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“Ho detto all’hotel che eravamo in luna di miele per avere qualche cioccolatino, ma la sorpresa è stata molto più grande. Mi sono sentita in colpa, ho pensato che sarei finita all’inferno”: la storia di Donya Rahimi

La ragazza e il fidanzato avevano prenotato la camera più economica di una locanda tradizionale giapponese. Una piccola bugia ha regalato loro una sistemazione decisamente più lussuosa, ma anche un bel dilemma morale. Tanto da spingere Donya a chiedere consiglio a tutta la famiglia

di Redazione FqMagazine

"Mentre facevo la prenotazione, mi sono lasciata prendere dall'impulsività e ho mentito" - 2/3

Il Giappone era da tempo nella lista dei desideri, così come l’esperienza di pernottare in una locanda tradizionale, chiamata ryokan. Dovendo fare i conti con un budget limitato, i due avevano scelto la sistemazione più economica disponibile. “Avevo sentito tantissime storie di persone che, quando prenotano un hotel, dicono di essere in luna di miele o di festeggiare un’occasione speciale, ma avevo sempre avuto troppa paura di farlo perché pensavo che mi avrebbe portato sfortuna. Mentre facevo questa prenotazione, mi sono lasciata prendere dall’impulsività e l’ho fatto. Ho cliccato su ‘invia’, ho chiuso il computer e me ne sono andata prima di poter cambiare idea”, ha raccontato Rahimi a People.

Quando la coppia è arrivata in hotel, Donya si è vista consegnare un grazioso biglietto disegnato a mano, con gli auguri per la luna di miele. A quel punto la bugia ha cominciato ad assumere proporzioni decisamente diverse. E ancora di più quando alla reception le hanno comunicato che avrebbero soggiornato in una sistemazione molto più grande, composta da tre ambienti separati. “All’inizio ero al settimo cielo! Pensavo: ‘Non potremmo mai permetterci una camera del genere’. Una volta passato l’entusiasmo, però, ho cominciato a sentirmi parecchio in colpa. Una parte di me diceva: ‘Goditela e basta, stai esagerando’, mentre l’altra pensava: ‘Finirai all’inferno'”.

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