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Trump: “Escludo un cessate il fuoco in Iran, forse un ridimensionamento”. Il Pentagono invia altre navi e 2.200 Marines in Medio Oriente

Il presidente attacca ancora i Paesi Nato: "Vigliacchi". Mentre Londra autorizza gli Usa a usare le sue basi anche per i raid offensivi. La replica dell'Iran: "Così Starmer mette in pericolo vite britanniche". Teheran minaccia le mete turistiche occidentali
Trump: “Escludo un cessate il fuoco in Iran, forse un ridimensionamento”. Il Pentagono invia altre navi e 2.200 Marines in Medio Oriente
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Il Pentagono invia altre navi e 2.200 Marines in Medio Oriente

Il Pentagono sta inviando tre navi da guerra ed altre migliaia di Marines in Medio Oriente, in un secondo dispiegamento di truppe nella regione nell’ultima settiumana. Circa 2,200 militari del gruppo tattico USS Boxer amphibious, che è di base in California, e l’11ma Marine Expeditionary Unit, originariamente destinati ad essere dispiegati nella regione dell’Indo-Pacifico, hanno avuto la loro missione cambiata e accelerata ed ora sono diretti verso il Medio Oriente. Lo riferiscono fonti Usa a diversi media americani, che sottolineano che non è chiaro quando effettivamente arriveranno nella regione e quale sarà specificatamente la loro missione. Il dispiegamento arriva dopo che nei giorni scorsi un altro gruppo tattico, il Tripoli amphibious ready grouo, con la 31ma Marine Expeditionary Uniti, anche questa composta da 2200 militari, era stata dispiegata verso il Medio Oriente. All’inizio della settimana, la Cnn ha riportato che la Uss Tripoli era nei pressi di Singapore. Non è chiaro se entrambe le unità opereranno simultaneamente e per quanto tempo in Medio

  • 11:46

    Sondaggio Reuters: “Per due americani su tre Trump invierà truppe in Iran, ma solo il 7% è favorevole”

    Circa il 65% degli americani crede che il presidente statunitense Donald Trump ordinerà l’invio di truppe in una guerra di terra su larga scala in Iran, mentre solo il 7% appoggia questa idea. E’ l’esito di un sondaggio Reuters/Ipsos che si è concluso ieri, secondo il quale inoltre il gradimento generale di Trump rimane invariato al 40%.

  • 11:27

    Axios: “Trump valuta attacco o blocco dell’isola di Kharg per riaprire Hormuz”

    L’amministrazione Trump sta considerando piani per occupare o bloccare l’isola di Kharg per fare pressioni sull’Iran per far riaprire lo stretto di Hormuz. Lo scrive Axios citando quattro fonti, aggiungendo che un’operazione per prendere il controllo dell’isola a 15 miglia dalle coste iraniane, da dove passano il 90% delle esportazioni di greggio iraniano, potrebbere mettere militari americani direttamente sulla linea del fuoco.
    Per questo, aggiungono le fonti, un’operazione del genere potrebbe essere lanciata solo dopo che le forze americane avranno ulteriormente degratato le capacità militari iraniani intorno allo stretto di Hormuz, obiettivo che potrebbe richiedere ancora alcune settimane, anche un mese. “Abbiamo bisogno di un mese per indebolire gli iraniani con più raid, prendere l’isola e così tenerli per palle e usarlo per i negoziati”, ha detto una fonte informata sulle valutazioni della Casa Bianca.
    Per fare questo sono neccesarie più truppe, aggiungono le fonti ricordando che tre diverse unità di Marine sono in viaggio verso la regione, mentre Casa Bianca e Pentagono stanno considerando anche altre mobilitazioni. “Lui vuole Hormuz aperto – aggiunge un’alta fonte dell’amministrazione riferendosi a Donald Trump – e se deve prendere l’isola di Kharg per farlo, allora questo succedere. Se decide di avere un’invasione costiera, questo avverrà, ma questa decisione – avverte la fonte – non è stata ancora presa”. Ed infine dall’amministrazione fanno un distinguo sulla questione dei ‘boots on ground’: “abbiamo sempre avuto le truppe sul terreno nei conflitti sotto ogni presidente, compreso Trump. So che è una fissazione dei media, ed io capisco la politica, ma il presidente farà quello che è giusto”.

