Camilla di X Factor 2026: dalla giurisprudenza al palco - 3/8
Come si passa dalla giurisprudenza a X Factor?
Ho iniziato giurisprudenza pensando a un percorso più standard e tangibile, perché i sogni fanno paura e io avevo paura di questo. Mi dicevo che non si può vivere di sogni, che dovevo avere la testa ordinata e capire che poteva anche non andare bene. Ma in realtà non l’avevo mai provato: era come se mi fossi data il “no” da sola prima ancora di ricevere quello degli altri. Così ho deciso di provarci, almeno per uscire dal mio guscio.
Hai portato “Promesso” di Elisa, una canzone delicata: perché l’hai scelta?
Quando la canto penso tanto a mia nonna. Infatti nell’esibizione ero molto tremolante, avevo l’immagine di mia nonna che mi diceva certe cose. Mi ripetevo “non devi piangere, Camilla”, ed ero contenta di esserci riuscita. È un brano che mi tocca nel profondo, e cantare in italiano in generale mi tocca corde che l’inglese non tocca. Forse è anche per questo che mi mette più in difficoltà, ma è una difficoltà bella.