Il Pacifico doveva essere il traguardo. Per Carly Miller, invece, è rimasto una traversata mai fatta, il rimpianto che si porta dietro dal giorno in cui ha deciso di rimettere i piedi sulla terraferma. Lo riporta Business Insider.
Nel 2024 Muller e il compagno Guy rientrano nell’appartamento dell’East Village a New York dopo un mese trascorsa a Londra. La valigia è ancora da svuotare quando le viene l’idea: “Dovremmo vivere su una barca“.
Detta così sembra una battuta. Per la coppia no. Guy è un velista da sempre, con il sogno di avere una barca tutta sua. Lei vede nell’idea un’avventura da vivere insieme. Entrambi lavorano da remoto a tempo pieno e la startup di lui, avviata con discreto successo, rende il progetto finanziariamente possibile.
Un mese dopo, i due si trasferiscono su un cutter di 38 piedi, in compagnia del cane. L’idea era risparmiare, vedere posti straordinari, vivere in libertà a contatto con la natura. L’obiettivo di lungo periodo: attraversare il Pacifico.
Poi però arriva la fattura in mano. Lasciato alle spalle l’affitto newyorkese, la coppia scopre che le spese non scompaiono. L’elenco dei guasti si allunga in fretta. Prima l’alternatore, circa mille dollari. Poi un guasto all’impianto idraulico che mette fuori uso il bagno: due mesi di tentativi in proprio prima di arrendersi e chiamare un tecnico. Quando si rompe il pilota automatico, la sostituzione, intorno ai tremila dollari, è fuori budget.
Ne deriva un problema pratico: durante la navigazione uno dei due deve restare sempre al timone, il che rende complicato conciliare lavoro e spostamenti. A pesare sul bilancio anche carburante e posti barca nei marina, che possono superare i cento dollari a notte.
Non erano gli spazi ridotti né il poco spazio per gli oggetti a metterla in difficoltà. “A logorarmi – spiega – era la fatica infinita e il costo di far funzionare quello spazio”.