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Al via il blocco dei porti iraniani voluto da Trump: “Mobilitate 15 navi Usa”. Il presidente: “Teheran ora vuole un accordo”

Il capo della Casa Bianca vuole fermare le rotte per fare pressing su India e Cina. Pechino: "La navigazione non subisca ostacoli". Israele convoca l'ambasciatore italiano
Al via il blocco dei porti iraniani voluto da Trump: “Mobilitate 15 navi Usa”. Il presidente: “Teheran ora vuole un accordo”
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Parte il blocco di Hormuz: “Quindici navi Usa coinvolte”

Il blocco dello Stretto di Hormuz è in vigore e ci sono più di 15 navi americane a condurre l’operazione. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario statunitense, secondo il quale in Medio Oriente gli Stati Uniti possono contare su cacciatorpediniere lanciamissili e svariate unità da guerra in grado di lanciare elicotteri a supporto delle operazioni di abbordaggio.

  • 08:23

    Trump: “Blocco dei porti iraniani da oggi alle 16”

    Gli Stati Uniti bloccheranno le navi “in entrata o in uscita” dai porti iraniani a partire dalle 16 di questo pomeriggio ora italiana. Lo ha scritto su Truth il presidente Donald Trump, in merito alla crisi dello Stretto di Hormuz. Ma cosa significa? In sostanza l’intenzione della Casa Bianca è di bloccare le rotte per l’Iran, tentando così di fare pressing anche su India e Cina. Oltre a questo sta valutando la ripresa degli attacchi. 

  • 08:22

    Teheran: “Abbiamo importati leve non ancora utilizzate per contrastare blocco a Hormuz”

    Mohsen Rezaei, consigliere militare ed ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie, si è unito al coro di funzionari iraniani che hanno promesso di contrastare il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. In un post sul social X, Rezaei ha affermato che le forze armate del Paese dispongono di “importanti leve ancora inutilizzate” per contrastare un eventuale blocco di Hormuz. Ha aggiunto che l’Iran non si lascerà intimidire da “tweet e piani immaginari”

  • 08:21

    Media: “Traffico marittimo a Hormuz si è nuovamente bloccato”

    “Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’avvio di un blocco navale a seguito del fallimento dei negoziati con i funzionari iraniani”. Lo scrive il Lloyd’s List, quotidiano specializzato nelle notizie relative alla navigazione. “Prima dell’annuncio del blocco – si legge in un articolo – il traffico marittimo attraverso lo stretto era continuato, seppur a livelli ridotti, anche domenica. Sabato si era registrato un leggero aumento del transito di petroliere, in quanto le compagnie di navigazione si preparavano a mettere a rischio il provvisorio accordo di cessate il fuoco per far uscire alcune navi dal Golfo Persico. In seguito all’annuncio del blocco navale da parte di Trump, tuttavia, tutto il traffico sembra essersi fermato e almeno due navi che sembravano dirette a uscire dallo stretto hanno fatto inversione di rotta”.

  • 08:20

    Trump: “Altri Paesi coinvolti per non far vendere petrolio all’Iran”

    Donald Trump ha detto che “altre nazioni stanno lavorando affinché l’Iran non possa vendere petrolio” parlando con i giornalisti al suo arrivo a Washington. Il presidente americano non ha precisato quali Paesi siano coinvolti e in che modo.

  • 08:19

    Trump: “Il cessate il fuoco in Iran regge”

    Il cessate il fuoco in Iran “sta reggendo bene“. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington. Il presidente ha confermato quanto annunciato dal Comando centrale americano che il blocco navale nei porti iranian entrerà in vigore domani alle 10:00, le 16 in Italia, e che “ci sono molte navi dirette verso il nostro Paese per fare rifornimento di petrolio”.

  • 08:19

    Trump: “Non mi importa se l’Iran torna nei negoziati”

    “Non mi importa se l’Iran torna al tavolo dei negoziati“. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington da Mar-a- Lago dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan.

  • 08:18

    Trump: “Senza di me, Leone non sarebbe Papa”

    Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump“. Lo scrive il presidente americano in un duro attacco al pontefice. “Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”, ha detto ancora il tycoon.

    “Purtroppo”, ha proseguito Trump, “l’atteggiamento di Leo, troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio. Né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un fallito della sinistra, uno di coloro che avrebbero voluto vedere arrestati fedeli e membri del clero”.

    “Leone”, ha insistito il presidente americano “dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un Grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica!”, ha concluso Trump in un attacco senza precedenti contro un pontefice.

  • 08:17

    Trump attacca Papa Leone: “Un debole, pessimo sulla politica estera”

    Donald Trump attacca Papa Leone in un post su Truth. “È debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica e tutte le altre organizzazioni cristiane hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose”, ha scritto il presidente americano. “Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare”.

  • 08:16

    Primo ministro australiano: “Riprendere colloqui di pace in Medio Oriente”

    Il primo ministro australiano Anthony Albanese sollecita la “ripresa dei colloqui di pace” per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta Al Jazeera. “Voglio che riprendano i colloqui di pace – ha detto – e vogliamo che questo conflitto finisca. Sta avendo un impatto devastante sull’economia globale e più a lungo durerà, maggiore sarà l’impatto e più lunghe saranno le conseguenze a lungo termine”.

  • 08:15

    Attacco israeliano nel sud del Libano: 4 morti

    Un attacco aereo israeliano ha provocato la morte di quattro persone nel sud del Libano. Altre tre sono rimaste ferite. Lo comunica – come riporta Al Jazeera – il Ministero della Salute libanese. L’attacco è avvenuto su Maaroub.

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