Il check-up a prova di Antartide e il viaggio verso Sud - 3/3
Sul continente più remoto del pianeta non esistono strutture mediche in grado di far fronte a un’emergenza seria. Per questo i controlli sono rigorosi. A giugno Lee ha ricevuto un modulo di 17 pagine con la richiesta di informazioni mediche e odontoiatriche complete. Otto esami del sangue obbligatori, visita medica, controllo della vista, visita dentistica e altro ancora, con ulteriori accertamenti a seconda di età, sesso, sede e durata della missione. Le spese erano rimborsabili dall’azienda.
Lee è stata dichiarata idonea a giugno e a luglio è arrivata la notizia: da riserva a titolare. “Succede spesso – spiega – perché qualcuno si ritira: magari non supera la visita medica, anche se l’anno prima l’aveva passata, oppure un imprevisto personale lo costringe a restare a casa”.
Ad ottobre, dopo sette mesi di preparazione, è partita. Da San Francisco ad Auckland, in Nuova Zelanda, poi a Christchurch. Qui due giorni di formazione e la consegna dell’abbigliamento per il freddo estremo. Infine il volo per McMurdo, a bordo di un Boeing C-17 Globemaster III.
Oggi Lee lavora lì come ingegnere di trasmissione, dopo un’esperienza precedente come tecnico delle forniture.