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“Sono stata licenziata dopo 30 anni in una azienda. A 60 anni mi sono trasferita tra i ghiacci dell’Antartide per un nuovo lavoro”: la svolta di Amy Lee

Aveva già visitato l’Antartide due volte in vacanza, e ne era rimasta conquistata. Allora ignorava che fosse possibile lavorarci. Quando ha scoperto che lo era, non ha avuto dubbi: doveva candidarsi

di Redazione FqMagazine

"Poi è arrivata la mail che ha cambiato la mia vita" - 2/3

Lee aveva ormai messo da parte il sogno. A maggio, però, un responsabile della selezione del personale di una azienda attiva in logistica e mestieri specializzati, l’ha contattata: il suo curriculum sembrava corrispondere a ciò che cercavano. Il posto era quello di tecnico delle forniture.

Questa volta ha riscritto il curriculum calcandolo sull’annuncio, ha inviato la mail e ha compilato un questionario preliminare su disponibilità, titoli e possibilità di lavorare negli Stati Uniti

Una settimana dopo è arrivata la videochiamata di trenta minuti con il responsabile della selezione del personale, per illustrare l’iter e l’ambiente di lavoro. Pochi giorni più tardi, un colloquio telefonico di ottanta minuti con il responsabile delle assunzioni, tra domande comportamentali, situazionali e sulle competenze.

L’offerta è arrivata, ma per il ruolo di “riserva”: il sostituto designato di chi, per qualsiasi ragione, non può partire. Più velocemente avesse superato controlli e idoneità fisica, le è stato spiegato, più rapidamente sarebbe salita nella lista.

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