Musica

Gigi D’Alessio: “Le mie canzoni nascono con l’intelligenza napoletana, non artificiale. Con sei figli che mi chiamano ogni giorno, la pelle resta sempre giovane. L’ultima nata Ginevra mi commuove sempre”

L'artista ha lanciato anche la nuova stagione di live per il 2027, alla vigilia della ripartenza di “Gigi Palasport”, che il 14 novembre torna dal Palazzo dello Sport di Roma già sold out. Prevista anche una tranche europea e poi il "sogno" San Siro nel 2028. Poi il film "ispirato" alla sua vita

di Andrea Conti

Gigi D'Alessio: "Nella musica non si capisce più niente: c’è chi è bravo perché è famoso e chi è famoso perché è bravo" - 4/6

Il discorso sulla gavetta è uno dei fili conduttori. D’Alessio ricorda di aver studiato pianoforte otto ore al giorno, sottraendo tempo al pallone e alle uscite con gli amici. Oggi, a 59 anni (“a 60 mi diverto”), dice di sedersi al pianoforte senza ansia da prestazione, perché è come essere a casa: non ha paura di niente, nemmeno del giovane che si affaccia ora al mondo musicale. Quella sicurezza, spiega, si ottiene solo con i sacrifici.

Usa un’immagine: “I pilastri si possono mettere sulla sabbia o sulla roccia. Sulla sabbia basta la prima mareggiata a portarseli via, sulla roccia serve un terremoto fortissimo”. Ammette però che i sacrifici non garantiscono sempre la soddisfazione, perché serve trovare le persone giuste e una casa discografica che creda in te, come è successo a lui.

D’Alessio descrive un mercato in cui oggi “non si capisce più niente”: c’è chi è bravo perché è famoso e chi è famoso perché è bravo. Parla di un mondo “dopato”, in cui chi ha più soldi e compra le cose su TikTok fa andare bene il pezzo, e di canzoni ridotte a due minuti per far salire gli ascolti. Per lui le piattaforme dovrebbero limitarsi a mettere la musica a disposizione di tutti, lasciando a ciascuno la scelta.

La prova vera resta il live, “la prova del nove che sia un teatro da mille posti o uno stadio da 50.000”. Poi una battuta napoletana: “Nelle salsicce ci vuole la carne, altrimenti è solo pelle”. Il mondo della musica, dice, si è diviso in due: chi fa molti streaming e pochi paganti e chi fa pochi streaming e molti paganti. Spera che gli artisti si sveglino la mattina chiedendosi non a quanti streaming sono arrivati, ma quante persone hanno reso felici. Sul formato, dice di voler uscire con un singolo diverso ogni due o tre mesi, perché il cd è diventato “un optional nelle macchine”. Intanto continua a scrivere cose nuove.

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