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Studenti in piazza per il “No Meloni day”: “Soldi alla scuola, non alla guerra”. Tensioni in diverse città. La premier commenta solo le violenze: “Le opposizioni le condannino”

Manifestazioni in tutta Italia sull’onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna per protestare contro il carovita, la ‘scuola caserma‘ e il degrado delle strutture
Studenti in piazza per il “No Meloni day”: “Soldi alla scuola, non alla guerra”. Tensioni in diverse città. La premier commenta solo le violenze: “Le opposizioni le condannino”
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  • 10:25

    Rete studenti: “Dopo Francia e Spagna tocca a noi”

    “Siamo stanchi di studiare in scuole che cadono a pezzi, di vedere le nostre vite utilizzate come terreno di propaganda e di assistere a politiche che non rispondono ai bisogni reali degli studenti e delle studentesse. Abbiamo bisogno di scuole sicure, di edifici scolastici dignitosi e di investimenti nell’istruzione, non di decreti che alimentano discriminazioni e divisioni. La sicurezza e la dignità di chi studia devono essere una priorità”. A dirlo è Angela Verdecchia, Coordinatrice Nazionale della Rete degli Studenti Medi, alla manifestazione di oggi di studenti e docenti in corso in diverse città italiane. Al centro della mobilitazione c’è anche il tema del caro studio e del carovita, che rendono sempre più difficile esercitare concretamente il diritto all’istruzione. Tra il costo dei libri e dei materiali didattici, le spese per i trasporti e le difficoltà economiche che attraversano tante famiglie, lamentano i ragazzi, studiare rischia di diventare un privilegio anziché un diritto garantito a tutte e tutti. “Non possiamo accettare che le condizioni economiche delle famiglie determinino le possibilità di una persona di studiare e costruirsi un futuro – prosegue Verdecchia – Chiediamo trasporti pubblici accessibili e garantiti per gli studenti, materiali didattici gratuiti e investimenti strutturali nelle nostre scuole. Mentre si continuano a destinare risorse al riarmo, il mondo dell’istruzione viene lasciato a fare i conti con strutture inadeguate e disuguaglianze sempre più profonde. Le risorse pubbliche devono rispondere ai bisogni delle persone e garantire a ogni studente e studentessa le stesse opportunità”. La Rete degli studenti sarà in piazza anche domani 17 ottobre a Roma “per far sentire la nostra voce contro le scuole che crollano, contro il carovita e per il diritto allo studio. Non siamo disposti a lasciare che siano altri a decidere del nostro presente e del nostro futuro”, conclude la coordinatrice nazionale.

  • 10:08

    Partito il corteo anche a Genova

    È partito alle 9.50 da piazza De Ferrari il corteo degli studenti promosso a Genova dal movimento Osa (Opposizione Studentesca d’Alternativa). La manifestazione si inserisce nella mobilitazione studentesca nazionale e arriva dopo le occupazioni dei giorni scorsi negli istituti Gobetti, Calvino e Lanfranconi. Al centro della protesta le condizioni degli edifici scolastici, il costo del materiale didattico e dei trasporti pubblici, oltre alla contestazione delle politiche governative sulle spese militari. La mobilitazione guarda anche allo sciopero generale in programma il prossimo 30 ottobre. Il corteo è partito da De Ferrari e attraversa via XX Settembre, via Fiume, via De Amicis, via Serra, piazza Corvetto e via Martin Piaggio, con arrivo previsto in via Grenchen, sede della Città metropolitana. Nel tardo pomeriggio, alle 17.30, è inoltre previsto un presidio di Fridays for Future in largo Eros Lanfranco, davanti alla Prefettura, per chiedere interventi istituzionali contro il cambiamento climatico.

  • 10:07

    I liceali in piazza a Roma: “Valditara stiamo arrivando”

    Centinaia di studenti liceali sono scesi in piazza questa mattina a Roma per protestare “contro il decreto scuola” e per chiedere “investimenti nell’istruzione e disinvestimenti nella guerra. Chiediamo un futuro accessibile per noi perché ne siamo costantemente derubati”. Gli studenti hanno risposto all’appuntamento lanciato dal coordinamento studentesco autonomo romano e dal collettivo Osa e hanno riempito via Cavour. Il corteo è quindi partito in direzione viale Trastevere. L’obiettivo è raggiungere il ministero dell’Istruzione dove è previsto un Flash mob. “Valditara stiamo arrivando” e “Di giorno protestiamo e di notte occupiamo” alcuni dei cori lanciati dalla piazza.

