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Legali Flotilla: “Pensiamo a denuncia per tortura”. Israele: “Agito secondo le procedure”. Gli attivisti mostrano i lividi e i segni delle violenze

Tutti rientrati a casa i 400 della Global Sumud Flotilla. Diversi di loro hanno avuto bisogno di cure mediche dopo la detenzione in Israele
Legali Flotilla: “Pensiamo a denuncia per tortura”. Israele: “Agito secondo le procedure”. Gli attivisti mostrano i lividi e i segni delle violenze
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Ue accetta proposta di Tajani di lavorare a sanzioni contro Ben-Gvir

L’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ha accettato la richiesta del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani di lavorare a sanzioni contro il ministro israeliano Ben Gvir. Secono quanto appreso dall’Ansa, durante la riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 (Coreper II) l’Italia ha chiesto ufficialmente che al Consiglio Affari Esteri del 15 giugno sia discussa la proposta di sanzioni. La richiesta dell’Italia è stata sostenuta da diversi Paesi. Le sanzioni contro un gruppo di coloni israeliani responsabili di atti di violenza saranno invece formalmente approvate la prossima settimana. 

  • 21:17

    Conte: “Sanzioni a Israele? Governo si sveglia solo adesso, Ben-Gvir usato come capro espiatorio”

    “Ci svegliamo oggi perché un ministro ben conosciuto, un estremista, un fanatico del governo Netanyahu si è reso indegnamente responsabile di trattamenti degradanti e inumani nei confronti degli attivisti di tutto il mondo della Flotilla e dei nostri concittadini, ma la stessa cosa è avvenuta con la prima spedizione della Flotilla nell’ottobre scorso e adesso noi ci svegliamo?“. Lo dice il leader del M5S Giuseppe Conte a proposito della decisione dell’Ue di accogliere la richiesta italiana di sanzioni nei confronti di Israele, a margine della presentazione, a Palermo, del suo libro “Una nuova primavera” . “Abbiamo trovato il capro espiatorio Ben Gvir e tutto il governo Netanyahu autore di un genocidio di oltre 70mila palestinesi di cui ventimila bambini e di occupazioni abusive continue da anni in Cisgiordania?”, si domanda Conte. “Adesso – conclude – diciamo che convochiamo l’ambasciatore israeliano perché Ben Gvir ha trattato male i nostri connazionali. È tutto qui?”.

  • 20:18

    Attivista italiano ricoverato in Turchia per “i postumi di un pugno al fegato”

    “Poco fa Ruggero ha avuto la possibilità di telefonare al figlio Manuel. Gli ha raccontato che è in osservazione per i postumi di un pugno al fegato sferrato inaspettatamente da un carceriere israeliano”. A dirlo Danilo Zeni, fratello dell’attivista italiano della Flotilla ricoverato a Istanbul. “Se continua a migliorare – aggiunge – lunedì dovrebbe poter rientrare a Malaga a cura della Flotilla”.

  • 20:16

    Israele nega abusi sugli attivisti: “Rispettati diritti fondamentali”

    Il Servizio penitenziario di Israele ha respinto le accuse di aver commesso abusi ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati mentre erano diretti verso la Striscia di Gaza per tentare di rompere l’assedio israeliano. In una nota, il Servizio ha detto che tutti gli attivisti detenuti sono stati trattenuti “nel rispetto della legge e con pieno riguardo ai loro diritti fondamentali” e hanno ricevuto le cure mediche necessarie. Martedì le forze israeliane hanno arrestato 430 persone a bordo di 50 navi in acque internazionali.

  • 17:49

    Ue accetta proposta di Tajani di lavorare a sanzioni contro Ben-Gvir

    L’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ha accettato la richiesta del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani di lavorare a sanzioni contro il ministro israeliano Ben Gvir. Secono quanto appreso dall’Ansa, durante la riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 (Coreper II) l’Italia ha chiesto ufficialmente che al Consiglio Affari Esteri del 15 giugno sia discussa la proposta di sanzioni. La richiesta dell’Italia è stata sostenuta da diversi Paesi. Le sanzioni contro un gruppo di coloni israeliani responsabili di atti di violenza saranno invece formalmente approvate la prossima settimana. 

  • 17:33

    L’attivista Adrien Jouan mostra i lividi sulla schiena

    Gli attivisti della Global Sumud Flotilla atterrati in Turchia hanno denunciato di aver subito violenze e torture durante la detenzione in Israele e hanno mostrato ai giornalisti presenti all’aeroporto lividi su diverse parti del corpo. Alcuni sono arrivati in barella con segni di fratture. L’attivista francese Adrien Jouan a bordo della Lina Al Nablusi, ha fatto vedere la schiena ricoperta di segni viola.