  • 11:20

    Iran: “Israele vuole attaccare infrastrutture energetiche e incolparci”

    Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya, ha affermato che in base alle informazioni di intelligence ottenute “il regime sionista potrebbe attaccare le infrastrutture energetiche, compresi gli impianti di Aramco, per accusare l’Iran e creare tensioni regionali”. Lo riportano i media di Teheran.

  • 11:07

    Crosetto: “Colpire le infrastrutture energetiche errore di entrambe le parti”

    “Il fatto di aver coinvolto gli impianti di produzione energetica da tutte e due le parti è stato un errore drammatico. Sono danni che durano una vita. La produzione di gas liquido in Qatar per noi è molto importante, molto più del petrolio che arriva da quelle zone. L’impianto che è stato colpito, ha detto ieri l’autorità qatarina, ci vorranno 3-5 anni per rimetterlo in piedi. Quindi tu fai un danno all’economia del mondo, ad altri paesi che sono al di fuori della guerra per i prossimi 3-5 anni”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a ‘Omnibus’ su ‘La7’.

  • 11:02

    Crosetto: “Studiamo una soluzione per Hormuz sotto egida Onu, dopo la fine della guerra”

    “Noi e gli altri paesi del mondo stiamo studiando una via, una volta che ci sarà una tregua, quando saranno finite le ostilità” e “sotto le Nazioni Unite” per ridare “la possibilità di abbassare i prezzi della benzina e del petrolio e garantire “un passaggio tranquillo” a tutte le navi a Hormuz: ”Questa è la disponibilità che abbiamo dato nel solco di quello che avevamo detto giorni prima”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a ‘Omnibus’ su ‘La7’.
    “Non riesco a capire come in Italia si creino degli scalpori sul nulla – ha aggiunto – sono giorni che il governo ha detto ovunque sia possibile ‘non è una nostra guerra, non è una guerra a cui parteciperemo mai, non è una guerra che abbiamo voluto, non è una guerra che abbiamo condivisò”.

  • 10:56

    Militare israeliano arrestato con l’accusa di aver passato informazioni all’Iran

    E’ stato arrestato, con l’accusa di aver trasferito informazioni ad agenti iraniani in cambio di denaro, un riservista di Gerusalemme, in servizio nel sistema di difesa aerea Iron Dome. L’imputato, identificato come Raz Cohen, è accusato di reati contro la sicurezza e di aver presumibilmente fornito informazioni relative al sistema antimissilistico.
    Il militare è stato arrestato all’inizio della guerra e l’accusa sostiene che abbia mantenuto contatti con elementi iraniani e abbia trasmesso informazioni sensibili relative alle operazioni di difesa aerea di Israele. Le autorità non hanno specificato, nel testo fornito, la portata completa delle informazioni presumibilmente trasmesse né le somme esatte ricevute.

  • 10:54

    Principessa Pahlavi: “Un dovere combattere per un Iran libero”

