Studiare, lavorare, comprarsi la macchina e non poter perdere tempo sono i frenetici dettami societari che, Giuse The Lizia, col suo nuovo disco “Mica Dobbiamo Morire Adesso”, ha cercato di sfatare. Mantra che, per l’artista, oggi non potrebbero funzionare né per il caro vita né perché, i giovani, non vogliono “più seguire quegli step ‘preimpostati’”. L’album, che conta undici tracce e un solo featuring, quello di Ariete, parte dalla sensazione di essere sempre in ritardo sulla propria vita, di dover avere già tutte le risposte e non potersi permettere di sbagliare.
All’interno del progetto l’artista ha approfondito diversi temi, tra cui la “scandalosa” questione del caro affitti, l’incertezza sul futuro, “vuoi per il cambiamento climatico, vuoi perché si alzano i prezzi, perché non c’è lavoro e anche perché l’AI ci sterminerà tutti” e la mascolinità tossica, che “è ancora un problema, perché non è sempre concesso che si pianga o che si mostri la fragilità da parte di un uomo”.
Giuse The Lizia, ha cercato di raccontare, di petto, sia sé stesso che la sua generazione, la “Z”: fragilità e paure incluse. Come quando, alle medie, ha subito un “bullismo subdolo”. A marzo 2026, invece, si è laureato in Giurisprudenza e, il periodo universitario, transitato anche per Bologna, gli ha permesso di toccare con mano situazioni che frenano o che costringono, molti giovani italiani, a spendere cifre folli per potersi permettere il più umile degli alloggi nelle grandi città. “Ho vissuto i primi due anni di università, a Bologna, col mio migliore amico in una camera doppia senza finestre”.
L’artista, per provare a dare un suo significato alle manifestazioni e agli scontri di questi giorni, si affida alla “Canzone del maggio” di De Andrè: “Non sono indifferente alla violenza, ha sempre un certo effetto su di me. Tuttavia, penso sia molto più importante chiedersi ‘Perché accumuliamo questa rabbia?’”. In occasione dell’uscita di “MDMA”, Giuse The Lizia ha raccontato, a FqMagazine, paure, incertezze e speranze sul suo futuro (e su quello della sua generazione).