Consumi ridotti contro perdita del cargo: i conti delle compagnie - 3/3
Spingendo al limite l’autonomia dell’A321Xlr, IndiGo porta all’estremo una tendenza sempre più diffusa nel settore dell’aviazione commerciale: l’impiego di aerei a corridoio singolo sulle rotte a lungo raggio, una soluzione già adottata da vettori come Iberia e Aer Lingus per i collegamenti tra l’Europa e la costa orientale degli Stati Uniti. Stando ai dati della piattaforma Cirium, la flotta globale di questo nuovo modello Airbus conta attualmente 54 esemplari operativi e altri 8 negli hangar.
La scelta delle compagnie aeree poggia su due vantaggi industriali precisi: un taglio dei consumi di carburante compreso tra il 18% e il 20% rispetto ai modelli di vecchia generazione e una maggiore flessibilità operativa. A differenza dei giganti a doppio corridoio — come gli Airbus A330 e A350 o i Boeing 777 e 787 — un jet a fusoliera stretta può infatti essere facilmente riconvertito e impiegato anche sulle tratte domestiche o di breve raggio in base alle fluttuazioni della domanda.
Gli analisti del settore evidenziano tuttavia un duplice limite economico per questo modello di business sulle lunghe distanze. Il primo riguarda l’assenza o l’estrema riduzione dei posti di classe Business e Premium economy, ovvero i biglietti ad alto margine che garantiscono la reale redditività dei voli intercontinentali. Il secondo fattore critico è la rinuncia ai ricavi derivanti dal trasporto merci: una volta imbarcate le valigie di quasi duecento passeggeri, nella stiva di un A321Xlr non resta spazio sufficiente per accogliere il carico cargo.