  • 10:04

    Lo sciopero del personale scolastico

    Non solo studenti. Protesta anche il personale scolastico. Sisa, il sindacato indipendente scuola e ambiente, ha proclamato per oggi uno sciopero a carattere nazionale e riguarda per 24 ore tutto il personale docente, dirigente e Ata, di ruolo e precario, delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole italiane all’estero.

  • 10:01

    A Torino partito lo spezzone degli studenti universitari

    Aperto dallo striscione “per il diritto allo studio, per il futuro, per tutto. Noi la guerra non la paghiamo” e portando in marcia una tenda, simbolo delle proteste contro il caro affitti, è partito da Palazzo Nuovo a Torino lo spezzone universitari del corteo studentesco. Al grido “noi la guerra non la paghiamo” e “ci servono più aule non più bombe” gli studenti e studentesse dicono “no al definanziamento dell’università”, rivendicano il diritto allo studio e richiamano la proteste francesi. “Se non cambierà come in Francia pure qua”, urlano.

  • 09:59

    A Roma concentramento alla fermata Cavour della metro

    Studenti dei licei in corteo questa mattina nel centro di Roma in occasione della giornata di sciopero studentesco. Alla manifestazione partecipano ragazzi di diversi istituti della Capitale, con striscioni e bandiere palestinesi. La manifestazione si svolge nella giornata in cui l’organizzazione Osa (Opposizione studentesca d’alternativa) ha annunciato una mobilitazione studentesca contro le politiche del governo sulla scuola, con concentramento previsto alla fermata Cavour della metropolitana.

  • 09:58

    A Torino gli studenti stanno raggiungendo il centro

    Dopo giorni di occupazioni degli istituti superiori, accompagnate da tensioni e danneggiamenti, la protesta degli studenti a Torino si sposta nelle strade. Stanno raggiungendo piazza XVIII Dicembre, nel centro del capoluogo piemontese, con piccoli cortei partiti dalle diverse scuole in stato di agitazione. Davanti al liceo Gioberti è comparso uno striscione con la scritta “Soldi alla scuola no alla guerra. Scuole in rivolta per un futuro nuovo”. La manifestazione arriva dopo giorni di tensioni nelle scuole torinesi. Polizia e carabinieri hanno identificato complessivamente una trentina di giovani, tra i 16 e i 20 anni, nel corso degli interventi legati alle occupazioni e ai danneggiamenti. Ieri un diciassettenne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato. Durante gli interventi un carabiniere è rimasto ferito dal lancio di una pietra.

  • 09:56

    Partiti i cortei in Veneto

    Alcuni cortei studenteschi sono partiti stamani in tre città del Veneto, nella giornata di protesta contro le politiche del governo sulla scuola e in solidarietà con le mobilitazioni francesi. Le manifestazioni si svolgono a Padova – dove ieri la Questura aveva disposto alcune misure di prevenzione nei confronti di minorenni che istigavano alla violenza – a Mestre (Venezia) e a Treviso. Nel pomeriggio è annunciata una manifestazione della Rete Studenti Medi a Belluno.

  • 09:48

    Cortei anche nel Varesotto: “Facciamo come in Francia”

    Diversi cortei studenteschi sono previsti anche nel Varesotto. “Facciamo come in Francia“, si legge nelle locandine.

  • 09:44

    Tre scuole occupate a Genova

    Sono tre le scuole superiori occupate al momento a Genova sulla scia delle proteste studentesche in Francia: il liceo Gobetti di Sampierdarena, l’istituto Calvino di Sestri Ponente e il liceo Lanfranconi di Voltri. L’ultima occupazione ha riguardato il liceo Lanfranconi con motivazioni analoghe a quelle delle altre scuole: “Il carovita, gli stipendi fermi dagli anni ’90, le condizioni delle scuole, la precarietà dei professori e la carenza di personale non docente – spiega il collettivo studentesco -. Un governo che taglia i fondi alle scuole e aumenta quelli alle armi e nel caso della nostra scuola non promuove la digitalizzazione. Inoltre siamo a fianco delle proteste dei lavoratori dell’ex-Ilva. Il governo vuole farci credere che i nemici siano i nostri compagni di banco: noi riteniamo che il nuovo decreto Valditara, che istituisce un tetto di legge del 30% al numero di studenti stranieri per classe, sia un’aberrazione e non risolva i problemi di noi studenti”.

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