Lucio Corsi: “Io al Festival di Sanremo 2027? Va preso con le pinze” - 3/3
Per il tour ci sono le prove aperte: “Ci servono per ragioni tecniche: se hai un tour di poche date, arrivare alla prima dopo mesi è una rottura, perché un concerto inizia a girare alla quarta volta. Arriviamo molto più tranquilli. Poi capisci tante cose dei pezzi nuovi dal vivo prima che escano: puoi fare modifiche e capire la scaletta. In teatro si fanno prove aperte di prosa, in musica invece no. E poi incontri persone e vedi le reazioni”.
“Ogni palco ha la sua dignità. Il palco del bar dove abbiamo suonato dieci anni, – ha detto Corsi – e non vedo perché non farlo ancora, e quello di un palazzetto: situazioni diverse, ma la dignità è la stessa. Il 90% dei musicisti suona in contesti come il bar Doria, quindi andiamoci ancora, chi se ne frega. Per fortuna ho intorno ragazzi che la pensano così, perché vengono da quell’ambiente da quando erano ragazzini”.
Il ritorno a Sanremo 2027? “Va preso con le pinze: diventa anche la spiaggia su cui ti specchi per rifarti vedere. Se sarà il caso, più in là vedremo, non lo so. Devi avere la canzone giusta, devi maturare tante cose per farlo in maniera giusta”.