Per via di quelle compenetrazioni tra cronaca e arte, se i Matia Bazar dell’iniziale formazione (per capirci, quella con l’inarrivabile Antonella Ruggiero, dopo solo il nulla!) dovessero scrivere oggi (e non dunque nel 1986) il brano Ti sento, rimerebbero così: “Ti sento/ Giacarta isola persa/ Amanti soltanto accennati”. Questa è la notizia: come la leggendaria […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Bulgakov e il “mio” ucraino: “Chi lo capisce?”

prev
Articolo Successivo

Un uomo libero: Scirea. Trent’anni dopo lo schianto

next