Moda e Stile

I prodotti rubati nelle boutique di lusso durante le proteste in Francia finiscono su Vinted ed eBay: cosmetici a 10 euro, capi ancora con l’antitaccheggio e annunci con scritto “rubato durante le proteste”

Dopo un fine settimana di guerriglia, borse e capi rubati invadono le app di second hand sfoggiando ancora le placche antitaccheggio. Il governo francese interviene e convoca le piattaforme

di Ilaria Mauri
I prodotti rubati nelle boutique di lusso durante le proteste in Francia finiscono su Vinted ed eBay: cosmetici a 10 euro, capi ancora con l’antitaccheggio e annunci con scritto “rubato durante le proteste”

Le immagini hanno fatto il giro del web in una manciata di ore durante il drammatico fine settimana di proteste: un gruppo di manifestanti — stretti in felpe nere, con il cappuccio issato e il volto celato dai passamontagna — che assalta a colpi di transenne una scintillante boutique di Celine nel cuore di Parigi, per poi uscirne stringendo al petto e abbracciando dozzine di borse e beni di lusso. Una scena di brutale foga predatoria che oggi, a pochi giorni di distanza, trova la sua naturale e illecita evoluzione digitale.

Parte di quel bottino milionario è infatti già riemerso sulle bacheche delle principali piattaforme di compravendita second hand. Rintracciarlo non è certo un’impresa da poco: la merce saccheggiata annega nel mare magnum dell’immenso mercato di prodotti disponibili online, mescolandosi sapientemente con i cosiddetti dupe — le imitazioni e i falsi immessi in rete da truffatori seriali pronti a sfruttare l’onda mediatica per ingannare chi va a caccia dell’originale a prezzo di saldo. Eppure, dietro l’apparente brivido dell’affare digitale a basso costo, si nasconde un fatto ineludibile che non bisogna mai dimenticare: vendere o acquistare questi articoli significa alimentare e rispondere in prima persona dei reati penali di furto e ricettazione.

Di fronte a una simile ondata di ricettazione alla luce del sole, la ministra per il Digitale francese, Anne Le Henanff, ha convocato d’urgenza i rappresentanti di Vinted, Amazon, eBay, Leboncoin, Meta e TikTok. “Gli oggetti rubati durante questo fine settimana vengono offerti in vendita su alcune piattaforme“, ha tuonato la ministra. “Ci aspettiamo che rimuovano gli annunci in questione senza indugio. Sarà inoltre richiesto loro di collaborare strettamente con le autorità statali affinché coloro che rivendono beni rubati possano essere perseguiti”.

L’assalto ai simboli della ricchezza: “Spazzati via anni di lavoro”

A sei mesi dalle elezioni per la successione a Emmanuel Macron, la Francia è stata scossa da una delle ondate di violenza urbana più devastanti degli ultimi anni. Nati per denunciare il carovita e il declino dei servizi pubblici, i cortei del 17 ottobre si sono trasformati in una guerriglia che ha terrorizzato il Paese, lasciando sul campo un morto per arresto cardiaco, mille agenti feriti e 2.400 arrestati.

A pagare il prezzo più alto è stato il settore del commercio e del lusso. Le autorità segnalano danni a quasi 3.000 attività. Solo a Parigi, come sottolineato da Dominique Restino della Camera di Commercio, sono stati vandalizzati tra i 300 e i 400 negozi. Nella blindatissima Place Vendôme, la porta di una boutique Dior è stata sfondata, mentre le vetrine di Rolex, Louis Vuitton, Ralph Lauren e Gucci sono andate in frantumi. A Marsiglia, i ladri hanno completamente ripulito i negozi di Hermès e Louis Vuitton, oltre allo store ufficiale della squadra di calcio dell’Olympique. La furia si è abbattuta anche su 50 supermercati Carrefour (20 dei quali saccheggiati), 20 filiali Sephora, negozi Apple, concessionari Tesla e piccole attività indipendenti, come un negozio di riparazione smartphone il cui proprietario è rimasto intrappolato e terrorizzato per quindici minuti mentre un centinaio di giovani cercava di sfondare la vetrina.

Le perdite assicurate minacciano di superare gli 1,2 miliardi di euro, scatenando le preoccupazioni degli investitori internazionali verso un governo già fragile e alle prese con l’approvazione di una cruciale manovra di bilancio. Il dramma umano ed economico è stato condensato nelle parole di Thierry Guibert, CEO di Lacoste, in un post su Instagram: “Quando i nostri negozi Lacoste e Aigle vengono saccheggiati, come tante altre aziende in tutta la Francia, non sono solo le vetrine a essere distrutte. Sono i posti di lavoro, anni di lavoro, le competenze e l’impegno di migliaia di donne e uomini a essere messi a repentaglio. Come leader, non posso sopportare di vedere distrutto in questo modo ciò che abbiamo collettivamente costruito”. La situazione è così grave che il Primo Ministro Sebastien Lecornu ha dovuto annunciare l’immediata attivazione della cassa integrazione per le attività devastate.

Il discount illegale su Vinted ed eBay: sfrontatezza senza limiti

Il cortocircuito più inquietante, tuttavia, si è consumato nelle ore successive, quando i saccheggiatori hanno iniziato a monetizzare il caos. Sulle bacheche di app come Vinted (gigante lituano del second hand valutato 8 miliardi di euro) sono spuntati sfacciatamente i frutti delle razzie. L’arroganza criminale ha raggiunto livelli inauditi: molti articoli di moda, come maglie da calcio e scarpe di lusso, sono stati fotografati e messi in vendita con le placche antitaccheggio ancora attaccate. In alcune inserzioni, un maglione veniva candidamente descritto come “rubato durante le proteste”, mentre altri venditori indicavano la data del “17 ottobre” o la provenienza esatta da una “protesta a Lione”.

I prezzi, ovviamente, erano stracciati: borse traboccanti di cosmetici Sephora offerte a 10 euro, lotti di sei lucidalabbra (dal valore di 78 euro) piazzati a 15 euro, profumi Christian Dior a 250 euro. L’ondata anomala ha riguardato anche il collezionismo e lo sport: su Vinted sono apparse centinaia di carte Pokémon sottratte al negozio “Le Coin des Barons” di Lille (con i codici a barre originali), mentre su eBay è stato messo all’asta per 1.250 euro il trofeo d’argento StarLadder, rubato alla sede parigina del club di e-sport Team Vitality, fotografato contro un muro imbrattato e intitolato sfacciatamente “STOLEN RARE VITALITY CS2 TROPHÉE”.

La stretta del governo e l’ombra sulle piazze italiane

Le piattaforme hanno assicurato massima allerta, consapevoli che i microchip integrati e i numeri di serie dei beni di lusso faciliteranno il tracciamento della merce. Un portavoce di Vinted ha garantito al Daily Mail: “La vendita di beni rubati, o la loro richiesta, è severamente vietata su Vinted, e abbiamo una tolleranza zero al riguardo. Da questo fine settimana, i nostri team hanno agito immediatamente per identificare e rimuovere gli annunci legati ai saccheggi […]. Quando le nostre regole vengono violate, agiamo contro gli account coinvolti, fino a bandirli permanentemente”. Sulla stessa linea eBay, che ha confermato l’impiego di “strumenti tecnologici proattivi” per bloccare l’attività criminale. Ma il problema non è confinato Oltralpe, perché l’Italia, e in particolar modo Milano (che insieme a Francia e Regno Unito rappresenta uno dei mercati principali di Vinted), ha vissuto nel weekend le stesse identiche scene di guerriglia: vetrine infrante, cariche della polizia e assalti alle vie dello shopping. È perciò altamente probabile, se non già una silente realtà operativa, che anche i beni trafugati dai negozi meneghini stiano finendo sulle medesime piattaforme di rivendita per essere monetizzati in fretta.

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