Giacomo di X Factor 2026 e quel colpo di fulmine con Pavarotti - 4/8
Come nasce la tua passione per la lirica?
Tutto è iniziato a nove anni, quando ho ascoltato Pavarotti cantare “Nessun dorma”: ho preso il pc di papà, che cantava, e ho aperto quel video. Non sapevo chi fosse. Mi sono appassionato pensando che anch’io avrei potuto cantare come lui e raggiungere quelle note così alte. Poi ho preso il mio percorso e il mio genere.
Hai portato “Almeno tu nell’universo”, un brano importante e difficilissimo: perché Mia Martini?
Era la scelta che, strategicamente, poteva colpire, ma solo se l’avessi cantata bene. Per fortuna è andata bene, e poi per me ha un significato forte: è dedicata alla famiglia.
Che feeling c’è con Francesco Gabbani?
Un bellissimo feeling: sparamo battute tali che a volte bisogna spegnere le camere.
Chi vince tra i due?
Quest’anno mi ha detto che devo aiutarlo un po’, quindi vincerò io.