"Sono migliore come giocatore e attore che come persona. Ma non sono ripugnante, sono difettoso" - 3/3
C’è spazio anche per un lungo passaggio sul percorso di analisi, cominciato anni fa quando, racconta, “mi svegliavo e mi chiedevo che senso avesse la vita. Non sentivo niente che mi spingesse. Oggi sono ancora ammaccato, sono migliore come giocatore e attore che come persona. Ma non sono ripugnante, sono difettoso”. L’intervista torna poi su quella riflessione iniziale, nata durante le riprese di Un tranquillo funerale di famiglia: come sarebbe stato nascere donna? E cosa farebbe, se lo fosse? “Sarei molto arrabbiata. Non sopporterei che dei vecchi continuassero a legiferare sul mio corpo, dicendomi quello che posso fare o no. Le conquiste civili nel nostro Paese non sembrano mai definitive: ogni generazione deve ricominciare da capo”. Poi torna a scherzare: “Andrei in bicicletta. Noi maschi abbiamo tutto l’ambaradan lì sotto che ingombra e dopo un po’ ci fa soffrire, vorrei pedalare senza problemi“.