L'imboscata in diretta di Beppe Grillo. Ilaria D'Amico: "Mi incazzai molto. Sono cose che non si fanno" - 2/3
Se per Gheddafi la trattativa fu complicata, quella con Beppe Grillo lo fu di più, scherza la giornalista. Con il leader libico la tensione riguardava la questione ambientale, con Grillo “mi si chiedeva di essere la garante di una persona non garantibile”. E lei era “la prima a non voler mettere il bavaglio ai suoi pensieri”.
Il rapporto con il fondatore del Movimento Cinque Stelle nasceva dall’amicizia: gli spettacoli, le cene con conoscenze comuni. Da lì l’idea di raccontare il Movimento nascente. La prima risposta fu un no, poi la richiamata: “Se mi mandate in diretta, la faccio”. Era il 1 aprile 2009 e Grillo scelse “Exit” per tornare in tv.
La vigilia a La7 non fu serena: Telecom era proprietaria della rete e Grillo prendeva quotidianamente di mira Marco Tronchetti Provera. Ma sul punto, racconta D’Amico, non infierì, anche per la stima verso Franco Bernabè. Il problema fu un altro: “Bersagliò molti altri, senza affrontare gli argomenti sul tavolo e senza rispondere ad alcuna domanda”. Nessuna interazione: “Fece il suo soliloquio e se ne andò”. Lei la lesse come un’imboscata: “Mi incazzai molto. Sono cose che non si fanno”. L’amicizia ne uscì compromessa “abbastanza”, ma oggi, assicura, non c’è rancore: “Delle persone mi tengo gli aspetti positivi”. Quella sera si scusò con il pubblico: “Fu inevitabile. Avevo garantito un contraddittorio e a lui di parlare liberamente”.