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Legali Flotilla: “Pensiamo a denuncia per tortura”. Israele: “Agito secondo le procedure”. Tajani: “In contatto con i ministri Ue per le sanzioni a Ben-Gvir”

Tutti rientrati a casa i 400 della Global Sumud Flotilla. Diversi di loro hanno avuto bisogno di cure mediche dopo la detenzione in Israele
Legali Flotilla: “Pensiamo a denuncia per tortura”. Israele: “Agito secondo le procedure”. Tajani: “In contatto con i ministri Ue per le sanzioni a Ben-Gvir”
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Israele dopo la denuncia delle violenze: “Attivisti trattati secondo le procedure”

Il Servizio penitenziario israeliano ha dichiarato che il suo personale ha agito “secondo le procedure” dopo che un video diffuso dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha mostrato attivisti della flottiglia diretta a Gaza subire un trattamento umiliante da parte del personale di sicurezza. Lo riporta Haaretz. “Al momento dell’arrivo dei detenuti, le guardie carcerarie erano tenute ad agire per mantenere l’ordine e la sicurezza del sito. Tutte le azioni sono state eseguite in conformità con le procedure e le considerazioni professionali”, ha affermato il Servizio penitenziario. L’Ips ha inoltre affermato che alcuni dei detenuti ripresi mentre venivano umiliati non erano sotto la sua giurisdizione al momento delle riprese. Fonti della sicurezza hanno affermato che la maggior parte dei video documentati proveniva da aree sotto il controllo delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e della polizia. Ma, sottolinea Haaretz, la parte del video che mostra un membro delle forze di sicurezza costringere a terra un attivista che grida “Palestina libera” è stata filmata in un’area sotto il controllo del Servizio Penitenziario Israeliano. Aggiungendo che in una foto dove si vedono attivisti della flottiglia inginocchiati con la testa a terra, sono visibili anche membri dell’Ips . L’Ips non ha risposto alla richiesta di chiarimenti, e il ministero degli Esteri – a cui il quotidiano israeliano che chiesto se la procedura di documentazione dei partecipanti alla flottiglia fosse una prassi accettata per la detenzione di persone in casi simili – ha rimandato la questione al servizio penitenziario.

  • 13:51

    Legali della Flotilla: “Valutiamo denuncia per tortura”

    Il team legale italiano della Flotilla valuta una denuncia per tortura in merito alle condizioni in cui gli attivisti sono stati trattenuti in Israele. Secondo quanto si apprende, le avvocate stanno iniziando a raccogliere le testimonianze degli italiani rientrati ieri e presenteranno una integrazione alla denuncia/querela depositata il 19 maggio in Procura a Roma. Sulla base delle “sommarie informazioni” che verranno raccolte, le legali denunceranno ai pm della Capitale tutti i reati subiti.

  • 13:39

    Flotilla, Bundu: “Umiliati, costretti a spogliarci e sottoposti a terrorismo psicologico”

  • 13:34

    Flotilla: “Una cinquantina di attivisti ricoverata in Turchia per le lesioni”

    Circa cinquanta attivisti della Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Lo si apprende da fonti della Global Sumud Flotilla. Tra di loro risulta anche un italiano ricoverato. “Stiamo cercando in queste ore di avere notizie sulle sue condizioni di salute – spiega la portavoce italiana Maria Elena Delia – ci riferiscono che in tanti hanno ripotato lesioni serie e alcuni sono sotto shock”

  • 13:21

    Madrid: “Almeno 4 attivisti spagnoli hanno avuto bisogno di cure mediche”

    Almeno 4 dei 45 spagnoli della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza hanno avuto bisogno di cure mediche dopo la deportazione da Israele, seguita all’intercettazione della spedizione da parte delle forze armate israeliane in acque internazionali. Lo ha confermato il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Albares, al suo arrivo alla ministeriale Nato in Svezia – ripreso dall’emittente Tve – spiegando che “parte del gruppo resta sotto osservazione medica in Turchia prima del rientro in Spagna”. “Si prevede che gli altri viaggeranno poco a poco nella giornata” da Instanbul per il ritorno in patria, ha aggiunto Albares.

    Secondo Sandra Bandillaro, della Global Sumud Flotilla, gli attivisti si trovano ancora a Instanbul “sottoposti a controlli medici e a riposo”, dopo aver denunciato “aggressioni e trattamenti degradanti” durante la detenzione in Israele. Parte dei rimpatri potrebbero slittare a domani. Lucia Mazarrasa, della rete ‘Rumbo a Gaza-Freedom Flotillà , che ha raccolto testimonianze fra gli attivisti, ha riferito ai media che alcuni presentano “grossi lividi e possibili fratture alle costole”.

