“La follia delle prenotazioni: due milioni di persone in attesa per i settemila pasti serviti in un anno” - 2/2
Il nome di Ferran Adrià è indissolubilmente legato a elBulli, il locale sulla Costa Brava più volte votato come il miglior ristorante al mondo che ha chiuso nel 2011. Il diretto interessato, che dell’attività è stato non solo chef ma anche comproprietario, fa chiarezza sulle ragioni che hanno portato alla conclusione di quell’avventura. Nessun problema finanziario o liti con i soci, assicura: “La nostra missione era esplorare i limiti fisici e mentali di un’esperienza gastronomica col massimo livello di innovazione, e a un certo punto ho capito che mantenere quel livello a lungo sarebbe stato impossibile. Ho visto il declino di tanti colleghi ed è stato molto triste”.
Tra gli altri motivi, Adrià annovera pure quella che lui chiama “la follia delle prenotazioni: due milioni di persone in attesa per i settemila pasti serviti in un anno”. Il ristorante si è trasformato in un centro di ricerca e in un museo, progetti che riempiono di entusiasmo lo chef, che non ha dubbi su quale sia la cucina da tenere d’occhio per il futuro: “Oggi la città più interessante al mondo per la cucina è Tokyo, ma se guardiamo ai prossimi dieci anni dovremo tutti concentrarci sulla Cina”.