"Grazie alla magia della narrativa, offro a questi padri una seconda possibilità" - 2/3
Di fronte a un dolore così grande, spiega Vianello, “una persona può chiudersi, convincersi di aver perso tutto. Ci si tormenta pensando che un gesto diverso avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. Grazie alla magia della narrativa, offro a questi padri una seconda possibilità: ascoltare ancora i figli e provare a dire ciò che è rimasto in sospeso”. Poi una domanda centrale, soprattutto di questi tempi: come si può comprendere il disagio di un adolescente? “È un terreno faticoso: spesso dobbiamo interpretare risposte telegrafiche, comportamenti che non ci aiutano a capire cosa stia succedendo nella testa dei nostri figli. Presi dal lavoro e dalle ambizioni, rischiamo di perderci il passaggio dall’infanzia all’adolescenza”. Il passaggio a una società che, secondo Vianello, non ascolta abbastanza i giovani, non parla di loro e non li rappresenta è immediato: “È un tema urgente, che dovrebbe essere al centro anche della politica. La mia generazione aveva la sensazione di poter avere possibilità migliori rispetto a quelle dei propri genitori. Oggi, invece, i ragazzi crescono in un mondo segnato da guerre, crisi climatica e precarietà. Hanno attraversato anche la pandemia, che ha aggiunto un’altra frattura alle loro esperienze”.