Musica

Neil Young fa causa al comitato di Donald Trump per 10 milioni di dollari: il brano “Rockin’ in the Free World” suonato ancora, nonostante l’accordo del 2020

Il cantautore accusa il Trump 47 Committee di aver violato una vecchia intesa extragiudiziale

di Redazione FqMagazine
Neil Young:

Neil Young: "Non mi presto alla campagna di ignoranza e odio” - 2/2

La storia parte da lontano. Il pezzo accompagnò già l’annuncio della candidatura di Trump, il 16 giugno 2015. Nell’estate 2020 Young passò alle vie legali: la causa, depositata a New York, accusava la campagna di aver ignorato “volontariamente” le sue proteste per l’uso di “Rockin’ in the Free World” e di “Devil’s Sidewalk”. Allora il musicista parlò di una “campagna di ignoranza e odio” a cui non voleva prestare la sua musica come colonna sonora.

Quella causa si chiuse con un accordo. Ed è qui il punto della nuova denuncia: secondo l’atto, la campagna di Trump non sollevò difese e transò subito dopo la notifica, promettendo di non usare mai più il brano senza licenza e permesso di Young.

Il fascicolo, di cinque pagine, definisce il pezzo un “inno infuocato” che mette a confronto le promesse vuote della retorica politica americana con la dura realtà di poveri, senzatetto e dimenticati. Le richieste: un’ingiunzione contro ulteriori esecuzioni a scopo politico e 10 milioni di dollari di danni. Il comitato, secondo il ricorso, non aveva né licenza né permesso per suonare il brano a nessun evento politico.

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