi contro questa mistificazione, non contro la riforma. E poi ci siamo impiccati all’articolo 111, il linguaggio incomprensibile di cui parlavo”. “La violenza che ci è stata riversata addosso, come sempre capita, ci renderà più solidi e compatti. La politica di questo tempo ha disimparato a discutere, ragionare, fare strategia era una vittoria possibile”. Sul dialogo per la legge elettorale precisa: “Il dialogo lo abbiamo cercato sul premierato, rinunciando al presidenzialismo per incontrare il favore dell’opposizione; sulla giustizia, incardinando una legge che per sei volte aveva provato a fare la sinistra e lo cercheremo anche sulla legge elettorale. Ma finora – ha concluso Rampelli- non c’è stata volontà di condivisione da Schlein e Conte”.