"In un paio d’anni, Trump ha fatto di più per distruggere gli Stati Uniti che chiunque altro" - 2/2
La conversazione si sposta poi sugli Stati Uniti, dove Allende vive da decenni. E qui il tono cambia completamente: “Sono inorridita: sì, questo Paese ha perso la bussola. La democrazia è davvero in pericolo. In un paio d’anni, Trump ha fatto di più per distruggere gli Stati Uniti che chiunque altro. Speriamo nelle elezioni di metà mandato”.
Non manca naturalmente la scrittura, cominciando da una data che per Allende è diventata quasi un rito: l’8 gennaio. È il giorno in cui nel 1981 iniziò quella che sarebbe poi diventata La casa degli spiriti e da allora comincia sempre un nuovo libro in quella data. La vigilia, racconta, è tutt’altro che serena: pulisce lo studio, elimina ogni traccia del lavoro precedente, prepara il cibo per la famiglia e quasi saluta tutti prima di chiudersi nel proprio ritiro: “Faccio così da 45 anni”.
C’è spazio anche per l’amore e per la sua fine. Per Allende è il sentimento più forte, ma non necessariamente eterno: “L’amore muore. A volte senza alcun motivo, solo perché ha vissuto il suo tempo. Si è consumato, ed è tutto. Uno dei miei problemi è che non riesco ancora a ricordare per quale motivo ho smesso di amare il mio primo marito, che era un brav’uomo, il padre dei miei figli. Perché ho divorziato dopo 28 anni insieme quando ero una donna anziana?”. E infine torna Paula. Più di trent’anni dopo la sua morte, la figlia continua a far parte della quotidianità della scrittrice. “È con me tutto il tempo. Ho la sua foto dove mi lavo i denti. Quindi, due o tre volte al giorno, dico ‘Ciao Paula, buonanotte’”.