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Studenti in piazza per il “No Meloni day”: “Soldi alla scuola, non alla guerra”. Tensioni in diverse città. La premier commenta solo le violenze: “Le opposizioni le condannino”

Manifestazioni in tutta Italia sull’onda di quanto sta avvenendo in Francia e in Spagna per protestare contro il carovita, la ‘scuola caserma‘ e il degrado delle strutture
Studenti in piazza per il “No Meloni day”: “Soldi alla scuola, non alla guerra”. Tensioni in diverse città. La premier commenta solo le violenze: “Le opposizioni le condannino”
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  • 11:46

    Lancio di petardi e bombe carta a Roma

    Al corteo degli studenti in corso a Roma, lungo il percorso, all’altezza di via Marmorata, alcuni incappucciati hanno lanciato bombe carta e petardi fatto rotolare i cassonetti in mezzo alla strada per bloccarla.

  • 11:39

    In migliaia in corteo a Milano

    Sono alcune migliaia gli studenti che stanno percorrendo le vie del centro di Milano per il corteo “Nessuno è straniero” che unisce varie istanze del mondo studentesco: dalla contrarietà ai provvedimenti del Governo Meloni in tema di riforma scolastica al caro affitto, al ripudio del riarmo. Il lungo serpentone è partito da largo Cairoli, è appena passato per piazza della Scala per arrivare in zona Porta Romana, finora senza alcun momento di tensione.

  • 11:17

    A Roma bruciate bandiere Usa e Israele

    Una bandiera degli Stati Uniti e una di Israele sono state bruciate durante il corteo degli studenti in corso a Roma. Durante la manifestazione sono stati inoltre scanditi cori che invitano a “boicottare” lo Stato ebraico. Nel corteo, che da via Cavour punta a raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione a viale Trastevere, sono state notate decine di bandiere palestinesi.

     

  • 11:15

    A Torino bruciato carro armato di cartone. Lancio di uova contro polizia

    Un carro armato di cartone è stato bruciato in testa al corteo degli studenti a Torino. Un gesto simbolico per dire no alla guerra e alle spese belliche. Mentre dal corteo arrivavano cori di incitamento, “brucia brucia”, alcuni dei manifestanti hanno dato fuoco al modellino con alcuni fumogeni colorati. “Noi la guerra non la paghiamo”, a scandire la scena. Poco prima si è registrato un lancio di uova contro gli agenti di polizia schierati in tenuta antisommossa davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale, in corso Vittorio Emanuele II. “Non è più il momento del dialogo, siamo arrabbiati. Non ci sono i soldi per le nostre scuole ma per le loro guerre sì. Siamo stanchi, non vogliono che mettiamo in discussione la guerra che ci fanno vivere. Lo ribadiamo, noi la guerra non la paghiamo. Se questa settimana abbiamo occupato trenta scuole, la prossima settimana saranno cento. Bruciamo tutto”, è stato scandito durante la manifestazione.

  • 10:47

    Collettivo Osa: “Un successo il No Meloni day”

    “È un successo il No Meloni Day, con oltre 40 piazze nel paese e studenti e studentesse a decine di migliaia in corteo come i loro coetanei francesi. È nato un movimento studentesco di scioperi, occupazioni, piazze con rivendicazioni semplici: ritiro dl scuola, 13 miliardi all’edilizia, no riforma tecnici professionali, stop carovita. Rompere la scuola caserma per una nuova scuola pubblica!”. A dirlo è il collettivo Osa sulle proteste oggi in piazza in tutta Italia. “A Roma un corteo da decine di migliaia di ragazzi e ragazze sta sfilando ora davanti al Colosseo e si muove verso il Ministero, vogliamo essere ascoltati da Valditara in persona, il ministro non può fare lo struzzo e scappare all’infinito. I problemi delle scuole sono enormi, la situazione è drammatica, vogliamo essere ascoltati adesso”. Il prossimo passo su cui rilanciano gli studenti è lo sciopero generale del 30 ottobre, indetto dall’Usb. “Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti. Blocchiamo tutto di nuovo!”, gridano gli studenti di Osa.

  • 10:46

    Liceali a Roma: “Siamo 20mila”

    “Siamo 20mila, la scuola la scrivono i popoli”, urlano i promotori del corteo che ha riunito quest’oggi a Roma gli studenti. “Protestiamo contro Valditara e i suoi provvedimenti”, dichiarano mentre passano davanti al Colosseo. Il corteo punta a raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione a viale Trastevere. Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale: “Dai porti alle scuole, studenti e lavoratori uniti”, si legge.

