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Trump: “Attacchi rinviati, colloqui molto produttivi”. Media iraniani smentiscono: “Nessun contatto, la Casa Bianca ha fatto marcia indietro”

Il capo della Casa Bianca rinvia "per 5 giorni attacchi a centrali e infrastrutture" iraniane. Media: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi”. Danneggiato l'ospedale ad Ahvaz a Teheran
Trump: “Attacchi rinviati, colloqui molto produttivi”. Media iraniani smentiscono: “Nessun contatto, la Casa Bianca ha fatto marcia indietro”
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Media Israele: “Usa e Iran lavorano a un’intesa per riaprire Hormuz”

Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

  • 09:40

    Idf: “Lanciati nuovi missili iraniani, sirene nell’area di Gerusalemme”

    Le Forze di Difesa Israeliane hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico proveniente dall’Iran. Le sirene d’allarme sono scattate nell’area di Gerusalemme e nel sud di Israele

  • 09:38

    Iran: “Mineremo il Golfo Persico se saremo invasi”

    Il Consiglio di Difesa dell’Iran ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il “Golfo Persico” nel caso in cui si verifichi un’invasione di terra. La dichiarazione arriva mentre a Teheran cresce la preoccupazione per il possibile arrivo dei Marines statunitensi nella regione. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di colpire le coste o le isole dell’Iran porterà, naturalmente e in conformità con la prassi militare consolidata, al dispiegamento di mine in tutte le rotte di accesso nel Golfo Persico e lungo le coste”, ha dichiarato il Consiglio.

  • 09:35

    Cina: “Negoziati e stop alle operazioni militari a Hormuz”

    Pechino “esorta tutte le parti a interrompere le operazioni militari nello Stretto di Hormuz e a tornare ai negoziati”. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri cinese parlando della guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Anche il ministero degli Esteri russo ha dichiarato che il Cremlino si oppone a un “blocco” dello Stretto di Hormuz, ma che la questione dovrebbe essere considerata “nel contesto più ampio della situazione”.

  • 09:33

    Borse europee ancora in rosso con l’escalation in Iran

    Borse europee in rosso sulla nuova escalation in Iran e la corsa del petrolio. Francoforte perde l’1,94% a quota 21.946 punti. Parigi perde l’1,61% con il Cac 40 a 7.542 punti. Londra cede l’1,42% con il Ftse 100 a 9.777 punti.

  • 09:32

    Borse sotto pressione: Milano in avvio a -2,13%

    La Borsa di Milano sotto pressione da subito per l’escalation in Iran e la corsa del petrolio. Il primo Ftse Mib lascia sul terreno il 2,13% a quota 41.929 punti
    Tiene Tim che sale del 5,5% in apertura dopo l’opas totalitaria da parte di Poste (-3,36%). In rialzo poi Banco Bpm (+0,31%) in attesa della lista di Credit Agricole. Mps perde l’1,92% con l’incertezza sulla futura governance dopo la presentazione di una lista che vede tra i candidati anche l’ad uscente Lovaglio.

  • 09:29

    Birol (Aie): “Almeno 40 infrastrutture energetiche danneggiate in 9 Paesi”

    Almeno 40 infrastrutture energetiche sono state danneggiate “gravemente o molto gravemente” a causa del conflitto in Medio Oriente, ha dichiarato oggi il capo dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie).
    “Almeno 40 infrastrutture energetiche nella regione sono state danneggiate gravemente o molto gravemente in nove paesi”, ha detto Fatih Birol al National Press Club di Canberra.

  • 09:21

    Birol (Agenzia internazionale energia): “Guerra in Iran gravissima minaccia all’economia globale”

    L’economia globale è sotto “grave minaccia” a causa della crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato Fatih Birol, direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, avvertendo che “nessun Paese sarà immune” ai suoi effetti. L’Agenzia Internazionale dell’Energia si sta consultando con i governi di Asia ed Europa in merito al rilascio di ulteriori riserve petrolifere “se necessario” a causa della guerra con l’Iran. Intervenendo al National Press Club nella capitale australiana, al convegno sul tema “Le prospettive per i mercati energetici globali e le implicazioni per la sicurezza energetica, la competitività e la sostenibilità’, Birol ha paragonato l’attuale crisi energetica a quelle degli anni ’70 e all’impatto dell’invasione russa dell’Ucraina del 2022. “E’ come se fossero state messe insieme due crisi petrolifere e un crollo del gas. L’economia globale si trova oggi ad affrontare una minaccia gravissima”, ha aggiunto. Birol ha sottolineato che “almeno 40 infrastrutture energetiche nella regione, distribuite in nove paesi, hanno subito danni gravi o gravissimi”.

  • 09:17

    Premier iracheno: “Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare”

    “Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.
    “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.
    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.
    “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.
    Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

  • 09:14

    Mosca: “No al blocco di Hormuz, ma Iran ha diritto ad autodifesa”

    Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Orientè. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

  • 09:10

    Telefonata Trump-Starmer: “Essenziale riaprire Hormuz”

    Il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si sono sentiti nella tarda serata di domenica. Lo riferisce Downing Street. I leader hanno discusso della situazione attuale in Medio Oriente e, in particolare, della necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz per riprendere il traffico marittimo globale. Hanno convenuto che la riapertura dello Stretto di Hormuz fosse “essenziale” per garantire la stabilità del mercato energetico globale e hanno concordato di risentirsi presto. 

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