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“Ho mollato la Chiesa e quello che avevo per diventare autista dei bus di Walt Disney World. Non è prestigioso, ma finalmente sono felice”: la storia di Michael Bowen

Per la prima volta ha avuto un posto sicuro, con ferie pagate, previdenza e soprattutto un’assicurazione sanitaria, che non aveva da tempo

di Redazione FqMagazine
“Ho mollato la Chiesa e quello che avevo per diventare autista dei bus di Walt Disney World. Non è prestigioso, ma finalmente sono felice”: la storia di Michael Bowen

La mail di congedo è arrivata nel maggio 2022 e Michael Bowen ricorda ancora la fitta allo stomaco. Era la comunicazione con cui Disney World lo salutava dopo due anni da autista e lui, che si era convinto di restare lì fino alla pensione, non l’ha letta senza dolore. A spingerlo a lasciare era stata la fine del suo matrimonio. Oggi, a 51 anni, quella porta si è riaperta. Lo riporta Business Insider.

Bowen aveva passato la maggior parte della vita adulta in ambito religioso: università, scuola biblica, formazione da ministro di culto. Una strada scelta, ha ammesso, pensando più a rendere felici gli altri che a domandarsi che cosa volesse davvero lui. Quando si è ritrovato in una piccola parrocchia incapace di garantirgli uno stipendio pieno, ha trovato un secondo impiego come autista di scuolabus.

La svolta è arrivata nel 2017, durante una vacanza in Florida. Seduto a bordo piscina, tra le palme, nell’ultimo giorno di ferie, ha provato un senso di angoscia al pensiero di tornare nel New Jersey. Ha capito che rischiava di condannarsi a un’esistenza grigia e che doveva cambiare qualcosa. A Disney World era stato la prima volta nel 2013, trovando strano che tanti adulti senza figli andassero in un parco a tema. Quattro anni dopo il suo sguardo era diverso: seguiva il mondo Disney con passione e, facendo già l’autista, ha pensato che quello fosse un mestiere vero, alla sua portata.

Insieme all’allora moglie, anche lei appassionata, ha deciso di trasferirsi. Nel gennaio 2020, a 44 anni, ha fatto il grande passo. Entrare, però, non è stato semplice: mesi di selezioni, il colloquio, la patente della Florida da ottenere prima dell’offerta, poi una lista d’attesa. Il via libera è arrivato solo il 15 febbraio. Per la prima volta ha avuto un posto sicuro, con ferie pagate, previdenza e soprattutto un’assicurazione sanitaria, che non aveva da tempo.

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