Cortei anche nel Varesotto: “Facciamo come in Francia”
Diversi cortei studenteschi sono previsti anche nel Varesotto. “Facciamo come in Francia“, si legge nelle locandine.

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Diversi cortei studenteschi sono previsti anche nel Varesotto. “Facciamo come in Francia“, si legge nelle locandine.

Sono tre le scuole superiori occupate al momento a Genova sulla scia delle proteste studentesche in Francia: il liceo Gobetti di Sampierdarena, l’istituto Calvino di Sestri Ponente e il liceo Lanfranconi di Voltri. L’ultima occupazione ha riguardato il liceo Lanfranconi con motivazioni analoghe a quelle delle altre scuole: “Il carovita, gli stipendi fermi dagli anni ’90, le condizioni delle scuole, la precarietà dei professori e la carenza di personale non docente – spiega il collettivo studentesco -. Un governo che taglia i fondi alle scuole e aumenta quelli alle armi e nel caso della nostra scuola non promuove la digitalizzazione. Inoltre siamo a fianco delle proteste dei lavoratori dell’ex-Ilva. Il governo vuole farci credere che i nemici siano i nostri compagni di banco: noi riteniamo che il nuovo decreto Valditara, che istituisce un tetto di legge del 30% al numero di studenti stranieri per classe, sia un’aberrazione e non risolva i problemi di noi studenti”.
Un gruppo di studenti dell’Istituto Statale Giorgi di Verona ha incendiato stamani cinque cassonetti ed un monopattino parcheggiato. Da quanto si è appreso si è trattato di un’azione di protesta in seguito ai provvedimenti punitivi decisi dalla dirigenza scolastica dopo alcuni episodi di rissa avvenuti nelle classi. Gli studenti si sono mobilitati con una chat, prima dell’inizio delle lezioni, hanno lanciato petardi e incendiato i cassonetti. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e le Volanti della Polizia di Stato. Le indagini sono affidate alla Digos della Questura di Verona.
Divieto di portare senza giustificato motivo caschi, maschere e altri oggetti che possano nascondere il volto, oltre a fumogeni e materiale esplodente. Stop anche al consumo e alla detenzione in luogo pubblico di bevande in bottiglie di vetro, lattine e altri contenitori potenzialmente pericolosi. Sono le misure disposte dal prefetto di Torino, Donato Cafagna, in vista delle manifestazioni studentesche. I divieti saranno in vigore dalle 7 alle 24 e comunque fino alla cessazione delle esigenze di sicurezza, nelle aree interessate dal passaggio dei manifestanti. L’ordinanza vieta anche l’abbandono dei contenitori al di fuori degli appositi raccoglitori. Le misure riguardano un’ampia parte del centro cittadino, delimitata da corso Vittorio Emanuele II, dai lungo Po, corso San Maurizio, corso Regina Margherita, corso Principe Eugenio, piazza Statuto, corso Inghilterra, via Cavalli e via Falcone, nei tratti indicati dalla prefettura. L’obiettivo del provvedimento, spiega la prefettura, è garantire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni e tutelare l’incolumità delle persone e i beni pubblici e privati
La Digos della questura di Padova ha eseguito stamani otto perquisizioni delegate dalla Procura per istigazione a delinquere. Infatti, alla vigilia della mobilitazione studentesca con corteo prevista per oggi, gli investigatori ritengono che si stavano pianificando azioni violente, istigando ad incendiare cassonetti, indossare passamontagna, vestirsi di nero e travisati, portare una pistola, petardi, fumogeni ed attaccare la questura e saccheggiare un negozio nel centro storico. La Digos ha svolto indagini a carattere preventivo sulla manifestazione che prevede un corteo lungo le vie del centro cittadino. È emersa la creazione di un gruppo “whatsapp” da parte di alcuni ragazzi e studenti che, nel giro di poco tempo, ha raggiunto il numero massimo di partecipanti pari a 1.025 che ha poi portato alla creazione di una “community” denominata “16/10”. All’interno delle chat, da parte di diversi partecipanti, si è manifestata l’intenzione di attuare, nel corso del corteo, azioni violente e disordini con l’invito ai partecipanti alla chat a portare petardi e fumogeni, portare accendini per incendiare cassonetti o quant’altro, indossare passamontagna fino addirittura a portare una pistola. Nel corso delle perquisizioni è stato accertato come i numeri di telefono dei cellulari usati, con le sim intestate a familiari adulti, fossero in realtà in uso ed utilizzati da minorenni, studenti di età compresa tra i 15 ed i 17 anni, con i poliziotti della Digos che hanno proceduto al sequestro degli apparecchi telefonici, ed anche al rinvenimento e sequestro di un passamontagna ed una bomboletta spray urticante. Il questore Marco Odorisio ha attivato la Divisione Polizia Anticrimine ed ha disposto misure di prevenzione personali del Dacur, Daspo, avviso orale e diffide, nei confronti di 14 ragazzi, a vario titolo partecipanti alla “community”, tra gli otto segnalati ed altri sei convocati in questura con i genitori.
Ieri a Torino un gruppo di quaranta giovani, col volto coperto da maschere di Carnevale e da passamontagna, ha fatto incursione in tre scuole: l’istituto superiore Sella, l’elementare Ricardi di Netro e l’istituto Bosso-Monti. Sono stati momenti di paura e di tensione per chi era negli istituti scolastici: all’arrivo dei carabinieri, alcuni dei componenti del gruppo hanno lanciato sassi contro i militari ferendone uno, che guarirà in dieci giorni. Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato. Altri ventisette giovani sono invece stati identificati da polizia e carabinieri: sette, alcuni dei quali con il volto coperto, cercavano di entrare con la forza in una scuola del centro. Il quarto tentativo di occupare una scuola, da parte di un centinaio di ragazzi che però non appartenevano all’istituto, è stato invece impedito dalle forze dell’ordine in un istituto della zona nordovest della città. La polizia ha poi identificato alcuni studenti, tra i 16 e i 20 anni, ritenuti promotori delle agitazioni dei giorni scorsi in un istituto superiore, il Peano, durante le quali sono stati danneggiati arredi e computer. Ma le tensioni non sono state solo tra studenti e forze di polizia. Insulti, spintoni, lancio di petardi, calci e pugni sono poi volati davanti ai cancelli dell’istituto alberghiero torinese Colombatto dove si sono fronteggiati ieri mattina studenti favorevoli e contrari all’occupazione della scuola. Tra questi ultimi erano presenti anche militanti di Azione Studentesca, organizzazione giovanile di destra.
Massima l’attenzione soprattutto a Roma, dove oltre alla mobilitazione degli studenti sono previste anche la commemorazione per l’83esimo anniversario del rastrellamento al ghetto di Roma, e lo sciopero per il clima. Pronto il dispositivo di sicurezza per garantire che si svolgano senza criticità. In mattinata, oltre alla cerimonia al Portico d’Ottavia, scenderanno in piazza gli studenti che sul web hanno annunciato concentramenti in vari punti per poi confluire in un unico corteo. Nel pomeriggio è prevista, invece, la manifestazione del Friday for future che partirà da piazzale Ostiense per poi ritornare, dopo un percorso tra le strade della zona, alla fermata Piramide. Attesi circa 500 partecipanti. Dalle 18 alle 21, invece, i cittadini di Tor Tre Teste daranno vita a una passeggiata per la sicurezza nel quartiere.
Si infiammano le scuole e sale la protesta degli studenti per il “No Meloni Day“: oggi sono convocati cortei in tutta Italia sull’onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna per protestare contro il carovita, la ‘scuola caserma‘, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture.