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Migliaia di studenti in piazza in tutta Italia per il “No Meloni day”: “Facciamo come in Francia”. Tensioni a Roma, Torino e Bologna

Manifestazioni in tutta Italia sull’onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna per protestare contro il carovita, la ‘scuola caserma‘ e il degrado delle strutture
Migliaia di studenti in piazza in tutta Italia per il “No Meloni day”: “Facciamo come in Francia”. Tensioni a Roma, Torino e Bologna
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  • 10:47

    Collettivo Osa: “Un successo il No Meloni day”

    “È un successo il No Meloni Day, con oltre 40 piazze nel paese e studenti e studentesse a decine di migliaia in corteo come i loro coetanei francesi. È nato un movimento studentesco di scioperi, occupazioni, piazze con rivendicazioni semplici: ritiro dl scuola, 13 miliardi all’edilizia, no riforma tecnici professionali, stop carovita. Rompere la scuola caserma per una nuova scuola pubblica!”. A dirlo è il collettivo Osa sulle proteste oggi in piazza in tutta Italia. “A Roma un corteo da decine di migliaia di ragazzi e ragazze sta sfilando ora davanti al Colosseo e si muove verso il Ministero, vogliamo essere ascoltati da Valditara in persona, il ministro non può fare lo struzzo e scappare all’infinito. I problemi delle scuole sono enormi, la situazione è drammatica, vogliamo essere ascoltati adesso”. Il prossimo passo su cui rilanciano gli studenti è lo sciopero generale del 30 ottobre, indetto dall’Usb. “Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti. Blocchiamo tutto di nuovo!”, gridano gli studenti di Osa.

  • 10:46

    Liceali a Roma: “Siamo 20mila”

    “Siamo 20mila, la scuola la scrivono i popoli”, urlano i promotori del corteo che ha riunito quest’oggi a Roma gli studenti. “Protestiamo contro Valditara e i suoi provvedimenti”, dichiarano mentre passano davanti al Colosseo. Il corteo punta a raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione a viale Trastevere. Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale: “Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti”, si legge.

  • 10:39

    A Torino imbrattate foto di politici

    Sono oltre 2.500 gli studenti che partecipano al corteo partito da piazza XVIII Dicembre, nel centro di Torino, e diretto lungo via Cernaia. Alla partenza della manifestazione sono stati posizionati a terra fogli con le immagini della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri della Difesa e dell’Istruzione, Guido Crosetto e Giuseppe Valditara, e della segretaria del Pd Elly Schlein, con i volti imbrattati di rosso. Accanto alle immagini anche la scritta “Leonardo“, anch’essa imbrattata di rosso. In testa al corteo sono presenti anche alcuni manifestanti con il volto coperto, nonostante il divieto previsto dall’ordinanza della prefettura.

     

  • 10:30

    Studenti in piazza anche a Cagliari

    Anche Cagliari scende in piazza, come in tutta Italia, per il “No Meloni Day”. Circa 600 studenti si sono radunati questa mattina in piazza Garibaldi e stanno attraversando in corteo il centro del capoluogo per raggiungere il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Lo slogan della mobilitazione è “Soldi alla scuola, non alla guerra”. Ad aprire la sfilata un’enorme bandiera dei Quattro Mori. Le proteste, convocate oggi in tutta la Penisola, si inseriscono sull’onda di quanto sta accadendo in Francia e in Spagna e puntano il dito contro il carovita, la cosiddetta “scuola caserma“, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture scolastiche. “Il governo vorrebbe farci credere che il problema delle nostre scuole siano gli studenti stranieri, ma intanto mancano i docenti e gli edifici scolastici sono fatiscenti”, affermano gli organizzatori. Una breve sosta in piazza Costituzione, dove qualcuno ha lanciato dei petardi, ma sono stati gli stessi studenti e organizzatori a prendere le distanze e a provare ad allontanare chi “vuole disturbare una manifestazione che è pacifica”. Il corteo è accompagnato da musica e slogan, tra cui “Di scuola e di lavoro non si può morire” e ancora “Se non cambierà lotta dura sarà”. Numerosi gli striscioni, tra i quali “Finanziate le scuole non le guerre” e “La scuola non si tocca, la difenderemo con la lotta”. Non mancano alcuni slogan coloriti rivolti in particolare alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

  • 10:27

    Studenti con volto coperto a Torino, identificati dalla polizia

    Una quindicina di giovani sono stati identificati dalla polizia nei dintorni di piazza XVIII Dicembre, a Torino, dove sono radunati centinaia di studenti per una manifestazione dopo le occupazioni degli istituti superiori dei giorni scorsi. I giovani avevano il volto coperto, in violazione dell’ordinanza della prefettura.

  • 10:26

    Le voci delle pizze: “Soldi alla scuola non alla guerra”

    “Soldi alla scuola non alla guerra“, “Guardate che ci cade in testa, non cosa abbiamo in testa” e “Meno armi, più diritti“. Sono alcuni degli slogan sugli striscioni degli studenti torinesi che si sono radunati in piazza XVIII Dicembre, a Torino, per una manifestazione dopo le occupazioni degli istituti superiori dei giorni scorsi. Sono alcune centinaia i ragazzi presenti, arrivati da diverse scuole della città. Dalla piazza si levano cori contro il governo e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Chiediamo sicurezza, ci date repressione. Governo Meloni, governo dei padroni” e “Se crollano le scuole e sei disoccupato, la colpa è del padrone e non dell’immigrato” scandiscono gli studenti. Tra gli striscioni quello del Fronte della Gioventù Comunista, che chiede maggiori investimenti nella scuola pubblica. “Vogliamo dire soldi alla scuola, non alla guerra: mentre il governo Meloni finanzia il riarmo con centinaia di miliardi di euro, la scuola pubblica è a pezzi”, dichiara Omar, studente del Majorana di Grugliasco e militante del movimento. “Il progetto del governo per occuparsi delle nostre scuole? Propongono di limitare il numero di studenti stranieri, provando a convincerci che siano loro il problema delle nostre scuole – continua Omar – intanto però mancano i docenti e gli edifici scolastici sono fatiscenti: protestiamo perché vogliamo riprenderci il nostro futuro e siamo pronti a mobilitarci insieme ai lavoratori soffocati dal carovita. Per questo il 30 ottobre come studenti parteciperemo allo sciopero generale”.
    Dalla piazza partono anche cori contro i ministri Valditara, Salvini e Bernini e il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci: “La vergogna dell’Italia siete voi”. Tra gli altri slogan sugli striscioni “No alla propaganda razzista. No alla riforma della scuola-azienda”, “Non chiediamo privilegi, pretendiamo diritti” e “Le monde est à vous”. Il percorso del corteo non è ancora noto. Secondo quanto riferito, non sarebbe stato presentato alcun preavviso.

  • 10:25

    Rete studenti: “Dopo Francia e Spagna tocca a noi”

    “Siamo stanchi di studiare in scuole che cadono a pezzi, di vedere le nostre vite utilizzate come terreno di propaganda e di assistere a politiche che non rispondono ai bisogni reali degli studenti e delle studentesse. Abbiamo bisogno di scuole sicure, di edifici scolastici dignitosi e di investimenti nell’istruzione, non di decreti che alimentano discriminazioni e divisioni. La sicurezza e la dignità di chi studia devono essere una priorità”. A dirlo è Angela Verdecchia, Coordinatrice Nazionale della Rete degli Studenti Medi, alla manifestazione di oggi di studenti e docenti in corso in diverse città italiane. Al centro della mobilitazione c’è anche il tema del caro studio e del carovita, che rendono sempre più difficile esercitare concretamente il diritto all’istruzione. Tra il costo dei libri e dei materiali didattici, le spese per i trasporti e le difficoltà economiche che attraversano tante famiglie, lamentano i ragazzi, studiare rischia di diventare un privilegio anziché un diritto garantito a tutte e tutti. “Non possiamo accettare che le condizioni economiche delle famiglie determinino le possibilità di una persona di studiare e costruirsi un futuro – prosegue Verdecchia – Chiediamo trasporti pubblici accessibili e garantiti per gli studenti, materiali didattici gratuiti e investimenti strutturali nelle nostre scuole. Mentre si continuano a destinare risorse al riarmo, il mondo dell’istruzione viene lasciato a fare i conti con strutture inadeguate e disuguaglianze sempre più profonde. Le risorse pubbliche devono rispondere ai bisogni delle persone e garantire a ogni studente e studentessa le stesse opportunità”. La Rete degli studenti sarà in piazza anche domani 17 ottobre a Roma “per far sentire la nostra voce contro le scuole che crollano, contro il carovita e per il diritto allo studio. Non siamo disposti a lasciare che siano altri a decidere del nostro presente e del nostro futuro”, conclude la coordinatrice nazionale.

  • 10:08

    Partito il corteo anche a Genova

    È partito alle 9.50 da piazza De Ferrari il corteo degli studenti promosso a Genova dal movimento Osa (Opposizione Studentesca d’Alternativa). La manifestazione si inserisce nella mobilitazione studentesca nazionale e arriva dopo le occupazioni dei giorni scorsi negli istituti Gobetti, Calvino e Lanfranconi. Al centro della protesta le condizioni degli edifici scolastici, il costo del materiale didattico e dei trasporti pubblici, oltre alla contestazione delle politiche governative sulle spese militari. La mobilitazione guarda anche allo sciopero generale in programma il prossimo 30 ottobre. Il corteo è partito da De Ferrari e attraversa via XX Settembre, via Fiume, via De Amicis, via Serra, piazza Corvetto e via Martin Piaggio, con arrivo previsto in via Grenchen, sede della Città metropolitana. Nel tardo pomeriggio, alle 17.30, è inoltre previsto un presidio di Fridays for Future in largo Eros Lanfranco, davanti alla Prefettura, per chiedere interventi istituzionali contro il cambiamento climatico.

  • 10:07

    I liceali in piazza a Roma: “Valditara stiamo arrivando”

    Centinaia di studenti liceali sono scesi in piazza questa mattina a Roma per protestare “contro il decreto scuola” e per chiedere “investimenti nell’istruzione e disinvestimenti nella guerra. Chiediamo un futuro accessibile per noi perché ne siamo costantemente derubati”. Gli studenti hanno risposto all’appuntamento lanciato dal coordinamento studentesco autonomo romano e dal collettivo Osa e hanno riempito via Cavour. Il corteo è quindi partito in direzione viale Trastevere. L’obiettivo è raggiungere il ministero dell’Istruzione dove è previsto un Flash mob. “Valditara stiamo arrivando” e “Di giorno protestiamo e di notte occupiamo” alcuni dei cori lanciati dalla piazza.

  • 10:04

    Lo sciopero del personale scolastico

    Non solo studenti. Protesta anche il personale scolastico. Sisa, il sindacato indipendente scuola e ambiente, ha proclamato per oggi uno sciopero a carattere nazionale e riguarda per 24 ore tutto il personale docente, dirigente e Ata, di ruolo e precario, delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole italiane all’estero.

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