Televisione

Una boccata d’aria dalla tv, in tv: Massimo Bernardini torna con Scena Aperta, tra musica, teatro e cinema. Dove e quando vederlo

Sei puntate dedicate al mondo dello spettacolo dal vivo, tra grandi interpreti, incontri ed esibizioni nell'Auditorium Rai di Milano. Si parte giovedì 5 novembre alle 21.20 su Rai 5, con una serata dedicata all'Otello di Shakespeare e Verdi, in attesa della Prima della Scala del 7 dicembr

di Claudia Rossi
Una boccata d’aria dalla tv, in tv: Massimo Bernardini torna con Scena Aperta, tra musica, teatro e cinema. Dove e quando vederlo

Un programma che nasce da un’attitudine (invidiabile, possiamo dirlo) di Massimo Bernardini: “È nata almeno 15 anni fa, perché fare TvTalk per molti anni vuol dire macinare tonnellate di televisione e avevo bisogno di un antidoto che era andare, di sera, ai concerti o nei teatri”. Una boccata d’aria dalla tv, in tv. Un paradosso? Lo dice lo stesso conduttore: “In questi due anni di pausa dal video questa mia attitudine è centuplicata, ho girato i teatri di tutta Italia e poi, essendo malato di televisione, ho pensato ‘se ne potrebbe fare un programma’…”. Nasce così Scena Aperta, il nuovo impegno televisivo di Massimo Bernardini, insieme a Filippo Arriva e Sebastiano Pucciarelli, con Giulia Sodi alla regia. “Non sono chiacchiere autoreferenziali, non c’è gente che si parla addosso, noi vogliamo parlare al pubblico e speriamo di trovarlo, questo pubblico”, scherza Bernardini.

L’obiettivo è ambizioso, ma dimostra che c’è ancora chi ha idee e voglia di rischiare, in un contesto televisivo sempre più affezionato all”usato sicuro’. “Televisione come terapia antitelevisione”, la definisce Bernardini. E per capire che cosa intenda basta scorrere i temi delle sei puntate, in onda a partire da giovedì 5 novembre alle 21.20 su Rai 5, con repliche su Rai 3 dopo Linea Notte (“Chissà a che ora è”, scherza il conduttore). Dalla musica che nasce per il teatro e per il cinema, e quindi dal fantastico mondo delle colonne sonore, al rapporto non sempre quieto tra attori e registi o tra cantanti e direttori d’orchestra; dalle donne che guidano sempre più istituzioni culturali al ritorno del diletto, inteso come piacere di fare arte anche al di fuori delle logiche del professionismo. Temi affrontati con tanti ospiti, tra i quali Eleonora Buratto, Massimo Popolizio, Damiano Michieletto, Paola Turci, Elio De Capitani, Roberto Frontali, Speranza Scappucci, Maurizio Fabrizio, Cecilia Gasdia, Lella Costa, Peppe Barra, Tullio Solenghi, Silvia Colasanti, André Ruth Shammah, Andrea Battistoni, Tindaro Granata, Marina Rocco, Raffaele Pe e Saturnino.

E la chicca, perché è una vera chicca, saranno le esibizioni dal vivo nell’Auditorium A della Rai di Milano, progettato da Gio Ponti e Nino Bertola per la radio nel 1939. Un luogo che conserva l’incanto di un’epoca in cui l’architettura degli spazi radiofonici doveva rispondere prima di tutto alle esigenze dell’ascolto. E che, infatti, a Bernardini fa venire in mente un aneddoto: “Stavamo lavorando in post produzione e, a un certo punto, ho detto alla regista Giulia Sodi ‘Però hai truccato un po’ dal punto di vista acustico’ e invece non era così. Questo auditorium ha un riverbero naturale clamoroso sia per la voce che per gli strumenti”. Insomma, un’acustica strepitosa in una televisione spesso rumorosa e quasi mai intonata.

La prima puntata, giovedì 5 novembre, sarà dedicata all’Otello, in vista dell’inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala di Milano, il prossimo 7 dicembre, con l’opera di Giuseppe Verdi. Una scelta che ha anche un significato storico: esattamente cinquant’anni fa, il 7 dicembre 1976, fu proprio l’Otello diretto da Carlos Kleiber, con la regia di Franco Zeffirelli, a segnare la prima trasmissione integrale e a colori della Prima scaligera. Mezzo secolo dopo, lo stesso titolo torna a inaugurare la stagione, questa volta con la direzione musicale di Myung-Whun Chung e la regia di Damiano Michieletto. Al centro della puntata, il confronto tra due allestimenti dell’Otello: quello teatrale di Shakespeare, in scena dal 4 novembre al Teatro Argentina di Roma, e quello lirico di Verdi, che aprirà la stagione della Scala. Un dialogo tra parola e musica che attraversa quattro secoli e racconta una tragedia ancora capace di interrogare il presente, tra gelosia, potere, manipolazione e pregiudizio. Interverranno gli attori Luca Lazzareschi e Mersila Sokoli, interpreti di Jago e Desdemona nella produzione romana, insieme al regista Luca De Fusco. Per l’allestimento scaligero saranno presenti il sovrintendente Fortunato Ortombina, il regista Damiano Michieletto e i cantanti Eleonora Buratto e Roberto Frontali, che eseguiranno due celebri arie dell’opera. Ad aprire e chiudere la puntata sarà Elio De Capitani, con due letture tratte dall’Otello di Shakespeare. Due linguaggi, un’unica tragedia e una televisione che prova a fare qualcosa che dovrebbe appartenerle per vocazione: portare la cultura fuori dai suoi luoghi abituali, senza impoverirla e senza rinunciare al piacere del racconto.

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