Il mondo FQ

Migliaia di studenti in piazza in tutta Italia per il “No Meloni day”: “Facciamo come in Francia”. Tensioni a Roma, Torino e Bologna

Manifestazioni in tutta Italia sull’onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna per protestare contro il carovita, la ‘scuola caserma‘ e il degrado delle strutture
Migliaia di studenti in piazza in tutta Italia per il “No Meloni day”: “Facciamo come in Francia”. Tensioni a Roma, Torino e Bologna
Icona dei commenti Commenti
  • 11:51

    L’appello del sindaco di Torino: “Isolate i violenti”

    “Ragazze e ragazzi, voglio parlarvi direttamente. In questi giorni tanti di voi stanno protestando chiedendo attenzione e ascolto. È un vostro diritto e le vostre ragioni meritano di essere ascoltate. Ma ci sono anche persone che entrano nelle scuole col volto coperto, spaccano computer, distruggono aule, devastano tutto. Questi sono teppisti e fanno un danno soprattutto a voi”. Così, in un video sui social, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, si rivolge dagli studenti che stanno manifestando. “Perché poi – spiega – c’è anche chi approfitta di quelle immagini per parlare soltanto degli scontri, lasciando completamente in secondo piano i problemi che state sollevando. E così la violenza finisce per togliere spazio proprio alle vostre ragioni. E per questo mi permetto di chiedervi una cosa precisa: isolateli, lasciateli soli. Fate capire chiaramente che agiscono soltanto per se stessi, perché la scuola è vostra, la protesta è vostra, le idee sono vostre, difendetele da chi cerca di trasformarle in violenza”.

  • 11:50

    Fermati 10 studenti a Verona per l’incendio di cassonetti

    Anche in Veneto da stamane sono in corso cortei degli studenti organizzati a Padova, Vicenza, Venezia e Treviso. Proprio a Treviso alcuni studenti del Liceo Canova che volevano unirsi al corteo sono usciti dalle finestre e hanno scavalcato i cancelli della scuola, aiutati da una parte dei manifestanti, sostenendo che l’istituto aveva chiuso a chiave le uscite per impedire loro di unirsi alla protesta. A Venezia Il corteo studentesco ha raggiunto e bloccato la sede dell’Ufficio Scolastico Regionale. A Verona di prima mattina sono stati incendiati cinque cassonetti nei pressi della scuola Giorgi causando alcuni danneggiamenti. L’episodio, per il quale la questura veronese ha già fermato dieci studenti, non sarebbe però direttamente collegato alle manifestazioni studentesche odierne, ma alla decisione del preside di annullare la ricreazione dopo che nella scuola sono avvenute delle risse. In vista della manifestazione di oggi ieri la Digos di Padova ha fermato 14 studenti minorenni, denunciandone 8 per istigazione a delinquere: stavano organizzando disordini approfittando del corteo.

  • 11:46

    Lancio di petardi e bombe carta a Roma

    Al corteo degli studenti in corso a Roma, lungo il percorso, all’altezza di via Marmorata, alcuni incappucciati hanno lanciato bombe carta e petardi fatto rotolare i cassonetti in mezzo alla strada per bloccarla.

  • 11:39

    In migliaia in corteo a Milano

    Sono alcune migliaia gli studenti che stanno percorrendo le vie del centro di Milano per il corteo “Nessuno è straniero” che unisce varie istanze del mondo studentesco: dalla contrarietà ai provvedimenti del Governo Meloni in tema di riforma scolastica al caro affitto, al ripudio del riarmo. Il lungo serpentone è partito da largo Cairoli, è appena passato per piazza della Scala per arrivare in zona Porta Romana, finora senza alcun momento di tensione.

  • 11:17

    A Roma bruciate bandiere Usa e Israele

    Una bandiera degli Stati Uniti e una di Israele sono state bruciate durante il corteo degli studenti in corso a Roma. Durante la manifestazione sono stati inoltre scanditi cori che invitano a “boicottare” lo Stato ebraico. Nel corteo, che da via Cavour punta a raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione a viale Trastevere, sono state notate decine di bandiere palestinesi.

