"Le cose che inizialmente trovavo così affascinanti sono diventate ordinarie dopo qualche anno" - 2/2
L’idillio si compie? Sì, ma dura poco. Polansky si trasferisce a Birmingham e il primo anno è entusiasmante. Poi qualcosa cambia: “Con il tempo, l’entusiasmo per la novità ha cominciato a svanire. Le cose che inizialmente trovavo così affascinanti sono diventate ordinarie dopo qualche anno. Gli edifici antichi hanno finito per confondersi con lo sfondo dei miei spostamenti quotidiani per andare al lavoro. E non sono mai riuscita ad adattarmi completamente ad alcune differenze culturali, come il modo meno diretto di comunicare dei britannici”.
A pesare è anche la nostalgia della vita a Vancouver, soprattutto dei “fine settimana in spiaggia o facendo escursioni”. Non che nel Regno Unito manchino queste possibilità, ma vivere in una città dell’entroterra rende tutto più complicato. E anche la facilità di viaggiare nel resto d’Europa perde parte, per Polansky, del suo fascino: “Persino i vantaggi legati ai viaggi non erano così evidenti come avevo immaginato. Certo, ero vicina al resto d’Europa, ma molto più lontana da tante altre destinazioni. Quando vivevo a Vancouver, potevo prendere facilmente un volo per il Messico e sfuggire alla malinconia dell’inverno”.
Il primo vero ripensamento arriva nel 2021, quando Polansky torna in Canada per la prima volta dopo il trasferimento e comincia a “guardare tutto da una prospettiva diversa. Ho riscoperto la bellezza selvaggia della natura che mi circondava e lo stile di vita rilassato della costa, apprezzandoli come mai prima”. Al rientro nel Regno Unito, la consapevolezza si fa strada: “Ho iniziato a rendermi conto di quanto essere cresciuta sulla costa nordoccidentale del Pacifico avesse influenzato le mie preferenze e il mio modo di vivere. Ho capito che preferivo essere circondata dall’oceano, dalle montagne e dalle foreste piuttosto che dagli edifici storici”.
E non è soltanto una questione di paesaggi: “Avendo origini multiculturali, sentivo anche la nostalgia della diversità culturale della mia città natale. Avevo davvero la sensazione che la comunità in cui ero cresciuta fosse stata plasmata dagli immigrati e che le tradizioni culturali fossero meno uniformi”. Non solo, la questione diventa anche quella del costo della vita: “Per alcune cose spendevo meno, come per la spesa alimentare, ma altre, come i trasporti, erano più costose. Inoltre, per lo stesso lavoro guadagnavo meno rispetto a quando vivevo in Canada“.
Così, insieme al marito, decide di tornare in Canada. Non a Vancouver, però, ma a Victoria, una città più piccola e tranquilla, sempre nella Columbia Britannica. Oggi Maria non ha dubbi sulla scelta fatta. Ma nemmeno rimpianti per l’esperienza europea: “Nonostante tutto, non rimpiango di essermi trasferita nel Regno Unito. Ho realizzato il sogno che avevo fin da adolescente e so che, se non avessi colto quell’opportunità, mi sarei sempre chiesta come sarebbe potuta essere la mia vita laggiù”. La certezza, adesso, è una: “Essendo una persona che preferisce una vita a stretto contatto con la natura, so che la parte sudoccidentale della Columbia Britannica è il posto giusto da chiamare casa”.