Storie dal Mondo

“Ero convinta che l’Europa fosse migliore della mia città natale. Mi ci sono trasferita ma dopo cinque anni sono tornata indietro anche perché, per lo stesso lavoro, guadagnavo molto meno”: la storia di Maria Polansky

Aveva sempre sognato di vivere in Europa e, a 26 anni, l'amore le ha dato l'occasione di trasferirsi in Inghilterra. Ma dopo cinque anni, tra nostalgia della natura e differenze culturali, ha deciso di tornare in Canada

di Redazione FqMagazine

"Le cose che inizialmente trovavo così affascinanti sono diventate ordinarie dopo qualche anno" - 2/2

L’idillio si compie? Sì, ma dura poco. Polansky si trasferisce a Birmingham e il primo anno è entusiasmante. Poi qualcosa cambia: “Con il tempo, l’entusiasmo per la novità ha cominciato a svanire. Le cose che inizialmente trovavo così affascinanti sono diventate ordinarie dopo qualche anno. Gli edifici antichi hanno finito per confondersi con lo sfondo dei miei spostamenti quotidiani per andare al lavoro. E non sono mai riuscita ad adattarmi completamente ad alcune differenze culturali, come il modo meno diretto di comunicare dei britannici”.

A pesare è anche la nostalgia della vita a Vancouver, soprattutto dei “fine settimana in spiaggia o facendo escursioni”. Non che nel Regno Unito manchino queste possibilità, ma vivere in una città dell’entroterra rende tutto più complicato. E anche la facilità di viaggiare nel resto d’Europa perde parte, per Polansky, del suo fascino: “Persino i vantaggi legati ai viaggi non erano così evidenti come avevo immaginato. Certo, ero vicina al resto d’Europa, ma molto più lontana da tante altre destinazioni. Quando vivevo a Vancouver, potevo prendere facilmente un volo per il Messico e sfuggire alla malinconia dell’inverno”.

Il primo vero ripensamento arriva nel 2021, quando Polansky torna in Canada per la prima volta dopo il trasferimento e comincia a “guardare tutto da una prospettiva diversa. Ho riscoperto la bellezza selvaggia della natura che mi circondava e lo stile di vita rilassato della costa, apprezzandoli come mai prima”. Al rientro nel Regno Unito, la consapevolezza si fa strada: “Ho iniziato a rendermi conto di quanto essere cresciuta sulla costa nordoccidentale del Pacifico avesse influenzato le mie preferenze e il mio modo di vivere. Ho capito che preferivo essere circondata dall’oceano, dalle montagne e dalle foreste piuttosto che dagli edifici storici”.

E non è soltanto una questione di paesaggi: “Avendo origini multiculturali, sentivo anche la nostalgia della diversità culturale della mia città natale. Avevo davvero la sensazione che la comunità in cui ero cresciuta fosse stata plasmata dagli immigrati e che le tradizioni culturali fossero meno uniformi”. Non solo, la questione diventa anche quella del costo della vita: “Per alcune cose spendevo meno, come per la spesa alimentare, ma altre, come i trasporti, erano più costose. Inoltre, per lo stesso lavoro guadagnavo meno rispetto a quando vivevo in Canada“.

Così, insieme al marito, decide di tornare in Canada. Non a Vancouver, però, ma a Victoria, una città più piccola e tranquilla, sempre nella Columbia Britannica. Oggi Maria non ha dubbi sulla scelta fatta. Ma nemmeno rimpianti per l’esperienza europea: “Nonostante tutto, non rimpiango di essermi trasferita nel Regno Unito. Ho realizzato il sogno che avevo fin da adolescente e so che, se non avessi colto quell’opportunità, mi sarei sempre chiesta come sarebbe potuta essere la mia vita laggiù”. La certezza, adesso, è una: “Essendo una persona che preferisce una vita a stretto contatto con la natura, so che la parte sudoccidentale della Columbia Britannica è il posto giusto da chiamare casa”.

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