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Anno giudiziario, pg di Milano a Nordio: “Riforma inutile e punitiva”. Da Palermo l’accusa: “Falcone strumentalizzato”

La cerimonia in tutta Italia a poche settimane dal referendum. Il ministro: "Nessun intento persecutorio, dialogo dopo il Sì". Mantovano: "Stop demonizzazione, accettare le urne"
Anno giudiziario, pg di Milano a Nordio: “Riforma inutile e punitiva”. Da Palermo l’accusa: “Falcone strumentalizzato”
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Toghe e governo, le cerimonie tra accuse e polemiche in vista del referendum

Stavolta non ci sono state proteste scenografiche come quelle dell’anno scorso. L’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 è filata via senza grossi scossoni, con la riforma Nordio come inevitabile convitato di pietra delle cerimonie in tutta Italia. Alla modifica costituzionale – su cui si voterà nel referendum del 22 e 23 marzo – hanno dedicato ampi passaggi dei loro interventi i magistrati al vertice delle 26 Corti d’Appello, da Milano a Palermo, da Roma a Napoli. Il ministro della Giustizia quest’anno ha scelto di partecipare all’assemblea del capoluogo lombardo, aperta con parole nette dal presidente della Corte Giuseppe Ondei: la riforma che separa le carriere “si fonda su un presupposto errato nella sua categorica espressione, ossia quello che i giudici oggi non sono sufficientemente terzi e imparziali perché sarebbero appiattiti sulle richieste del “collega” pubblico ministero. Questa affermazione non è accettabile”, ha detto Ondei. Nel suo discorso – totalmente a braccio – Nordio ha rivendicato l’accusa di “blasfemia” a chi afferma che l’obiettivo della politica sia quello di controllare il potere giudiziario: “Poiché io ritengo il Parlamento una istituzione sacra, aver voluto attribuire al Parlamento una intenzione che non ha mai avuto la ritengo una blasfemia”, afferma il Guardasigilli

Subito dopo, però, anche la procuratrice generale Francesca Nanni suggerisce e che la riforma sia “un intervento con carattere prevalentemente punitivo”, vista la sua “sostanziale inutilità a correggere le attuali pesantissime carenze” della giustizia. Da Roma, il pg Giuseppe Amato ricorda che il dialogo tra il governo e la magistratura “è stato solo promesso, ma è rimasto lettera morta. Lo sforzo è stato solo quello di arrivare alla approvazione della riforma, con testo bloccato, senza intoppi e nel più breve tempo possibile. Questo è indubbiamente mortificante per la categoria“, sottolinea. Alla cerimonia nella Capitale partecipa Giusi Bartolozzi, potentissima capo gabinetto di Nordio, che invita le toghe “alla continenza e al rispetto dei ruoli”, ricordando che “è il Parlamento a rappresentare il popolo italiano”. Alfredo Mantovano, il sottosegretario braccio destro di Giorgia Meloni, da Napoli se la prende con lo storico Alessandro Barbero, accusato di “slogan fake” per il suo video a favore No oscurato da Facebook. A Palermo, invece, il presidente della Corte d’Appello Matteo Frasca stigmatizza la “strumentalizzazione” del nome di Giovanni Falcone da parte dei sostenitori della riforma. E risponde indirettamente alle accuse della premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio gennaio: “Affermare che la magistratura vanifica l’attività del governo e della polizia giudiziaria è preoccupante”.

  • 10:22

    Milano, il presidente della Corte d’Appello: “Inaccettabile dire che i giudici non siano imparziali”

    La riforma Nordio “si fonda su un presupposto errato nella sua categorica espressione, ossia quello che i giudici oggi non sono sufficientemente terzi e imparziali perché sarebbero appiattiti sulle richieste del “collega” pubblico ministero. Questa affermazione non è accettabile! Se fosse vera vi sarebbe una grave emergenza per lo Stato di diritto. Ma essa, significativamente, non risulta rilevata da nessun organismo internazionale. La realtà è che la magistratura italiana è un ordine dello Stato sano, composto per lo più da persone ispirate da un altro senso del dovere che ogni giorno svolgono in silenzio il proprio lavoro”. Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Milano, Giuseppe Ondei, nel suo discorso all’inaugurazione dell’anno giudiziario alla presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il passaggio è stato accolto da un applauso della platea, a il Guardasigilli ha voluto unirsi visibilmente.

  • 10:14

    Milano, il presidente della Corte d’Appello: “Riforma non incide sui tempi della giustizia”

    “Questa riforma non inciderà in alcun modo sui tempi della giustizia, che nel nostro distretto per fortuna sono sopportabili, ma che, a livello nazionale, sono insopportabilmente lunghi. Purtroppo il cittadino che
    vuole separarsi o divorziare dovrà ancora attendere anni per vedere sciolto il vincolo matrimoniale; l’imprenditore che vuole recuperare un suo credito dovrà ancora accettare tempi di attesa che sono inconciliabili con le esigenze imprenditoriali e la parte offesa che vuole giustizia con la punizione del colpevole sarà ancora esposta al rischio concreto che il reato si prescriva o che il processo diventi improcedibile”. Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Milano, Giuseppe Ondei, nel suo discorso all’inaugurazione dell’anno giudiziario. 

  • 09:36

    Flash mob per il No a Palermo: “Riforma pericolosa per la democrazia”

    “Un No per difendere la Costituzione. Per l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Il comitato della società civile per il No ha convocato un flash a Palermo, di fronte al palazzo di giustizia, in occasione dell’inaugurazione delll’anno giudiziario. “La riforma Nordio è inutile per i cittadini e pericolosa per la democrazia. Difendiamo la Costituzione e il diritto dei cittadini ad una giustizia che sia davvero uguale per tutti. Esprimiamo anche la nostra vicinanza a quei magistrati ed esponenti della società civile che in queste settimane sono stati oggetto di intimidazioni, attacchi e delegittimazioni”, fa sapere il comitato. 

  • 09:34

    Le cerimonie nelle 26 Corti d’Appello. Nordio a Milano

    Dopo l’anticipo di ieri in Cassazione, oggi è il giorno delle tradizionali cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario nelle 26 sedi di Corte d’Appello italiane: le ultime prima del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma Nordio, che potrebbe sancire la separazione delle carriere tra giudici e pm. Il ministro della Giustizia sarà a Milano, dove interverrà anche il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi. Il sottosegretario Andrea Delmastro parlerà alla cerimonia di Torino, la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi a Roma, così come il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Fabio Pinelli.