Il mondo FQ

Il dramma e le lacrime di Owono: il suo intervento ha ucciso De Miguel. Perché ora il portiere dell’Andorra rischia il carcere

Secondo quanto previsto dall'articolo 142 del Codice penale spagnolo, il numero uno - che nel post gara è scoppiato a piangere - potrebbe essere chiamato a rispondere di omicidio colposo se venisse accertata l'"imprudenza grave"
Il dramma e le lacrime di Owono: il suo intervento ha ucciso De Miguel. Perché ora il portiere dell’Andorra rischia il carcere
Icona dei commenti Commenti

Fino a quattro anni di carcere: è quanto rischia Jesús Owono, portiere dell’Andorra il cui intervento scomposto ha causato la morte di Jesús de Miguel durante Tenerife-Andorra, in Segunda Division. Secondo quanto previsto dall’articolo 142 del Codice penale spagnolo, il portiere dell’Andorra – che nel post gara come raccontano in Spagna è scoppiato in lacrime e voleva da subito scusarsi con la famiglia del calciatore morto – potrebbe essere chiamato a rispondere di omicidio colposo qualora venisse dimostrato che il suo intervento è stato caratterizzato da “un’imprudenza grave” e ha causato direttamente il decesso dell’attaccante del Tenerife. Intanto in Spagna montano anche le polemiche sull’intervento: c’è chi lo accusa di averlo fatto di proposito – ma dalle immagini non sembra minimamente esserci volontarietà – e chi all’uscita dal campo l’ha insultato chiamandolo “assassino” e “criminale”.

La norma in questo caso stabilisce una pena da uno a quattro anni di reclusione. Se invece venisse riconosciuta “un’imprudenza meno grave“, la sanzione prevista sarebbe una multa. La responsabilità del portiere non è comunque automatica: sarà necessario accertare che il contrasto abbia superato i limiti dei normali rischi legati a una partita di calcio e che sussistano gli estremi di un reato. Il fatto che l’incidente sia avvenuto in una partita di calcio, comunque, non esclude la possibilità che il calciatore sia perseguito penalmente.

C’è già un precedente simile, proprio in Spagna: il fatto risale all’aprile 2025, che aveva confermato una condanna a sei anni di carcere nei confronti di un calciatore responsabile di un’aggressione volontaria ai danni di un avversario durante una partita. Il giocatore aveva colpito l’altro atleta con un calcio alla schiena, provocandogli lesioni permanenti e costringendolo sulla sedia a rotelle. Una vicenda diversa da quella di Owono, poiché in quel caso era stata accertata la volontà di aggredire e non si trattava di un normale contrasto di gioco. Il precedente dimostra comunque che anche un episodio avvenuto su un campo da calcio può avere conseguenze penali, quando la condotta supera i limiti dell’attività sportiva. Questo, però, sarà tutto da accertare.

Tornando però all’eventuale responsabilità penale, andranno accertate varie cose e verranno analizzate tanti dettagli L’arbitro Manuel Ángel Pérez Hernández ha espulso il portiere nell’occasione e sul referto ha scritto che Owono ha colpito l’avversario “con forza eccessiva mentre il pallone era in gioco“. Un intervento pericoloso, anche se meritevole di espulsione, non costituisce necessariamente un reato. La responsabilità disciplinare e quella penale sono distinte. Affinché ci sia anche la responsabilità per omicidio colposo, è necessario dimostrarlo. Come? Analizzando referti, video, immagini di ogni genere, dinamica.

Questo il testo esatto dell’articolo 142 del Codice penale spagnolo: “1. Chiunque, per grave negligenza, causi la morte di un’altra persona, sarà punito, come colpevole di omicidio colposo, con la reclusione da uno a quattro anni. Se l’omicidio è stato commesso per negligenza professionale, verrà inoltre inflitta la pena dell’interdizione speciale dall’esercizio della professione, del mestiere o della carica per un periodo da tre a sei anni. 2. Chiunque, per colpa meno grave, causi la morte di un’altra persona, sarà punito con una multa da tre a diciotto mesi”. Intanto Owono riceverà una lunga squalifica. Secondo l’articolo 102, c’è una squalifica da quattro a dodici partite “per i calciatori che si rendono protagonisti di atti di violenza nei confronti di un avversario durante una partita, causando lesioni gravi o danni fisici”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione