Televisione

“The Pitt somiglia troppo a E.R. – Medici in prima linea”: il tribunale d’appello dà il via libera alla causa della vedova Crichton che detiene i diritti della serie cult del 1994

Stesso protagonista, stessa corsia d’ospedale: la corte californiana dà ragione alla vedova dello scrittore di "E.R." e boccia il tentativo di archiviare la causa

di Andrea Conti
“The Pitt somiglia troppo a E.R. – Medici in prima linea”: il tribunale d’appello dà il via libera alla causa della vedova Crichton che detiene i diritti della serie cult del 1994

Per la serie del momento arriva una brutta notizia in aula. Una corte d’appello californiana ha stabilito che “The Pitt“, il medical drama vincitore dell’Emmy con Noah Wyle, è abbastanza simile a “E.R. – Medici in prima linea”, nato nel 1994, da permettere a Sherri Crichton, vedova dello scrittore Michael Crichton, di portare avanti la causa contro Warner Bros. La decisione risale a oggi, 5 novembre, ed è stata ripresa dal Guardian e Variety.

I giudici d’appello hanno confermato la linea già adottata in primo grado. Nel testo del provvedimento parlano di “chiare e numerose somiglianze” tra le due serie e ne elencano gli elementi comuni: l’ambientazione nel pronto soccorso, il ritmo serrato, il gergo medico, la rappresentazione cruda delle ferite e la figura del giovane medico inesperto, fresco di università.

Per la corte sono dettagli sufficienti a sostenere, almeno a prima vista, l’impianto dell’accusa.

Al centro della vicenda c’è un accordo del 1994 tra Crichton e Warner Bros. Television, che contiene la cosiddetta clausola dei “diritti congelati”. La famiglia sostiene che “The Pitt” sia un’opera derivata da “E.R.” e che quindi sia stata violata quella clausola. Secondo i giudici, le prove portate dalla parte attrice reggono questa tesi.

La causa era stata presentata nell’agosto 2024. Secondo la ricostruzione di Variety, il produttore John Wells, storico showrunner di “E.R.,” avrebbe cercato fin dal 2020 di far rinascere la serie per la piattaforma Max. Nel 2022 avrebbe telefonato a Sherri Crichton per un avviso di “cortesia”. Le trattative sarebbero poi saltate nel 2023 e, secondo l’accusa, lo studio avrebbe tirato dritto con un progetto che “sarebbe E.R. in tutto fuorché nel titolo”.

Nel febbraio 2025 la giudice Wendy Chang aveva respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla difesa con la norma californiana anti-SLAPP, quella che tutela la libertà di espressione dalle cause pretestuose. Aveva ritenuto che esistessero prove di un caso almeno a prima vista fondato. Warner Bros. aveva fatto ricorso e, secondo il Guardian, il processo con giuria dovrebbe ora svolgersi nel 2027.

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