    “I messaggi che ricevo sono continui e mi chiedono di ricordare a tutti di non lasciare che il regime rimanga al potere”. Lo ha detto in un’intervista al Jerusalem Post la principessa iraniana Noor Pahlavi, figlia del principe ereditario in esilio Reza Pahlavi e nipote dell’ex scià Mohammad Reza, nata e cresciuta negli Stati Uniti. “Temono – dice ancora – che il regime resti al potere dopo tutto questo, e che poi si ritrovino a dover affrontare 47 anni di devastazione del Paese e una repressione ancora più brutale”.
    “Sento il dovere di onorare l’eredità della mia famiglia, lottando per il popolo iraniano, per il suo futuro e per la sua libertà”. “Ogni generazione ha cercato di capire se il sistema potesse cambiare, e ogni volta la risposta è stata la repressione e l’aumento della brutalità. Il sistema stesso è impossibile da riformare, nonostante le numerose opportunità a disposizione”.
    Secondo Noor Pahlavi la storia dell’Iran pre e post-rivoluzionario può essere definita dalle esperienze delle donne. “L’aspetto che più mi ha colpito di quel movimento è stato vedere i giovani rischiare la propria vita per un futuro migliore che forse non avrebbero mai visto. Abbiamo assistito a crimini inimmaginabili commessi contro i bambini: matrimoni precoci, stupri, torture, incarcerazioni, esecuzioni, rapimenti. Il regime si è spinto persino ad attaccare le studentesse, picchiandole, avvelenandole e uccidendole per aver partecipato al movimento Donna Vita Libertà”. “Mia nonna (l’ex imperatrice Farah Pahlavi, ndr) era molto impegnata nella promozione dei diritti delle donne. Sottolineava spesso che il progresso delle donne dipendeva dall’istruzione, dalla cultura e da istituzioni solide”.
    “Sono orgogliosa del fatto che milioni di iraniani abbiano riposto la loro fiducia in mio padre, ma non si tratta di noi come singoli individui. Mio padre si è offerto come ponte verso il futuro. A nessuno piace la guerra. Ma questa operazione militare sta finalmente dando agli iraniani una possibilità concreta di riconquistare il loro Paese, sotto gli occhi del mondo intero. Gli iraniani considerano Usa e Israele alleati naturali nella loro lotta contro la Repubblica islamica. Ogni iraniano con cui ho parlato aspetta con ansia il momento in cui arriverà la chiamata all’azione”, ha affermato, aggiungendo che molti “rimangono al sicuro nelle proprie case in attesa del momento opportuno”. Un Iran democratico, ha sostenuto, rappresenterebbe un ulteriore punto di riferimento per la stabilità in una regione instabile, affermando che “un’altra roccaforte democratica in Medio Oriente è vantaggiosa sia per Israele che per il mondo”.

  • 10:52

    Erdogan: “Israele ha ucciso migliaia di persone e ne pagherà il prezzo”

    “Il Medioriente è in subbuglio, perdiamo continuamente martiri e veterani. Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti. Che Egli distrugga completamente Israele nel nome del Suo glorioso nome ‘Al-Kahhar’ (Il Sottomettitore)”. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan parlando in occasione di un discorso effettuato al termine della preghiera del venerdì a Rize, città sul Mar Nero di cui la sua famiglia è originaria. Lo riporta Anadolu.

  • 10:49

    In Israele oltre 4mila feriti dall’inizio della guerra con l’Iran

    Il ministero della Salute israeliano riferisce che nelle ultime 24 ore 150 persone ferite sono state ricoverate in ospedale a seguito del conflitto con l’Iran, portando il numero totale dei ricoveri dovuti ai combattimenti a oltre 4.000. Tra i pazienti ricoverati in ospedale nelle ultime 24 ore, due versano in gravi condizioni, due in condizioni moderate e 136 in buone condizioni. Dieci persone sono state curate per ansia. Lo riporta il Times of Israel. Il ministero afferma che dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio, 4.099 persone sono state ricoverate in ospedale, di cui 80 sono attualmente ricoverate.

  • 10:46

    Iran, ucciso nuovo capo Intelligence dei Basij

    Esmail Ahmadi nuovo capo dell’Intelligence dei Basij, appena succeduto a Gholamreza Soleimani, è stato ucciso in un raid. L’agenzia Tasnim ha confermato la morte descrivendolo come “uno dei pilastri più importanti dell’organizzazione Basij” dove ricopriva ruoli chiave in materia di sicurezza. 

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