    Freedom Flotilla ha “documentato ematomi gravi, lesioni compatibili con fratture di costole e numerosi casi di abusi fisici”, oltre a casi di “umiliazioni e maltrattamenti”. L’organizzazione sta preparando azioni legali per gli arresti arbitrari e le violazioni del diritto internazionale. Tutti gli attivisti spagnoli sono stati sottoposti ad esami medico-legali in Turchia, mentre

  • 13:19

    Ue: “Sanzioni a Ben-Gvir? In corso discussioni tra stati”

    Sulla richiesta di imporre misure restrittive contro il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir “in questa fase non è possibile condividere nulla con voi, perché le discussioni sono riservate e interamente nelle mani degli Stati membri. Non possiamo commentarle pubblicamente e questo vale per qualsiasi discussione in corso, pianificata o potenziale, relativa alle sanzioni”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. “La prossima settimana avremo un incontro informale dei ministri degli Affari esteri, noto anche come Gymnich, un incontro informale in cui i ministri possono sollevare diverse questioni, facilitato anche dal contesto informale. In tali incontri informali non vengono prese decisioni”, ricorda il portavoce.

    “Il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla, tra cui diversi cittadini dell’Ue, è stato degradante e inaccettabile. Il comportamento del ministro israeliano Ben-Gvir è indegno di chiunque ricopra una carica pubblica in una democrazia – ribadisce il portavoce – ogni persona deve essere trattata con sicurezza, dignità e nel rispetto del diritto internazionale. Noi, come Ue, chiediamo al governo israeliano di garantire la protezione e il trattamento dignitoso di questi attivisti, tra cui diversi cittadini dell’Ue, e chiediamo il rapido rilascio dei detenuti”.

  • 13:18

    Schlein: “Ben-Gvir non è l’eccezione ma la regola del governo israeliano”

    “Siamo rimasti tutti sconvolti dalle immagini di inaudita violenza contro gli attivisti della Flotilla. Il ministro Tajani ha detto ieri che servono sanzioni per Ben-Gvir ma il ministro israeliano non è l’eccezione del governo israeliano. È la regola. Il governo sa bene che altri Paesi europei non consentiranno l’approvazione di quella sanzione e per approvarla serve l’unanimità. Per approvare le sanzioni commerciali, non serve l’unanimità: basta la maggioranza qualificata”. Lo ha detto la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, intervenendo al Festival dell’economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia in collaborazione con Comune e Università.

  • 13:17

    Tajani: “In contatto con tutti i ministri Ue per le sanzioni a Ben-Gvir”

    “Sto parlando con tutti i ministri dell’Unione Europea per valutare come e quando decidere. Adesso c’è un vertice informale a Cipro la settimana prossima”, “mi auguro che alla prima riunione formale si possa prendere una decisione”, ha proseguito Tajani. “La Germania sta seguendo con attenzione, vediamo. Tocca a loro dire quello che vogliono fare”, ha concluso rispondendo a una richiesta di precisazione sulla posizione di Berlino. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando a margine della ministeriale Esteri della Nato in Svezia ha riferito di essere in contatto con gli altri Paesi Ue per imporre al più presto sanzioni al ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, in relazione all’accaduto con gli attivisti della Global Sumud Flotilla. “Dopo quello che abbiamo visto l’altro giorno in Israele non possiamo non chiedere sanzione nei confronti di un ministro che ha violato tutti i diritti umani, anzi si è vantato, ha organizzato una sorta di show mediatico mortificando persone che non avevano commesso alcun reato, violando le regole che concernono la tutela della dignità della persona. Dopo averli arrestati in maniera illegale li hanno anche umiliati. Indipendentemente dal giudizio che io do sulla Flotilla, perché non mi pare che ottenga grandi risultati per Gaza, però non si possono non rispettare i diritti umani, quindi la condanna è totale e sto già parlando anche in queste ore con tutti i ministri europei perché ci possa essere una decisione in tempi rapidi che infligga sanzioni a Ben-Gvir”, ha detto Tajani.

  • 13:15

    Israele dopo la denuncia delle violenze: “Attivisti trattati secondo le procedure”

    Il Servizio penitenziario israeliano ha dichiarato che il suo personale ha agito “secondo le procedure” dopo che un video diffuso dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha mostrato attivisti della flottiglia diretta a Gaza subire un trattamento umiliante da parte del personale di sicurezza. Lo riporta Haaretz. “Al momento dell’arrivo dei detenuti, le guardie carcerarie erano tenute ad agire per mantenere l’ordine e la sicurezza del sito. Tutte le azioni sono state eseguite in conformità con le procedure e le considerazioni professionali”, ha affermato il Servizio penitenziario. L’Ips ha inoltre affermato che alcuni dei detenuti ripresi mentre venivano umiliati non erano sotto la sua giurisdizione al momento delle riprese. Fonti della sicurezza hanno affermato che la maggior parte dei video documentati proveniva da aree sotto il controllo delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e della polizia. Ma, sottolinea Haaretz, la parte del video che mostra un membro delle forze di sicurezza costringere a terra un attivista che grida “Palestina libera” è stata filmata in un’area sotto il controllo del Servizio Penitenziario Israeliano. Aggiungendo che in una foto dove si vedono attivisti della flottiglia inginocchiati con la testa a terra, sono visibili anche membri dell’Ips . L’Ips non ha risposto alla richiesta di chiarimenti, e il ministero degli Esteri – a cui il quotidiano israeliano che chiesto se la procedura di documentazione dei partecipanti alla flottiglia fosse una prassi accettata per la detenzione di persone in casi simili – ha rimandato la questione al servizio penitenziario.