La fame nel lager e le rassicurazioni alla famiglia - 2/3
Il testo del documento fa emergere il dramma dell’internamento, dominato dalla fame, dal freddo e dalla paura, ma filtrato dalla volontà di proteggere psicologicamente chi aspettava a casa. «Mi riporta il ricordo di un uomo gentile, dalla calligrafia elegante, che nonostante fosse obbligato a mangiare nelle ciotole dei cani, perché non c’era cibo per gli internati nel campo, non si fece schiacciare dall’orrore di quella condizione», sottolinea Martina, stringendo il documento da cui emergono le «parole d’amore per la moglie e i suoi cari piccoli, esortandoli a non avere fastidi per lui». «Anche questa è la storia», riflette la pronipote, «non solo quella degli uomini partiti per la guerra, ma anche quella di chi restava a casa, aspettando».