L'attesa nel porto, la guardia costiera e le "zero motivazioni" - 2/4
Il campanello d’allarme è suonato subito. L’1 novembre, giorno previsto per la partenza, la coppia si trovava già a bordo: “Hanno fatto un annuncio alle 18, un’oretta dopo l’orario in cui saremmo dovuti salpare. Ci hanno detto che non saremmo partiti subito ma di restare tranquilli”, raccontano a Fanpage. “Inizialmente era stato presentato come un ritardo temporaneo. Prima di cena, invece, ci hanno detto che la guardia costiera americana stava facendo un’ispezione a bordo”.
Il blocco è proseguito il 2 novembre, tra messaggi rassicuranti e comunicazioni fumose: “Ci hanno continuato a dire anche che potevamo stare tranquilli. Nel pomeriggio poi ci hanno detto che la nostra sicurezza era la priorità”. Durante questi giorni di prigionia dorata, ai passeggeri era concesso scendere brevemente a terra con l’illusione di un’imminente partenza: “Avevano messo a disposizione una navetta gratuita per il Bayside, però alle 17 si doveva tornare sulla nave, quindi non si aveva neppure il tempo di visitare nulla. Era come se facessero credere che alle 17 si partisse”.
L’epilogo è arrivato la mattina del 3 novembre: “Hanno annunciato a malincuore che la crociera era stata annullata ma non hanno mai specificato il motivo, né tantomeno se l’indagine fosse stata conclusa”. Ancora oggi regna il mistero. “Zero motivazioni, non si sanno”, accusano i neo-sposi. “Ci sono delle voci di corridoio, dicono la nave ha avuto problemi, che non era a norma, però nulla detto da loro, quindi magari sono anche cose non vere”.