  • 17:23

    Oltre 2mila preti scrivono a Zuppi: “Ora basta silenzio, è tempo di agire”

    In vista dell’Assemblea Generale della Cei che da lunedì riunirà a Roma i vescovi italiani, la Rete Internazionale Preti contro il Genocidio formata da oltre 2.200 sacerdoti, 25 vescovi e 2 cardinali in 58 Paesi, consegna oggi una lettera aperta ai presuli italiani. La lettera chiede che dall’Assemblea si levi una parola evangelica chiara sulla tragedia del popolo palestinese dopo il caso dell’ultima Flotilla abbordata “con la forza” nella notte tra il 18 e il 19 maggio 2026, dalla marina militare israeliana “Non scriviamo per contrapporci – affermano -, ma per condividere una ferita. Non scriviamo per giudicare, ma perché il dolore di Gaza, della Cisgiordania, del Libano e di tutta la Terra Santa non ci lascia più dormire tranquilli.” “Il nostro silenzio non è neutrale. Le nostre parole tiepide non sono innocenti. Le ambiguità dei governi, delle istituzioni e talvolta anche delle comunità cristiane rischiano di diventare complicità.””Il Vangelo non è mai neutrale – sottolineano – davanti alla vittima” e “la Chiesa non può essere equidistante tra chi soffre e chi produce sofferenza.” Per tutto questo, la Rete ‘Preti contro il genocidio‘ chiede alla Cei “di sollecitare un cessate il fuoco immediato e permanente; la fine dell’assedio e l’ingresso libero degli aiuti umanitari; il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese; l’interruzione di ogni complicità militare, economica e diplomatica italiana; il discernimento di forme concrete di pressione nonviolenta come boicottaggio mirato, disinvestimento, sanzioni, educazione alla pace”. “È tempo di pregare. È tempo di parlare. È tempo di agire – affermano -. È tempo di stare accanto al popolo che soffre.”

  • 15:35

    Farnesina segue il caso dell’attivista italiano atterrato in Turchia

    Il consolato d’Italia a Istanbul sta seguendo da ieri il caso del cittadino italiano atterrato in Turchia proveniente da Israele assieme ad altri attivisti della Flottilla. Lo rende noto la Farnesina. Il connazionale – viene spiegato – è stato assistito all’arrivo dal personale del Consolato generale d’Italia, al quale ha comunicato che sarebbe rimasto a Istanbul per seguire un gruppo di attivisti spagnoli bisognosi di assistenza. Giunto in ospedale è stato ricoverato anche lui per accertamenti. Il Console generale a Istanbul è in contatto con i medici dell’ospedale per raccogliere maggiori informazioni sulle sue condizioni e per poter comunicare con lui che non ha cellulare. 

  • 15:13

    Attivisti: “Rifaremmo tutto. Non ci hanno piegato”

    “Ci sono arrivati tanti messaggi di solidarietà dai gazawi” e “rifaremmo tutto. Non può arrivare il messaggio ai palestinesi che hanno manifestato per noi che siccome siamo stati oggetto di tortura allora lasciamo. A Gaza in questo momento c’è una resistenza che è semplicemente rimanere a Gaza”, noi “stiamo relativamente bene, nel senso che non abbiamo fratture o altro, i segni psicologici vedremo ma non ci hanno piegato. Ancora non ci siamo fatti vedere da un medico ma sicuramente ci andremo, e anche dall’avvocato”. Così Dario Salvetti e Antonella Bundu, attivisti fiorentini della Flotilla appena rientrati da Israele.
    “Dal momento del sequestro abbiamo perso qualsiasi contratto con il mondo – hanno aggiunto -, siamo scesi dall’aero ieri poco prima di mezzanotte e siamo rientrati a casa alle 5 del mattino. Non abbiamo avuto contatti con nessuno, e questo vale anche per il governo e le istituzioni”. Adesso, hanno sottolineato, “c’è bisogno che i riflettori si spostino da noi, alla parte legale, e a far partire una campagna di boicottaggio, sociale e economica, complessiva e diffusa” verso Israele, “in cui ognuno possa fare la propria parte, dal non acquistare farmaci di provenienza israeliana come semplici cittadini, e come imprese rinunciare alle commesse israeliane. Fare come è stato fatto con il Sudafrica ai tempi dell’apartheid, fino a che le istituzioni agiscano per rompere ogni rapporto con Israele”. Per Salvetti e Bundui “dobbiamo dare a queste persone la sensazione di totale anormalità, anche solo per scoprire se da quella parte è rimasto un briciolo di umanità. Se vogliamo farli uscire da questa distopia dobbiamo fargli capire il livello di gravità in ogni modo perché stanno compiendo un genocidio. Il silenzio non è più accettabile, neanche da parte loro”.

  • 14:55

    Germania chiede chiarimenti a Israele sul trattamento degli attivisti

    La Germania ha chiesto “chiarimenti” a Israele sul trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla, dopo il video diffuso dal ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e dopo le testimonianze degli stessi attivisti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri tedesco Josef Hinterseher. “Il trattamento riservato agli attivisti, compresi i cittadini tedeschi, è a nostro avviso assolutamente inaccettabile. Condanniamo senza riserve questo atto e chiediamo trasparenza nell’indagine”, ha dichiarato Hinterseher durante una conferenza stampa a Berlino. “Dal nostro punto di vista, le accuse sollevate sono estremamente gravi e per questo motivo ci aspettiamo un’indagine approfondita e trasparente”, ha aggiunto. Secondo Hinterseher, otto attivisti tedeschi della Global Sumud Flotilla, diretti a Gaza, anch’essi rimasti feriti, sono atterrati a Istanbul ieri sera. Una persona è stata ricoverata in ospedale a Istanbul.