  • 10:39

    A Torino imbrattate foto di politici

    Sono oltre 2.500 gli studenti che partecipano al corteo partito da piazza XVIII Dicembre, nel centro di Torino, e diretto lungo via Cernaia. Alla partenza della manifestazione sono stati posizionati a terra fogli con le immagini della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri della Difesa e dell’Istruzione, Guido Crosetto e Giuseppe Valditara, e della segretaria del Pd Elly Schlein, con i volti imbrattati di rosso. Accanto alle immagini anche la scritta “Leonardo“, anch’essa imbrattata di rosso. In testa al corteo sono presenti anche alcuni manifestanti con il volto coperto, nonostante il divieto previsto dall’ordinanza della prefettura.

     

  • 10:30

    Studenti in piazza anche a Cagliari

    Anche Cagliari scende in piazza, come in tutta Italia, per il “No Meloni Day”. Circa 600 studenti si sono radunati questa mattina in piazza Garibaldi e stanno attraversando in corteo il centro del capoluogo per raggiungere il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma. Lo slogan della mobilitazione è “Soldi alla scuola, non alla guerra”. Ad aprire la sfilata un’enorme bandiera dei Quattro Mori. Le proteste, convocate oggi in tutta la Penisola, si inseriscono sull’onda di quanto sta accadendo in Francia e in Spagna e puntano il dito contro il carovita, la cosiddetta “scuola caserma“, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture scolastiche. “Il governo vorrebbe farci credere che il problema delle nostre scuole siano gli studenti stranieri, ma intanto mancano i docenti e gli edifici scolastici sono fatiscenti”, affermano gli organizzatori. Una breve sosta in piazza Costituzione, dove qualcuno ha lanciato dei petardi, ma sono stati gli stessi studenti e organizzatori a prendere le distanze e a provare ad allontanare chi “vuole disturbare una manifestazione che è pacifica”. Il corteo è accompagnato da musica e slogan, tra cui “Di scuola e di lavoro non si può morire” e ancora “Se non cambierà lotta dura sarà”. Numerosi gli striscioni, tra i quali “Finanziate le scuole non le guerre” e “La scuola non si tocca, la difenderemo con la lotta”. Non mancano alcuni slogan coloriti rivolti in particolare alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

  • 10:27

    Studenti con volto coperto a Torino, identificati dalla polizia

    Una quindicina di giovani sono stati identificati dalla polizia nei dintorni di piazza XVIII Dicembre, a Torino, dove sono radunati centinaia di studenti per una manifestazione dopo le occupazioni degli istituti superiori dei giorni scorsi. I giovani avevano il volto coperto, in violazione dell’ordinanza della prefettura.

  • 10:26

    Le voci delle pizze: “Soldi alla scuola non alla guerra”

    “Soldi alla scuola non alla guerra“, “Guardate che ci cade in testa, non cosa abbiamo in testa” e “Meno armi, più diritti“. Sono alcuni degli slogan sugli striscioni degli studenti torinesi che si sono radunati in piazza XVIII Dicembre, a Torino, per una manifestazione dopo le occupazioni degli istituti superiori dei giorni scorsi. Sono alcune centinaia i ragazzi presenti, arrivati da diverse scuole della città. Dalla piazza si levano cori contro il governo e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Chiediamo sicurezza, ci date repressione. Governo Meloni, governo dei padroni” e “Se crollano le scuole e sei disoccupato, la colpa è del padrone e non dell’immigrato” scandiscono gli studenti. Tra gli striscioni quello del Fronte della Gioventù Comunista, che chiede maggiori investimenti nella scuola pubblica. “Vogliamo dire soldi alla scuola, non alla guerra: mentre il governo Meloni finanzia il riarmo con centinaia di miliardi di euro, la scuola pubblica è a pezzi”, dichiara Omar, studente del Majorana di Grugliasco e militante del movimento. “Il progetto del governo per occuparsi delle nostre scuole? Propongono di limitare il numero di studenti stranieri, provando a convincerci che siano loro il problema delle nostre scuole – continua Omar – intanto però mancano i docenti e gli edifici scolastici sono fatiscenti: protestiamo perché vogliamo riprenderci il nostro futuro e siamo pronti a mobilitarci insieme ai lavoratori soffocati dal carovita. Per questo il 30 ottobre come studenti parteciperemo allo sciopero generale”.
    Dalla piazza partono anche cori contro i ministri Valditara, Salvini e Bernini e il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci: “La vergogna dell’Italia siete voi”. Tra gli altri slogan sugli striscioni “No alla propaganda razzista. No alla riforma della scuola-azienda”, “Non chiediamo privilegi, pretendiamo diritti” e “Le monde est à vous”. Il percorso del corteo non è ancora noto. Secondo quanto riferito, non sarebbe stato presentato alcun preavviso.

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