     

  • 11:15

    A Torino bruciato carro armato di cartone. Lancio di uova contro polizia

    Un carro armato di cartone è stato bruciato in testa al corteo degli studenti a Torino. Un gesto simbolico per dire no alla guerra e alle spese belliche. Mentre dal corteo arrivavano cori di incitamento, “brucia brucia”, alcuni dei manifestanti hanno dato fuoco al modellino con alcuni fumogeni colorati. “Noi la guerra non la paghiamo”, a scandire la scena. Poco prima si è registrato un lancio di uova contro gli agenti di polizia schierati in tenuta antisommossa davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale, in corso Vittorio Emanuele II. “Non è più il momento del dialogo, siamo arrabbiati. Non ci sono i soldi per le nostre scuole ma per le loro guerre sì. Siamo stanchi, non vogliono che mettiamo in discussione la guerra che ci fanno vivere. Lo ribadiamo, noi la guerra non la paghiamo. Se questa settimana abbiamo occupato trenta scuole, la prossima settimana saranno cento. Bruciamo tutto”, è stato scandito durante la manifestazione.

  • 10:47

    Collettivo Osa: “Un successo il No Meloni day”

    “È un successo il No Meloni Day, con oltre 40 piazze nel paese e studenti e studentesse a decine di migliaia in corteo come i loro coetanei francesi. È nato un movimento studentesco di scioperi, occupazioni, piazze con rivendicazioni semplici: ritiro dl scuola, 13 miliardi all’edilizia, no riforma tecnici professionali, stop carovita. Rompere la scuola caserma per una nuova scuola pubblica!”. A dirlo è il collettivo Osa sulle proteste oggi in piazza in tutta Italia. “A Roma un corteo da decine di migliaia di ragazzi e ragazze sta sfilando ora davanti al Colosseo e si muove verso il Ministero, vogliamo essere ascoltati da Valditara in persona, il ministro non può fare lo struzzo e scappare all’infinito. I problemi delle scuole sono enormi, la situazione è drammatica, vogliamo essere ascoltati adesso”. Il prossimo passo su cui rilanciano gli studenti è lo sciopero generale del 30 ottobre, indetto dall’Usb. “Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti. Blocchiamo tutto di nuovo!”, gridano gli studenti di Osa.

  • 10:46

    Liceali a Roma: “Siamo 20mila”

    “Siamo 20mila, la scuola la scrivono i popoli”, urlano i promotori del corteo che ha riunito quest’oggi a Roma gli studenti. “Protestiamo contro Valditara e i suoi provvedimenti”, dichiarano mentre passano davanti al Colosseo. Il corteo punta a raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione a viale Trastevere. Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale: “Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti”, si legge.

  • 10:39

    A Torino imbrattate foto di politici

    Sono oltre 2.500 gli studenti che partecipano al corteo partito da piazza XVIII Dicembre, nel centro di Torino, e diretto lungo via Cernaia. Alla partenza della manifestazione sono stati posizionati a terra fogli con le immagini della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri della Difesa e dell’Istruzione, Guido Crosetto e Giuseppe Valditara, e della segretaria del Pd Elly Schlein, con i volti imbrattati di rosso. Accanto alle immagini anche la scritta “Leonardo“, anch’essa imbrattata di rosso. In testa al corteo sono presenti anche alcuni manifestanti con il volto coperto, nonostante il divieto previsto dall’ordinanza della prefettura.

     

  • 10:30

    Studenti in piazza anche a Cagliari

    Anche Cagliari scende in piazza, come in tutta Italia, per il “No Meloni Day”. Circa 600 studenti si sono radunati questa mattina in piazza Garibaldi e stanno attraversando in corteo il centro del capoluogo per raggiungere il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Lo slogan della mobilitazione è “Soldi alla scuola, non alla guerra”. Ad aprire la sfilata un’enorme bandiera dei Quattro Mori. Le proteste, convocate oggi in tutta la Penisola, si inseriscono sull’onda di quanto sta accadendo in Francia e in Spagna e puntano il dito contro il carovita, la cosiddetta “scuola caserma“, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture scolastiche. “Il governo vorrebbe farci credere che il problema delle nostre scuole siano gli studenti stranieri, ma intanto mancano i docenti e gli edifici scolastici sono fatiscenti”, affermano gli organizzatori. Una breve sosta in piazza Costituzione, dove qualcuno ha lanciato dei petardi, ma sono stati gli stessi studenti e organizzatori a prendere le distanze e a provare ad allontanare chi “vuole disturbare una manifestazione che è pacifica”. Il corteo è accompagnato da musica e slogan, tra cui “Di scuola e di lavoro non si può morire” e ancora “Se non cambierà lotta dura sarà”. Numerosi gli striscioni, tra i quali “Finanziate le scuole non le guerre” e “La scuola non si tocca, la difenderemo con la lotta”. Non mancano alcuni slogan coloriti rivolti in particolare alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

FRATELLI DI CHAT

di Giacomo Salvini 17.00€ Acquista