"Il segreto di un matrimonio tra piloti? Parlarsi molto" - 3/3
Tra i piloti è diffusa l’idea che questo lavoro metta a dura prova i matrimoni. Entrambi hanno sentito in cabina storie di promesse infrante, problemi economici e divorzi, e hanno deciso di non diventare “una di quelle statistiche”. Il metodo è comunicare più del necessario, anche parlando di turni e piani di volo nei bar degli aeroporti. A tenerli uniti anche le passioni comuni: sci d’inverno, escursioni d’estate e viaggi. “Avere valori, interessi e hobby in comune è fondamentale”, dice Jenn.
Il grande vantaggio del lavoro è il viaggio gratuito in standby: si paga solo una piccola quota di prenotazione e le tasse. Poiché i posti non sono garantiti, serve sempre un piano A, B e C.
Così in primavera hanno trascorso dodici giorni alle Isole Fær Øer, in camper e a piedi. In estate sono stati in Italia, tra il Sud e le Dolomiti. Poi la luna di miele rimandata in Tanzania, con la salita al Kilimangiaro lungo la via Machame: sette giorni di cammino con altri nove escursionisti e uno staff di guide, portatori e cuochi.
La notte della vetta è stata durissima: otto ore di salita ripida e polverosa a circa -10 °C, con il respiro sempre più corto. «È la cosa più difficile che abbiamo mai fatto», raccontano, ma sono arrivati in cima proprio il giorno dell’anniversario.
Il safari, in origine, era previsto per i 25 anni di matrimonio. “Perché aspettare?”, ha fatto notare Jenn: imprese così si affrontano meglio al massimo della forma fisica. Un giorno sperano di avere una famiglia e sanno che lo stile di vita dovrà cambiare. Fino ad allora, restano loro due, i gatti e una lunga lista di posti da visitare.